I barman disabili di Tikitaka annullano le barriere grazie a un cocktail

Si è conclusa l’esperienza che ha visto protagonisti sei ragazzi con disabilità: con i loro cocktail hanno allietato i martedì del Parco Tittoni di Desio per tutta l’estate.
“Sono Down, ma sono anche altre cose”: questa è una delle frasi più significative del film “Altrove-Elsewhere“. La pronuncia Simone, il protagonista del corto, 24 anni. Ma avrebbero potuto dirla senza dubbio anche i barman del progetto Tikitaka, sei ragazzi con disabilità che da giugno rinfrescano con i loro cocktails le serate estive a Desio.
I sei barman hanno potuto mostrare la loro abilità in occasione delle “Friends Night” il martedì sera al Parco Tittoni di Desio. “Il percorso BarmanTikiTaka è nato dall’esplicito desiderio di alcune persone con disabilità che frequentano i servizi del territorio. Da questo interesse si è mosso un gruppo di coprogettazione (Lab) che ha creato le condizioni per realizzare questa esperienza (che noi chiamiamo Fab): un corso di formazione con un barman volontario, un corso per ottenere la certificazione haccp e poi la ricerca di un contesto reale dove poter realizzare questo interesse e al contempo poter mettersi a disposizione per realizzare un servizio pubblico”, spiega Valentina Ghetti, coordinatrice del progetto.
I ragazzi si sono messi in gioco, hanno sfidato ogni pregiudizio, nella speranza di allargare gli orizzonti dei cittadini sul tema della disabilità, divertendosi.
I clienti sono rimasti soddisfatti. La portata di questa iniziativa è stata confermata dal successo di pubblico all’ultima Friends Night, quella del 5 settembre. Cocktails, cibo e la proiezione del cortometraggio “Altrove”: questi gli ingredienti di una serata all’insegna della solidarietà. I presenti hanno potuto riflettere sul valore sociale della disabilità: “Non è un limite, ma un valore aggiunto”, ha commentato il sindaco di Desio, Roberto Corti.
Ora, non resta che riproporre questa esperienza. Nuove location, occasioni diverse, più persone coinvolte: gli organizzatori di Barman-Tikitaka non escludono nessuna possibilità. E non mancano aspiranti barman.
Ma Barman-Tikitaka è solo uno dei tasselli che compongono l’ambizioso progetto “Tikitaka- Equiliberi di essere“. Questo l’obiettivo: affrontare una questione cruciale per le persone con disabilità, ovvero la possibilità di realizzare il proprio percorso di vita all’interno della comunità di appartenenza, in rispondenza dei propri desideri. E se con il termine “Tikitaka” nel mondo del calcio si indica uno stile di gioco del calcio caratterizzato da una lunga serie di passaggi ravvicinati svolti con estrema calma, nel nostro caso i “passaggi” sono le moltissime relazioni che uniscono le varie realtà territoriali che danno vita al progetto.
Infatti, Tikitaka vede la partecipazione di un gran numero di associazioni, amministrazioni e realtà del territorio : oltre 30 i soggetti coinvolti, più sette onlus nel distretto di Monza e Desio. Una rete molto fitta, che permette di realizzare 24 laboratori di co-progettazione che coinvolgono ad oggi 500 persone, senza dimenticare i 30 percorsi di inclusione attivi rivolti a 186 persone con disabilità. Per quanto riguarda la parte economica, Fondazione Cariplo finanzia il progetto per un valore pari a un milione di euro: Tikitaka ha infatti vinto il bando “Welfare in Azione” indetto proprio da Cariplo.
Così nasce l’esperienza dei “Tikitaka Lab“, laboratori tematici che mirano a realizzare percorsi di inclusione e dei “Tikitaka Housing”, percorsi con la finalità di creare realtà residenziali autonome , per citarne solo alcune. Da marzo di quest’anno e per i prossimi tre anni Tikitaka agirà sul territorio per abbattere i pregiudizi sulla disabilità.