Meda da record: sono almeno un migliaio gli immobili abbandonati e incompiuti

Il tesoro nascosto di Meda: sono almeno un migliaio gli immobili abbandonati o incompiuti. Gianni Del Pero, geologo e ambientalista, commenta: “un numero enorme e il comune continua a costruire!”
Tutto è partito da una caccia al tesoro: scoprire a chi fosse appartenuta una piccola villetta abbandonata sita vicino all’oratorio Santo Crocefisso. E’ bastata una foto postata sui social da un cittadino per iniziare le ricerche. E si sa che, chi cerca di solito trova: e a Meda è stato trovato, per così dire, un tesoro di circa un migliaio di residenziali dismessi e immobili abbandonati, vecchi e nuovi. “Una cifra enorme”, a detta di Gianni Del Pero, geologo e ambientalista. La villetta in questione, in via Onorevole Riccardo Besana, dunque sarebbe solo la punta dell’iceberg: come lei, infatti, pare ci siano altri immobili in stato di degrado o addirittura incompiuti. Uno spreco di spazio e denaro ma anche, soprattutto, un “dolore” per i medesi che guardando le immagini di questa casa un po’ spettrale commentano: “è un vero peccato vedere ridotta così una casa così bella!”. Una casa che, negli ultimi vent’anni è stata vissuta da Teresina Busnelli, la vecchia zitella del paese, chiamata – come vuole la tradizione brianzola – Cassetta perché lavorava nel settore delle pompe funebri. Erbacce ed edere oramai secche coprono i muri della facciata, insieme a dei graffiti che di artistico non hanno proprio nulla. Finestre e travi di legno oramai sono distrutte e marce.
Gianni Del Pero, che per lavoro è chiamato a ispezionare anche luoghi di questo tipo, ci racconta: “Ci sono entrato recentemente alcune volte per fare indagini geologiche per conto della società proprietaria che ha poi presentato un (bel) progetto di recupero della villa e di tutta l’area tra via Adua e General Cantore – spiega – uno dei primi progetti risale al 2006, ed in base allo strumento urbanistico vigente era collegato ad altre opere pubbliche (se non ricordo male manutenzione scuole) per consentire alcune deroghe dimensionali. Questo progetto però non fu accettato e il perché rimane tutt’ora un’incognita dell’urbanistica medese che vede approvare ancora inutili capannoni o simili interventi senza riqualificare gli infiniti immobili dismessi”.
Pare, infatti, che a Meda siano davvero tantissimi gli stabili abbandonati o incompiuti: “ stimiamo come ambientalisti che siano almeno un migliaio gli immobili dismessi (una cifra enorme), oltre a capannoni, vecchi e nuovi, non utilizzati o nemmeno finiti: in via Trieste c’è un esempio eclatante, ma anche in via Trento, viale Francia, Via Matteotti per il residenziale e terziario – commenta Gianni Del Pero – avevamo chiesto alla passata amministrazione che, prima di approvare un nuovo piano di governo del territorio, si facesse un censimento serio dell’esistente inutilizzato. Una richiesta che non è stata presa in considerazione perché si è preferito costruire ancora: via Piave, via Pace, Besana 1 Auxologico … sono solo gli ultimi esempi”.