Bramini fallito con crediti dello Stato: oggi lo sfratto, ieri Di Maio a casa sua

Oggi è il giorno del pignoramento della casa. Alle 11 previsto in suo sostegno anche l’arrivo di Salvini.
Luigi Di Maio, leader dei pentastellati, ha incontrato ieri sera a Monza Sergio Bramini, nella villa da cui l’imprenditore fallito, nonostante vanti 4 milioni di crediti dallo Stato, sarà sfrattato oggi alle 14.
Tanta la gente che già da ieri sera è accorda in via Sant’Albino 22, dove Bramini ha casa da decenni, una dimora costruita lavorando sodo nello smaltimento rifiuti. Di Maio è arrivato alle 20, accompagnato dal senatore Corbetta, che settimane fa ha spostato il suo domicilio parlamentare a casa di Bramini.
“Evitiamo domani questo sfratto”: è stato l’appello fatto da Di Maio in sostegno di Sergio Bramini, e che il leader 5 stelle ha annunciato che sarà consulente del governo.
“Questo simbolo – ha spiegato – deve lavorare con noi al governo perché lo Stato possa smettere con questo genere di assurdità. Il che significa che dobbiamo cambiare le normative. È un imprenditore che ha lavorato per lo Stato e lo Stato non l’ha pagato. Ha continuato a pagare i contributi e gli stipendi ai dipendente e poi è fallito e lo stato gli ha mandato gli scagnozzi a prendergli la casa”. “Domani – ha concluso – qui si rischia che ci sia lo sfratto della casa. Una famiglia che finisce in mezzo alla strada o comunque privata della sua abitazione, ingiustamente tolta ai proprietari, perché queste persone aspettano soldi dallo stato. Spero si possa trovare una soluzione”.
Stamane alle 11 anche Matteo Salvini arriverà a casa di Bramini, già incontrato dal leader del Carroccio il primo maggio scorso.
Bramini ha avuto l’appoggio di molte persone: in 300 hanno organizzato un sit-in il giorno del pignoramento deciso dal Tribunale fallimentare di Monza previsto lo scorso 16 aprile e poi rimandato. Una nuova manifestazione è prevista per oggi, alla quale forse prenderà parte anche Di Maio. La magistratura, nei giorni scorsi, attraverso l’associazione Nazionale magistrati, ha chiesto meno pressione mediatica sulla vicenda, invitando anche la politica a limitare la propria ingerenza, sostenendo di applicare la legge, seppur comprendendo il dramma di imprenditori come Bramini, in difficoltà a causa della crisi o di eventi sfortunati. Una legge che Di Maio ha definito “assurda” e che nel nuovo Governo è in programma venga rivista.