Fallito per crediti dello Stato: lunedì gli tolgono la casa. Monza è con lui

Lanciata in rete una petizione al Presidente della Repubblica per salvare la sua casa.
Il gruppo Facebook “Easy Monza”, diciannove mila utenti iscritti, ha lanciato una petizione in rete indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, perché blocchi la procedura di sfratto esecutivo di un imprenditore monzese fallito a causa dello Stato, prevista per il 16 aprile prossimo.
“Sergio Mattarella: non portate via la casa a Sergio Bramini; uno Stato forte con i giusti, che non vorremmo” è il titolo della petizione lanciata su “Change.org” e proposta dagli utenti della rete i quali, unitamente ad altre centinaia di cittadini, sempre tramite la rete si sono dati appuntamento davanti casa dell’imprenditore lunedì prossimo, quando verrà pignorata dal Tribunale di Monza.
Sergio Bramini, settantenne imprenditore Monzese, a quanto si è appreso ha chiuso i battenti della sua azienda con un credito di 4 milioni di euro dallo Stato. Pur di non lasciare a casa i suoi dipendenti, in attesa di ricevere i pagamenti, Bramini aveva ipotecato la casa, che ora finirà all’asta.
“Io sono fallito per colpa dello Stato, con me vivono i miei figli e la mia nipotina. Ho pensato al suicidio”. Sono le parole che Sergio Bramini, 70 enne ex titolare della “Icom Spa”, fallita azienda di gestione rifiuti, che in passato si occupò anche dell’impermeabilizzazione della linea 3 della Metropolitana di Milano, ha più volte ripetuto ma in realtà ha continuato a battersi come un leone per salvare la sua azienda prima e per tenersi la sua casa, rimanendo lucido, onesto e corretto.
“Era florida, ho vinto diversi appalti nel Sud Italia, in Sicilia e a Napoli per l’emergenza rifiuti – spiega l’imprenditore parlando della sua società – ma i pagamenti non sono arrivati e le banche hanno interrotto le linee di credito”.
L’imprenditore avrebbe potuto chiudere licenziando tutti “ho scelto di pensare alle trentadue famiglie che dipendevano da me, ipotecando la casa, ma con 4 milioni di euro di crediti dalla pubblica amministrazione e 300mila da privati, sono fallito”.
Nessuno di quei lavoratori che lui ha tentato di aiutare e mantenere al lavoro con tutte le sue forze, si è mai più fatto vedere o sentire da lui, anche adesso che la sua vicenda è diventata di dominio pubblico.
Il Tribunale ha decretato il suo fallimento nel 2011, solo due anni dopo è entrata in vigore una legge europea, che obbliga lo stralcio di posizioni derivanti dal mancato pagamento della Pa, ma lui non ne può usufruire. A luglio il Tribunale di Monza ha ordinato lo sfratto con provvedimento immediato per Bramini e la sua famiglia “una decisione incomprensibile, il curatore fallimentare ha 18 mesi di tempo per vendere la mia casa – ha precisato l’imprenditore – la mia villa e gli uffici valgono circa due milioni di euro, e verranno venduti a prezzi ridicoli”.
Sulla questione è intervenuto sia il Movimento 5 Stelle sia la Lega. Astuta la mossa dei M5S. Il Senatore Corbetta ha deciso oggi in extremis di eleggere lì il suo ufficio parlamentare. Ciò si significa che per legge potrebbe non essere pignorato godendo di particolari privilegi.
Lunedì è prevista l’esecuzione del pignoramento della sua villa. Noi di MBNews saremo là, per documentare anche questo…