Meda, città inclusiva: arriva il parco dedicato anche ai bimbi diversamente abili

Grazie a Meda, i parchi inclusivi in Italia salgono a quota cinque. Oltre ai disabili, però, il sindaco Luca Santambrogio prende provvedimenti anche a sostegno di anziani e disoccupati: ecco gli obiettivi per i prossimi cinque anni di mandato
E’ stata stimata una spesa di circa 200mila euro per la progettazione e realizzazione del primo parco inclusivo di Meda, in via Manzoni: un’area di verde pubblico dedicata a tutti i medesi ma con un’attenzione particolare per i bambini diversamente abili.
Un progetto a cui il sindaco Luca Santambrogio tiene particolarmente e che piazza la città al secondo posto nella classifica dei comuni brianzoli che hanno pensato di donare uno spazio giochi anche a chi ha difficoltà motorie: il primo comune a farlo è stato Lissone, con il parco Liberi Tutti. Ora, con Meda, in Italia i parchi inclusivi sono saliti a quota cinque.
La nuova amministrazione ha le idee molto chiare sugli obiettivi da raggiungere nei cinque anni di mandato, tra i quali c’è anche quello di raggiungere una coesione territoriale e sociale capace di condurre la comunità verso una crescita accessibile a tutti e condivisa da tutti.
Tanti i progetti presentati con le linee programmatiche, che vanno a toccare la parte debole della popolazione: le persone anziane, i giovani precari, i disoccupati e anche, come abbiamo detto, i disabili. “Quello del parco inclusivo di via Manzoni è il progetto principe che verrà avviato nel 2018 – spiega Santambrogio – oltre a riqualificare l’area verde, regalando così un bello spazio al quartiere e ai medesi, ci impegneremo anche a proseguire i lavori con il marciapiede e il percorso pedonale che da via Borromeo arriva fino al confine comunale”.
E se i bambini, a breve, potranno godere di un’area gioco e di uno spazio verde finalmente privi di barriere architettoniche, un pensiero da parte della nuova amministrazione va anche a tutte le famiglie con bambini disabili. Un altro progetto segnato nell’agenda del sindaco Luca Santambrogio, in verifica di fattibilità, è infatti quello della realizzazione, in collaborazione con i servizi sociali, del progetto “Dopo di noi”. Un punto di ascolto e sostengo per tutte quelle famiglie che hanno un’unica grande preoccupazione: cosa succederà a mio figlio una volta che non ci saremo più? chi si occuperà di lui? L’obiettivo dell’amministrazione, quindi, è quella di cercare spazi adatti che possano consentire l’avvio ufficiale dell’iniziativa.
“Meda non va cambiata, ma sviluppata con un progetto semplice, fattibile e concreto”. Insomma, poche regole, ma buone. E’ questo il modus operandi del sindaco Luca Santambrogio che, nelle linee programmatiche di mandato, ha evidenziato altro due grandi problematiche della città sulle quali verrà posta la massima attenzione nei prossimi cinque anni.
Oltre ai disabili, come abbiamo già accennato, verranno tutelati anche gli anziani e tutte quelle persone che hanno difficoltà a trovare un impiego: “Problema da porci e da affrontare è quello del continuo invecchiamento della popolazione e, quindi, della situazione delle persone anziane – fa sapere l’amministrazione – Va creata una rete di assistenza, che si affianchi a quella garantita dal comune, che porti assistenza alle persone anziane autosufficienti che necessitano di piccoli aiuti nel quotidiano collegandosi a quanto il territorio già offre tramite il grande impegno di associazioni e volontari”. Mentre, a sostegno di tutti quei giovani precari e di cittadini che, superati i 50 anni d’età, sono stati espulsi dal mondo del lavoro, il comune si è posto quattro obiettivi precisi: la creazione di un tavolo permanente con le imprese della città per monitorare costantemente le problematiche e opportunità esistenti sul territorio in modo da intervenire tempestivamente nelle situazioni; la costante collaborazione con gli operatori accreditati del mercato del lavoro per aumentare le opportunità di chi cerca lavoro e offrire il meglio dell’offerta lavorativa alle aziende; la collaborazione con le agenzie pubbliche e private del territorio per potenziare al massimo gli strumenti della conciliazione famiglia/lavoro e, infine, l’organizzazione di corsi per aiutare nella predisposizione dei curriculum e per affrontare i colloqui di lavoro.
Foto di repertorio