Comuni assenteisti: Biassono il più virtuoso d’Italia, Carnate tra i peggiori

17 novembre 2017 | 00:00
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Comuni assenteisti: Biassono il più virtuoso d’Italia, Carnate tra i peggiori

I due sindaci sono stati intervistati da Agorà (RaiDue): a Carnate la media dei giorni di assenza pagati è 77, contro i 14 di Biassono.

C’è la Brianza operosa e quella un po’ meno, e nella classifica dell’assenteismo nei Comuni, il meglio e il peggio della nostra terra si trovano esattamente agli antipodi.

Iniziamo dalla notizia cattiva: c’è Carnate tra i dieci Comuni più assenteisti d’Italia. Con la media di 77 giorni retribuiti di assenza, il Comune della Brianza è il decimo meno virtuoso d’Italia. Il sindaco Daniele Nava è stato persino intervistato dalla redazione di Agorà, programma del palinsesto della mattina di RaiDue, che nella puntata di giovedì 16 novembre ha tracciato un quadro abbastanza tragico della situazione di alcuni Comuni Italiani.

Contrapposto a Carnate, però, e questa è la buona notizia, c’è il Comune più virtuoso d’Italia: su 2.298 Comuni considerati, Biassono è quello in cui si registra il minor assenteismo, i cui dipendenti stanno a casa, in media, 14 giorni all’anno.

Nella classifica generale, i Comuni peggiori della Brianza sono Giussano, con una media di 61 giorni, Limbiate (58) e Cavenago (57). Sopra i 50 giorni di assenze troviamo, tra gli altri, anche Villasanta (56), Seregno (53) e Vimercate (52). Tra i Comuni brianzoli più virtuosi, invece, sotto i 40 giorni medi di assenza, si collocano Macherio (39), Sovico e Lazzate (38). Nulla a che vedere comunque con il virtuosismo del Comune di Biassono che li batte tutti posizionandosi in fondo alla classifica, distaccando anche il penultimo comune: Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, con la media di 18 giorni.

Intervistati da Agorà, entrambi i sindaci di Carnate e Biassono hanno raccontato le loro ragioni. Daniele Nava, sindaco di Carnate, ha dato la motivazione alla presenza di molti giovani e molte donne tra i 27 dipendenti. «Abbiamo avuto la maternità della maternità – spiega – Abbiamo assunto a tempo determinato una donna in sostituzione maternità che è rimasta a sua volta incinta e quindi abbiamo dovuto assumerne un’altra». A ciò si aggiungano dipendenti che usufruiscono della Legge 104 (per assistenza a familiari disabili), persone a casa per lungo periodo o gravemente malate.

Dall’altro late, invece, c’è il pugno di ferro dell’Amministrazione guidata dal Primo Cittadino Luciano Casiraghi che, assicura «I nostri dipendenti sono dei gran lavoratori: essendo brianzoli ce l’abbiamo nel sangue». Nello stesso tempo, però, siccome “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio”, come spiega il Responsabile del Personale Giuseppe Maffucci: «A chi si mette in malattia viene sempre mandato il controllo medico». «È un gran deterrente assicura il sindaco».

La classifica degli assenteisti d’Italia è stata pubblicata nell’ultimo rapporto Ermes, la cui edizione 2017 ha coinvolto 2.298 amministrazioni con oltre 5mila abitanti e più di 10 dipendenti. La media nazionale delle assenze è di 50,2 giorni (calcolati tenendo conto dei giorni di ferie, di malattia, di assenza per legge 104/1992, maternità, congedo parentale, concorsi, esami, lutti ecc.). In media, secondo lo studio, si è lavorato 254 giorni, calcolati su uno standard di cinque giorni a settimana: nove regioni si attestano su valori prossimi a quello medio generale, con valori medio-bassi registrati in Lombardia, Veneto, Toscana, Campania, Molise (45-50) cui si contrappongono indici medio-alti (55-60) in Calabria e Sicilia. La vera sorpresa arriva comunque quando si scende nel dettaglio.