Bramini allontanato da casa. Rifiutato l’assegno e la gente si è legata a casa sua

18 maggio 2018 | 16:39
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Bramini allontanato da casa. Rifiutato l’assegno e la gente si è legata a casa sua

Lo stress e la brutta notizia che neppure l’assegno a copertura di un imprenditore è bastato per salvare la casa di Bramini, fallito nonostante 4 milioni di euro di crediti con lo Stato.

Nessun rinvio. E nel momento in cui gli ufficiali giudiziari gli hanno dato notizia di non poter accettare l’assegno di un imprenditore che si era offerto di fare da garante, si è sentito male.
E’ in arrivo un ambulanza a Sant’Albino, dove la tensione è sempre più alta perchè ormai è stato disposto lo sgombero dell’imprenditore monzese fallito con 4 milioni di credito dallo Stato, nel 2011 la sua azienda ha chiuso i battenti per mancati pagamenti da parte di alcune Ato per le quali svolgeva servizi di igiene urbana, effettuato questo pomeriggio.

Dopo circa un’ora di trattativa gli ufficiali giudiziari, hanno comunicato a Bramini l’avvio della procedura di sgombero. Alla trattativa, fino all’ultimo gli avvocati di Bramini hanno tentato di ottenere un rinvio di 30 giorni alla luce della proposta di un ‘benefattore occulto’ di intervenire con una importante somma alla causa di Bramini, hanno partecipato anche alcuni senatori, tra cui Andrea Crippa della Lega e Gianmarco Corbetta dei Cinque Stelle, i quali avevano spostato il loro domicilio parlamentare a casa dell’imprenditore nelle scorse settimane.

La promessa di Bramini. “Da questa umiliante storia spero di ricavare un incarico nel Governo affinchè situazione come la mia non si ripetano mai più”.

Ieri sera e stamattina anche Sergio Di Maio e Matteo Salvini, leader di Cinque Stelle e Lega, sono venuti personalmente a portare sostegno a Bramini, assicurandogli di voler lavorare per mettere mano alla legislatura fallimentare. Lo sgombero sarà monitorato dalla Polizia di Stato.