I sogni di Morgan per la città di Monza mentre bacchetta gli imprenditori

Morgan allo Sporting Club di Monza ci svela i suoi sogni: un concerto sul pratone della Villa Reale e la scuola di musica
Sold out ieri sera per l’evento Un dopocena con Morgan, organizzato dallo Sporting Club di Monza. L’eccentrico artista monzese ha raccontato i suoi sogni legati alla città: organizzare un concerto sul prato della Villa Reale e aprire una scuola di musica in grado di poter formare persone legate al mondo della musica ma anche della produzione e della televisione. La serata è stata condotta da Roberta Castoldi, sorella di Morgan, brava violoncellista e poetessa. L’altra Castoldi, meno nota al grande pubblico ma altrettanto se non più talentuosa del famoso e incontenibile fratello, ha tenuto con abilità le fila del discorso.
A dividere il palco con loro, grandi nomi della musica ma anche dell’imprenditoria: Maria Alberta Mezzadri, Luca De Gennaro e Roberto Manfredi, noti produttori e giornalisti affiancati da imprenditori come Gianni Caimi in rappresentanza di Assolombarda. Al centro una sedia vuota perché, dice Morgan: “tutti possono salire e dire la loro”. In realtà quella sedia vuota sarà riempita, di volta in volta durante l’arco della serata, da alcuni artisti presenti in sala: Aldo Baglio (di Aldo Giovanni e Giacomo), Fausto Leali, Piero Cassano ( ex Matia Bazar) e Andy, co-fondatore dei Bluvertigo insieme allo stesso Morgan.
E così che tra un discorso e l’altro, il fortunato pubblico della serata ha potuto sentire A Chi suonata al pianoforte da Morgan e cantata egregiamente da Leali, oltre ad un commovente duetto di Andy e Morgan che non cantavano insieme dai tempi, come ricordano gli stessi, del piano-bar che negli anni 90 solevano fare al Carlo Magno e in altri locali monzesi.
“La Brianza è una realtà produttiva”
“La Brianza è operosa- dice Morgan- un territorio che genera esseri umani che producono oggetti e idee. Monza non ha niente da invidiare a nessuno. Un artista deve potersi mantenere con il suo lavoro. La tecnologia ha consentito a tutti di usufruire delle idee degli altri e il risultato è stata un’invasione di sistema. In questo senso il web non ha rispettato le prospettive ed è diventato un abuso, un sopruso, qualcosa che invade e toglie la privacy”.
Come di sua abitudine Morgan si alza, all’improvviso, si mette al pianoforte e suona Non arrossire di Giorgio Gaber. Poi, come se avesse riacquistato energia riapre il discorso: “Gli industriali che investiranno in questi progetti dovranno fidarsi. La presenza di questa realtà amministrativa, con Dario Allevi come sindaco, rende i miei sogni un po’ meno donchisciotteschi. La scuola di musica di Monza dovrebbe essere, simbolicamente, una specie di cavallo di Troia, qualcosa che poi andrà al di là di me. Un percorso che non si sovrappone a quello del Liceo Musicale Zucchi, perché riguarderebbe più il campo tecnico”.
Sogni o progetti concreti? La presenza degli industriali sembrerebbe dare un po’ di concretezza alle idee del cantautore monzese. Una sfida leonardesca, come la definisce lui stesso, che senza freni dichiara di voler portare artisti internazionali al suo concerto in Villa Reale e di voler “costruire un’orchestra sinfonica di 100 elementi”.
Morgan ieri sera ha deciso di non rilasciare interviste o dichiarazioni: quello che aveva da dire lo ha detto sul palco. Andy però parla ai nostri microfoni. Che ci sia, tra i vari sogni, anche la possibilità di rivedere insieme i Bluvertigo?