Università Milano-Bicocca, scopriamo i numeri del Polo biomedico di Monza

Nel capoluogo della Brianza ci sono 7 Corsi di laurea triennali e 5 per la magistrale. L’Anno accademico 2017/18 conta 2913 tra immatricolati ed iscritti. Al primo posto Infermieristica.
Nel 2018 l’Università di Milano-Bicocca compirà 20 anni dalla sua fondazione. Era, infatti, il 10 giugno 1998 quando un Decreto ministeriale istituì la “Seconda Università degli Studi di Milano”, poi, nel marzo del 1999, diventata appunto Università di Milano-Bicocca. Il lungo programma dei festeggiamenti, definito nei suoi appuntamenti principali, non coinvolgerà solo il capoluogo della Lombardia. Anche a Monza ci sarà l’occasione per celebrare l’importante ricorrenza di un’istituzione che, a due decenni dalla nascita, vanta 14 Dipartimenti e oltre 30 Centri di Ricerca universitari e interuniversitari in cui lavorano quasi 900 tra docenti e ricercatori e circa 1.500 giovani laureati in formazione.
Nella città di Teodolinda, infatti, sorge il Dipartimento di Medicina e Chirurgia. Un Polo biomedico con numerose attività scientifiche e didattiche, strettamente connesso all’Ospedale San Gerardo di Monza, partner dell’Università. Un progetto cresciuto notevolmente nel corso degli anni.
Oggi nel capoluogo della Brianza l’Università di Milano-Bicocca conta 7 corsi di laurea triennale (Fisioterapia, Ostetricia, Infermieristica, Igiene Dentale, Tecniche di Laboratorio biomedico, Tecniche di Radiologia medica, per immagini e Radioterapia, Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età evolutiva) e 5 corsi di laurea magistrale (Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria, Medicine and Surgery – School of Medicine and Surgery , Biotecnologie mediche e Scienze infermieristiche ed ostetriche).
Il campus di Monza, guidato dalla Prof.ssa Mariagrazia Valsecchi, si è esteso nel tempo ed è ormai composto da 4 edifici: U8 in via Cadore, che è sede del Dipartimento, di laboratori di ricerca e aule didattiche, U18 a Vedano al Lambro, dove ci sono aule didattiche e si svolgono le attività delle lauree tecnico-sanitarie, U38 in via Pergolesi, dove un settore di “Villa Serena”, all’interno dell’Ospedale San Gerardo, ospita aule didattiche ed, infine, l’ultimo arrivato, U28, destinato, con i suoi laboratori, alla ricerca biomedica di frontiera e alla medicina di precisione.
In vista dei festeggiamenti per i 20 anni di fondazione dell’Università di Milano-Bicocca, si può cominciare a fare il punto sulla situazione attuale del Polo di Monza. Che, numeri alla mano, sembra fornire indicazioni ben precise. Per l’Anno accademico 2017/18, che è stato appena inaugurato, il totale degli studenti immatricolati ed iscritti è di 2.913. Ai primi due posti è duello tra i Corsi di laurea di Infermieristica (1.098 studenti), che svetta nettamente nelle immatricolazioni completate, ben 243, e Medicina e Chirurgia (917 studenti). Sul podio, ma decisamente più staccata, Fisioterapia (211 studenti). Iscritti e immatricolati a Monza per Corso di studio.
Se, però, andiamo ad analizzare la provenienza di chi decide di venire a fare l’Università a Monza, la classifica mostra cambiamenti significativi. Infermieristica svetta ancora su tuttiper gli studenti residenti in Lombardia, ben 919 nel 2017/18, ma scivola al secondo posto per quelli provenienti da fuori Regione. In questo caso, infatti, il primato spetta a Medicina e Chirurgia che, con ben 155 studenti, ne ha più del doppio di Infermieristica, ferma a 60. Perde qualcosa, rispetto al numero generale di iscritti e immatricolati, anche Fisioterapia. Che conserva saldamente la terza posizione per gli studenti che arrivano dalla Lombardia (180), ma ne conta solo 6 per quelli da fuori Regione. E, quindi, si lascia scavalcare non soltanto da Odontoiatria e protesi dentaria, terza con 39 studenti non lombardi. Iscritti e immatricolati a Monza per provenienza.
Nel complesso, poi, una recente indagine dell’Università di Milano-Bicocca, riferita all’anno 2016, testimonia un buon approccio dei laureati monzesi al mondo del lavoro. Ad un anno dalla fine degli studi, il 79,3% dei 376 intervistati dichiara di lavorare e il 34,3% partecipa o ha partecipato ad un’attività formativa post-laurea. Significativo, poi, il dato che ben il 93,6% degli occupati, che hanno una retribuzione netta mensile di 1.350 euro, ritengono la propria laurea efficace per il proprio lavoro. Quasi un’eccezione in Italia, dove i laureati faticano a trovare un impiego e, molto spesso, finiscono per lavorare in ambiti non legati alla propria formazione accademica.
Il futuro del Polo biomedico di Monza continuerà a vivere della stretta collaborazione tra l’Ateneo e l’Ospedale San Gerardo. Non soltanto con il già esistente centro di Bioimmagini, una struttura finalizzata allo studio di nuovi e complessi metodi diagnostici nel settore oncologico, neurologico e cardiovascolare. Ma anche con la recentissima firma della convenzione fra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’Asst Monza.
Un accordo quinquennale che apre nuovi ambiti di ricerca e sperimentazione, ma soprattutto assicura e consolida la continuità fra l’attività didattico formativa universitaria e i tirocini clinici professionalizzanti riservati a laureandi e specializzandi. Ecco perché la Asst di Monza viene individuata come sede dei Corsi di laurea delle Professioni sanitarie in Infermieristica, Ostetricia, Tecnico Sanitario di Radiologia medica, Tecnico della Neuro e Psicomotricità dell’Età evolutiva, Igienista Dentale, nonché di corsi di perfezionamento, dottorati di ricerca e master universitari.
I prossimi anni vedranno anche nuove strutture e servizi per gli studenti. In particolare l’Ateneo, nel suo piano di sviluppo, ha inserito una nuova residenza da circa 160 posti letto presso il Polo Biomedico di Monza. Questi progetti dovrebbero essere terminati decisamente prima del 2028, quando l’Università di Milano-Bicocca festeggerà il 30esimo compleanno. Per quella data, se non ci si saranno intoppi, sarà stato completato anche il prolungamento della metro 5 fino a Monza. Tra le 7 fermate previste nel capoluogo della Brianza dal tracciato definitivo, c’è anche l’Ospedale San Gerardo. E gli studenti, così, potranno arrivare in Università direttamente su rapidi binari ferroviari.