Inceneritore di Desio, M5S sullo Studio epidemiologico: “Di nuovo tutto fermo”

17 novembre 2017 | 06:16
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Inceneritore di Desio, M5S sullo Studio epidemiologico: “Di nuovo tutto fermo”

INTERVISTA alla consigliera Sara Montrasio: “Chiediamo al Comune di non perdere più tempo”.

Il tema dello studio epidemiologico sulle emissioni dell’inceneritore a Desio è sempre più caldo. Lo studio, fortemente voluto dal Movimento 5 stelle locale, ha lo scopo di capire quali effetti abbiano le emissioni sulla salute dei cittadini, quindi riconosciuto da tutti di fondamentale importanza, ma al momento i risultati tardano ad arrivare, per difficoltà e rallentamenti vari.

Per capire meglio la situazione, abbiamo intervistato Sara Montrasio, Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle:

Come mai pensate che a Desio sia necessario uno studio epidemiologico?

A Desio abbiamo un inceneritore in funzione da circa 40 anni. Ci hanno sempre detto che le emissioni inquinanti rispettano i limiti di legge, ma noi sappiamo che questo non azzera gli impatti sulla salute della popolazione. Il limite di legge non esprime un livello di sicurezza sanitaria. L’unico modo per verificare se e quanto l’inceneritore fa male è lo studio epidemiologico, che finora non è mai stato fatto.

Come fa questo tipo di studio a stabilire se è l’inceneritore la causa di eventuali problemi e non per esempio altri tipi di inquinamento?

Lo studio “caso-controllo” che è stato proposto a Desio dal Prof. Crosignani, epidemiologo di fama internazionale a cui l’amministrazione comunale ha affidato formalmente l’incarico, si basa su una “mappa di ricaduta dei fumi”, cioè una rappresentazione di come le sostanze inquinanti emesse dal camino si depositano sul nostro territorio. Infatti, a causa dei venti, gli inquinanti tendono a ricadere maggiormente in alcune zone. Confrontando i dati epidemiologici della popolazione che vive nelle zone di ricaduta con i dati della popolazione che vive al di fuori, è possibile verificare se le emissioni dell’inceneritore causano un aumento delle patologie, a parità di tutto il resto: traffico, impianti di riscaldamento, eccetera.

Quindi, se l’amministrazione ha affidato l’incarico per realizzare lo studio, vuol dire che si farà a breve, giusto?

Sbagliato. Questa amministrazione a parole si è sempre dichiarata favorevole a realizzare lo studio, ma nei fatti ogni passaggio è stato lentissimo e tormentato: ogni pretesto è buono per perdere tempo, lo abbiamo denunciato ogni volta. Evidentemente manca la volontà politica. Basti pensare che la prima richiesta che il M5S ha portato in consiglio comunale per lo studio è del 2010: nonostante l’approvazione non è stato fatto nulla. Nel 2015 abbiamo presentato una nuova richiesta che è stata nuovamente approvata. Nel 2016 abbiamo sbloccato la situazione segnalando all’assessore il Prof. Crosignani che ha proposto lo studio caso-controllo. Lo studio non richiede un grande investimento pur avendo validità scientifica riconosciuta e sembrava che si potesse partire ma poi, tra errori e ritardi ingiustificati, siamo arrivati a novembre 2017.

E oggi cosa succede?

Succede che, come abbiamo denunciato sul nostro sito pochi giorni fa, è di nuovo tutto fermo. L’assessore, che dopo aver ottenuto la mappa di ricaduta doveva farsi dare da ATS Monza Brianza i dati sanitari necessari per avviare lo studio, dice di aver fatto molte telefonate e due richieste scritte. Peccato che, ovviamente, non si può avere traccia delle telefonate, mentre le due richieste scritte in realtà sono una sola lettera inviata due volte (non si sa per quale motivo) e neanche protocollata. In sostanza non è nemmeno una richiesta “ufficiale”.

Cosa ha risposto ATS?

Non lo sappiamo, non sappiamo nemmeno se abbia risposto. L’assessore ha riferito soltanto che ATS ha dichiarato in una riunione di essere disponibile a realizzare uno studio suo. Peccato che si tratti di uno studio che (stando alle informazioni riferite dall’assessore) sembra non essere finalizzato a verificare gli effetti sanitari dell’inceneritore, ma soltanto a capire se ci siano differenze sanitarie tra un comune e l’altro.

A questo punto cosa chiedete?

Di non perdere più tempo. Chiediamo che si rispetti la volontà del consiglio comunale che per ben due volte si è espresso per chiedere uno studio sugli effetti dell’inceneritore e non di altro non ben identificato. L’amministrazione comunale acquisisca immediatamente i dati necessari presso ATS, in modo da consentire al Prof. Crosignani di avviare subito lo studio caso-controllo con le modalità stabilite, in modo da dare una risposta alla domanda: “L’inceneritore fa male alla salute?” Il compito di ATS è tutelare la salute: considerato che non si è attivata nel 2010, nel 2015 e nemmeno nel 2016 quando i suoi rappresentanti sono intervenuti in una commissione a Desio in cui il Prof. Crosignani ha illustrato il suo metodo di studio, ora che il Comune è pronto ad avviare lo studio, fornisca i dati richiesti e assicuri al Comune la massima collaborazione. Non ci opponiamo a un eventuale altro studio che ATS stia realizzando o intenda realizzare, ma questo non può essere motivo per rinviare ancora l’avvio dello studio caso-controllo affidato già da tempo al prof. Crosignani.