Meda. Un benefattore dona 600 fossili al Comune e “regala” borse di studio alle scuole

Ammoniti, nautilus, megalodonti, coralli … tutti esemplari trovati dallo stesso Filippo Marelli, circa cinquant’anni fa e ora donati alla comunità.
Si gode la sua meritata pensione immerso nel verde della sua casa nella zona “collinare” di Meda: una cane, qualche gallina e fiori bellissimi. Ma quello che cattura subito l’occhio a chi entra nel giardino di Filippo Marelli, 70enne medese con un passato manageriale per grandi multinazionali, sono sicuramente dei “sassi” posizionati uno accanto all’altro in una fila lunghissima.
Virgolette non messe a caso perché, ad un occhio superficiale e frettoloso, possono apparire come semplici pietre ma in realtà sono degli esemplari di fossili che alle spalle hanno una storia di circa 150milioni di anni: ammoniti, nautilus, megalodonti, coralli … tutti esemplari trovati dallo stesso Filippo Marelli, circa cinquant’anni fa, durante i sui viaggi in Trentino sul Monte Baldo.
Il regalo al Comune di Meda
Dopo più di mezzo secolo passato in compagnia dei suoi fossili, Filippo Marelli ha deciso di separarsi dalla sua infinita collezione: “non mi sono mai messo a contarli seriamente, ma credo che siamo più o meno sui seicento esemplari”, ci dice.
Meravigliosi fossili che ora saranno di proprietà di tutta la comunità perché il benefattore ha deciso di donarli alla città di Meda: “Sono stato felice di aver incontrato Filippo Marelli, di una gentilezza d’altri tempi – ci confida il Sindaco Luca Santambrogio – ho accolto con molto entusiasmo la sua donazione, stiamo già pensato di posizionare i suoi fossili in una teca di vetro all’interno della Casa delle Associazioni. Tra l’altro, il signor Marelli si è offerto di aiutarci, soprattutto nel lavoro di catalogazione ma ci ha avanzato altre proposte di collaborazione con il Comune che noi siamo stati felici di accettare”.
Il medese, infatti, non solo ha deciso di condividere la sua collezione di fossili ma si è proposto anche di aiutare i giovani del territorio con delle borse di studio: sabato mattina, la sua prima uscita pubblica alle scuole Don Milani dove i ragazzi hanno saputo delle notizia. “I ragazzi più che mai hanno bisogno di essere aiutati ad affrontare il proprio futuro, sempre più incerto – ci spiega Marelli – per questo ho deciso di offrire queste borse di studio con le quali, non voglio premiare i “secchioni” che hanno già le loro soddisfazioni – scherza – ma i ragazzi che potranno avvalersi della borsa di studio dovranno avere tre caratteristiche fondamentali per me molto importanti: l’impegno, sicuramente una buona rendita scolastica (anche i 7 vanno bene!) e impegno anche nel sociale”.
Un giardino per 150 milioni di anni di storia
Filippo Marelli ci ha invitati nel suo giardino per ammirare questi esemplari che presto saranno visibili a tutti: fossili molto ben tenuti di molluschi, conchiglie, ricci, coralli … tutti trovati in Trentino sul Monte Baldo. Ma come? Coralli in montagna? Ebbene sì, i reperti collezionati da Filippo Marelli raccontano una storia, non solo cronologica ma anche ambientale: “Questi fossili testimoniano che moltissimi anni fa, dove ora ci sono le meravigliose montagne del Trentino, c’era un mare paragonabile a quello dei Caraibi oggi – ci spiega – caldo e non troppo profondo. Il fatto che ci fosse acqua ha preservato tutti questi animali che hanno potuto fossilizzarsi senza problemi e rimanere in condizioni quasi perfette per tutto questo tempo”.
E in effetti, molti fossili di Filippo Marelli sono in condizioni ottime: alcuni esemplari di ammoniti hanno conservato venature e colori originali come alcuni reperti di nautilus (genere di mollusco) chiaramente riconoscibile anche da un occhio inesperto.
Ma perché separarsi da tanta bellezza? “Sono stati con me per più di cinquant’anni – ci dice – che senso ha continuare a godere di una così bella storia in solitaria? E’ arrivato il momento di condividere questi regali che la natura mi ha dato”. I
l sindaco Luca Santambrogio ha già inviato una lettera di ringraziamento ufficiale per la donazione a Filippo Marelli: “bisogna far sapere chi fa del bene – afferma – perché così si può stimolare altre persone a fare altrettanto”.
Il primo fossile non si scorda mai
Ma come è iniziata la passione per i fossili di Filippo Marelli? “In realtà per caso – ci spiega – da ragazzo andavo spesso in Trentino a trovare mia mamma e mi piaceva molto camminare per i sentieri, in montagna, o nei campi. Un giorno ho trovato un pietra e guardandola con attenzione mi sono reso conto che non era un semplice sasso caduto da chissà dove, ma un fossile. Me lo sono messo nello zaino e poi ho cominciato a documentarmi, a studiare e leggere libri su questo tema. A volte ne ho trovati anche di molto grossi, quasi venti chili, me li caricavo in spalla e mi facevo un’altra bella camminata”.
Insomma, una vera e propria passione quella di Filippo Marelli, coltivata per anni e che lo ha portato ad arricchire la sua collezione arrivando a circa 600 esemplari e i più significativi e belli (circa duecento) verranno esposti presto a tutta la comunità.