Desio, scoppia la polemica intorno alla nuovissima “casa delle Donne”

Botta e risposta tra il Segretario della Lega Nord Martina Cambiaghi e l’Assessore ai Servizi alla persona e alla famiglia Paola Buonvicino. #video
Nuova polemica a Desio, a farne le spese è l’appena nata “Casa delle Donne”, infatti il progetto non convince a pieno la Lega Nord locale perché, secodno il Segretario Martina Cambiaghi:“Per spiegare la nostra perplessità sulla “Casa delle Donne” dobbiamo tornare indietro al 14 giugno 2016 quando, con la delibera 166, il Comune di Desio concede con un comodato d’uso GRATUITO un alloggio comunale al centro culturale “G.Lazzati” appunto per la realizzazione del progetto “Casa delle Donne”, dopo sole 2 settimane dalla richiesta di uno spazio comunale. Tornado ad oggi la “Casa”, pubblicizzata come luogo di incontro, aggregazione e sostegno, può essere equiparabile a un centro ludico: sono stati finora organizzati principalmente corsi di cucina multietnica, che è anche la principale attività descritta nel suo programma. Infine, sempre pubblicizzandola come luogo indispensabile per aiutare le donne, il progetto “Casa delle Donne” ha partecipato al bilancio partecipativo arrivando quarto, con 127 voti, e vincendo 30.000€, che verranno destinati a comprare computer, tavoli, sedie e a pagare “compensi ad esperti”. Le domande ci sorgono spontanee: Come mai la maggior parte delle associazioni culturali, sociali, sportive e d’armi desiane pagano un affitto annuale al comune anche di migliaia di euro e alla casa delle donne è stata data la concessione gratuita? Perché viene inaugurata proprio il 25 novembre quando è attiva da almeno un anno? Ma, soprattutto, perché è stato un progetto del bilancio partecipativo così pubblicizzato e sostenuto dal Comune, che dovrebbe essere super-partes in questa partita?”.
A tal proposito non si è fatta attendere la replica dell’Amministrazione Locale, che attraverso l’Assessore ai Servizi alla persona e alla famiglia Paola Buonvicino, ha voluto spiega e precisare quale sia la situazione del progetto: “La sede di via Lampugnani è stata concessa a tre associazioni nell’ambito di un progetto, condiviso dall’Amministrazione comunale, nato nel 2016 al “tavolo delle politiche femminili”: il Comune dà alle associazioni un “contenitore” e loro ci mettono i “contenuti”.
L’Amministrazione Corti ha, così, sostenuto un’idea posposta da tre associazioni, il centro culturale «G. Lazzati», «Desio Città Aperta» e Il Centro diurno «Lo Scarabocchio»: uno spazio aperto a tutte le donne, italiane e straniere. Una struttura affidata alle tre associazioni un anno fa e inaugurata il 25 novembre, in occasione della «Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne»,dopo i lavori di ristrutturazione dei locali.
«L’idea –spiega l’assessore – era avere un luogo fisico in cui promuovere la cittadinanza attiva, sviluppare attività formative e di orientamento per l’accesso a servizi, opportunità del territorio e condivisione di esperienze, promozione di corsi. Tutti strumenti di integrazione. Ma non solo. Dare alle donne e, perché no, agli uomini, uno spazio in cui confrontarsi e progettare insieme è l’occasione per promuovere azioni positive che possano favorisce la prevenzione della violenza. Il progetto è stato presentato da tre associazioni e sono stati i cittadini, con il loro voto, a ritenere che dovesse essere finanziato. Si chiama democrazia. Invito il segretario della Lega Nord di Desio a non confondere i like, anzi il like del Comune di Desio, con i voti dei desiani. Sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini, di qualsiasi colore politico, che hanno creduto nel Bilancio Partecipativo e hanno votato». Paola Buonvicino, infine, si dice «stupita» dalle perplessità della Lega Nord: «Soprattutto perchéle polemiche sono sostenute da due donne su un tema, quello della violenza, che dovrebbeunire e non dividere».