Monza, da chiesa (sconsacrata) a locale notturno: ecco il recupero del Buon Pastore

Seconda tappa del tour delle aree dismesse organizzato dall’assessore all’Urbanistica, Martina Sassoli. L’area conta 30 mila metri quadrati di superficie buona parte dei quali destinati a verde pubblico
Riflettori puntati sull’area dell’ex Buon Pastore di via Cavallotti. Martedì mattina, nell’ambito del tour delle aree dismesse voluto dall’assessore all’Urbanistica, Martina Sassoli, per favorire il recupero di alcuni dei lotti abbandonati della città, si è svolto un sopralluogo assieme alla proprietà sulla storica area a lungo occupata dalla Casa delle Suore di Nostra Signora di Carità del Buon Pastore.
Si tratta di quasi 30 mila metri quadrati buona parte dei quali occupati da un vasto prato interno, da una scuola, dal nucleo originario che era formato da Villa Angela e da una chiesa. Ed è proprio sulla chiesa che l’attenzione si è appuntata, perché potrebbe essere trasformata in un locale notturno, sulla falsa riga di quanto è accaduto a Milano col Gattopardo, frequentatissimo locale della Milano by night aperto all’interno di una chiesa sconsacrata.Oltre all’aspetto commerciale il recupero dell’area prevede anche la realizzazione di nuove residenze, ma l’assessore ha sottolineato come in un momento come questo l’aspetto commerciale possa fare da traino.
L’area è posizionata in maniera strategica: a pochi passo dal centro storico, dotata di un vasto parcheggio a pochi metri di distanza e il recupero favorirebbe anche la riqualificazione del vasto parco interno che garantirebbe nuovi spazi a tutto il quartiere. L’area è abbandonata da oltre dieci anni. Per anni è stata vittima di incursioni da parte di vandali, graffiati e qualche satanista della domenica che all’interno della chiesa ha tracciato svastiche e bestemmie. Adesso tutti gli ingressi sono stati murati per evitare nuove sorprese.
“Quella del Buon Pastore è una area molto importante – ha commentato l’assessore Sassoli – Qui potrebbe nascere un parco di ventimila metri quadri aperto a tutti. Crediamo molto nel recupero di questa parte storica della città e siamo convinti che con la proprietà troveremo il giusti canale di comunicazione”.