Monza made in China: l’altra immigrazione e la rivoluzione e-commerce

30 aprile 2018 | 06:29
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Monza made in China: l’altra immigrazione e la rivoluzione e-commerce

L’immigrazione cinese si sta integrando attivamente con la città di Monza: concorrenza spietata o maggiori servizi per i cittadini?

Fino a qualche anno fa a Monza i negozi gestiti dai cinesi erano relegati nelle periferie. Si riconoscevano per le vetrine colorate e piene di luci, anche se non era Natale.

Oggi le cose sono molto cambiate e i negozi ‘made in China’ sono collocati anche nel centro della città. Parrucchieri e massaggiatrici, insieme ad alcuni ristoranti (molti dei quali ‘trasformati’ poi in Giapponesi), sbarcarono in Italia e a Monza, nei primi anni 80. Oggi le attività degli esercenti cinesi in crescita restano nel settore terziario e riguardano la tecnologia. L’arrivo degli iPhone ha scatenato il prolificare di negozi che vendono accessori, ma molto più spesso riparano i nostri smartphone usati. Sempre più apprezzati anche i parrucchieri che offrono servizi veloci a prezzi davvero molto vantaggiosi. Per una piega (capelli lunghi) si pagano solo 8 euro e con il taglio si arriva, in molti posti, a mala pena a 12.

I prezzi bassi sono anche uno dei motivi per cui molti monzesi portano il loro smartphone a riparare dai rivenditori cinesi.

Cinesi a Monza

Ma, dati alla mano (forniti dall’Ufficio Statistiche del Comune di Monza), attualmente a Monza sono residenti 15.106 stranieri, di cui 498 cinesi. L’età media è di 32,9 anni. Per ciò che concerne l’immigrazione cinese il numero di uomini prevale leggermente su quello delle donne (258 e 240). Come molti immigrati, le famiglie cinesi tendono a prendere residenza nelle stesse zone, creando dei veri e propri piccoli quartieri. La stessa cosa, su scala più ampia è accaduta a Milano nella zona del Municipio 1 fino al Municipio 8. La zona, che comprende la famosa via Paolo Sarpi, ora viene chiamata Chinatown proprio per la notevole concentrazione della comunità cinese. A Monza gli immigrati si concentrano a livello residenziale per lo più nei quartieri di San Rocco e Cederna Cantalupo.

Concorrenza spietata o maggiori servizi per i cittadini?

In molti, tra gli intervistati, hanno mostrato di gradire i servizi degli esercenti cinesi. E l’integrazione operosa di questo popolo di grandi lavoratori ha fatto sì che i cittadini monzesi abbiano cominciato a condividere anche delle usanze tipiche della Cina. Una tra tutte quella delle lanterne. Due anni fa, per esempio, era sbarcato proprio a Monza, il Festival delle Lanterne Cinesi. Anche i grandi magazzini made in China, come quello di Agrate, sono molto frequentati: i prezzi bassi rappresentano sempre il maggior incentivo.

Monza

Il cambiamento

Il mondo del lavoro è cambiato. Se inizialmente, per esempio nei ristoranti cinesi, i dipendenti erano per lo più loro connazionali, oggi non è raro vedere giovani italiani assunti come camerieri. L’economia cinese, operosa e produttiva, ha fatto sì che il 2 marzo, insieme alla riconferma di Carlo Sangalli come presidente di Confcommercio di Milano, Lodi, Monza e Brianza sia stato nominato, per la prima volta, un referente per l’imprenditoria straniera, il cinese, Francesco Wu, 37 anni. Francesco Wu, membro onorario dell’Unione imprenditori Italia-Cina, fa già parte della seconda generazione di immigrati. Un tipo di immigrazione, quindi, fatta di duro lavoro e integrazione.

E-commerce avvicina Monza e Brianza alla Cina

I rapporti tra Italia e Cina, ed in particolare tra Lombardia e Cina sono sempre più saldi e vivi.

A conferma di ciò l’aumento in un solo anno del 9,9% di export tar la Cina e la Lombardia. Milano si conferma prima in classifica con 7 miliardi ma anche Monza, con oltre un miliardo, cavalca quest’onda politica di scambi commerciali. L’export riguarda in primis computer e apparecchi elettronici ma sono in crescita anche il settore alimentare e i mezzi di trasporto.

Ad aiutare l’avvicinamento di Monza e della Lombardia al mercato cinese è stato senz’altro, come ribadisce anche la Camera di commercio, l’e-commerce. In particolare l’applicazione WeChat ha rivoluzionato il modo di condurre gli affari in tutto il mondo, in particolare con la Cina che vanta 771.98 milioni di utenti in internet (un cinese su due si collega in rete), di cui l’83% utilizza WeChat. A tal proposito grazie a Promos, l’azienda speciale della Camera di commercio, si può effettuare la registrazione di un Account Ufficiale Service verificato in Cina e migliorare il posizionamento digitale in ambito b2b e b2c. L’iniziativa, per il momento, si rivolge alle imprese del settore Arredo Design. Una rivoluzione nata nell’era in cui gli smartphone soppiantano i pc e che ha convertito l’uso dei social network da semplici chat in aggregatori di servizi grazie all’integrazione con piattaforme e-commerce. L’adesione all’iniziativa consente alle aziende con sede legale e/o operativa a Milano, Monza Brianza e Lodi di partecipare all’assegnazione di contributi a fondo perduto pari a € 6.000,00 lordi previsti nell’ambito del Bando per l’Internazionalizzazione delle MPMI della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi 2018.