Desio, il M5S: nuove prove sulla contaminazione della Falda Ex-Auotobianchi

Grave contaminazione della falda superficiale nell’area ex-Autobianchi: cromo esavalente 17 volte superiore ai limiti.
Notizie sconvolgenti arrivano dal Movimento 5 stelle Lombardo riguardanti la prima falda sottostante al sito ex Autobianchi e ora Polo Tecnologico della Brianza. Il Movimento 5 Stelle si sta infatti occupando da tempo del problema dell’inquinamento della prima falda acquifera nella parte situata sotto il Polo Tecnologico della Brianza, dove sorgeva anni fa l’Autobianchi. Nello scorso mese di ottobre il consigliere regionale Gianmarco Corbetta, in seguito a un accesso agli atti, aveva constatato e comunicato dal suo sito che dal 2009 a oggi non erano stati compiuti monitoraggi, nonostante Arpa avesse scritto a Comune, Provincia e Regione per segnalare gli elevati livelli di contaminazione rilevati e la necessità di proseguire i controlli. In accordo con i consiglieri comunali M5S e il deputato desiano Davide Tripiedi si è deciso di procedere per capire chi avesse la responsabilità dei mancati monitoraggi richiesti da Arpa. Ora si è arrivati ad un dunque e come ci racconta nell’intervista il Consigliere Regionale Corbetta, il Movimento 5 stelle è venuto a conoscenza di fatti e dati davvero rilevanti sul sito, su tutti la lettura sbagliata della mappa con conseguente errore nella bonifica e poi il livello di inquinamento del sito 17 volte superiore al consentito dalla legge.
“Nei mesi scorso abbiamo incominciato ad occuparci dell’inquinamento della prima falda sotto il sito dell’ex Autobianchi dove ora sorge il polo Tecnologico della Brianza. C’eravamo fatti mandare tutti i dati da Arpa e avevamo scoperto che il monitoraggio di queste acque, si era fermato al 2009. Arpa aveva evidenziato un incremento di inquinamento e aveva suggerito di portare avanti il monitoraggio agli enti preposti ma nulla era stato fatto. Abbiamo cosi deciso di fare interpellanze in regione all’assessore all’ambiente per chiedere se non concordasse di non proseguire questi monitoraggi. Ci ha risposto settimana scorsa dicendosi d’accordo con noi ma che la competenza è del Comune, quindi la Regione ha sollecitato il Comune per fare questi monitoraggi. Nel frattempo però, siamo venuti a conoscenza di altri fatti molto rilevanti sulla vicenda. Il primo è che Arpa avesse fatto ulteriori analisi nel 2012 su committenza di un privato, e da quelle analisi risulta un inquinamento da cromo esavalente 17 volte superiore ai limiti di legge. Il secondo dato inquietante è che all’epoca in cui è stata certificata dai vari enti l’avvenuta bonifica del sito, è stata fatta secondo una mappa allegata ai vari documenti che riporta un errore grossolano, ovvero la direzione di deflusso della falda sbagliata. Infatti il reflusso vero è da nord a sud non da est a ovest. Questo non è un dato secondario, perchè se si legge la mappa come è stata interpretata dagli enti, si evince che la bonifica è stata fatta in modo corretto perché l’acqua passa dal sito senza essere inquinata. Se invece si guarda la cartina in modo corretto, si evidenzia che l’acqua passa sotto il sito pulita ed esce sporca. Questo significa che la bonifica non è stata fatta in modo corretto. Siamo difronte ad un errore madornale, che ha falsificato tutte le evidenze relative a quella bonifica. Occorre davvero andare fino in fondo a questa vicenda e capire davvero se sotto il Polo Tecnologico della Brianza il terreno è ancora inquinato e sta perdendo inquinanti oppure no. Voglio ricordare inoltre che tutte queste cose erano a conoscenza degli enti preposti e non hanno fatto nulla. Per questo noi facciamo questa denuncia mediatica e stiamo predisponendo un esposto alla magistratura”.