A Vimercate la metro non arriverà. Pd: “Sì a collegamenti ‘leggeri'”

29 giugno 2018 | 10:00
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Studio di fattibilità e prospettive future: ne hanno parlato Roberto Rampi, Marco Granelli e Fabio Pizzul. Ma quanto è attuale parlare ancora di metropolitana?

Ma la metropolitana fino a Vimercate, arriva o non arriva? Se ne parla da anni, tanto che anche l’assessore al Bilancio di Agrate, Margherita Brambilla (PD), 39 anni, ha rivelato che già da bambina sognava di andare all’università da Agrate in metropolitana. Un sogno infranto, tra parole, idee, polemiche, progetti che sembravano doversi concretizzare in un batter di ciglia e poi invece abbandonati: ed eccoci così giunti metà del 2018, quando a fare il punto della situazione ci pensa… il PD.

Dove siamo oggi, cosa succederà, quali sono le idee e, soprattutto, quanto tempo i cittadini dovranno aspettare ancora per il prolungamento di questa tratta del trasporto pubblico? A dare risposta a queste domande, il senatore Roberto Rampi, il consigliere regionale Fabio Pizzul e l’assessore ai Trasporti del Comune di Milano Marco Granelli, seduti attorno allo stesso tavolo durante la Festa dell’Unità di Vimercate giovedì 28 giugno.

QUANTO È ANACRONISTICO PARLARE DI METROPOLITANA?

Nulla di nuovo, a onor del vero, lo stato di fatto è quello che sappiamo da tempo: è stato commissionato e si sta svolgendo in questi mesi uno studio di fattibilità, che al momento, come spiegato da Granelli, si trova nella fase “raccolta dati”. Metropolitana Milanese (a cui questo studio è stato affidato) sta raccogliendo informazioni su una serie di ipotesi alternative di trasporto pubblico, che sembrano rivelare, intanto, come sia ormai anacronistico parlare di metropolitana.

In effetti, è assai probabile, quasi sicuro, che a Vimercate la metro non arriverà, ma che la città sarà collegata a Milano in altri possibili modi che sono, appunto, al vaglio di MM: l’attivazione di un servizio di trasporto solo su gomma, l’istituzione di un bus rapid transit con corsie preferenziali dedicate, la realizzazione di una metrotranvia e infine il prolungamento della metropolitana con un diverso tracciato rispetto a quello precedentemente ipotizzato, che prevede i binari fino a un certo punto e bus fino a Vimercate.

Tutte soluzioni che, come spiegato da Granelli, hanno un costo 8 o addirittura 10 volte inferiore rispetto al progetto che era stato elaborato in passato e che prevedeva il prolungamento della metropolitana da Cologno Nord passando per Brugherio, Carugate, Agrate e Concorezzo.

I TEMPI: A QUANDO LA LUCE IN FONDO ALLA GALLERIA?

«Di queste ipotesi alternative, verranno analizzati i costi in rapporto ai benefici – ha commentato Granelli – Si terrà conto di una serie di questioni, tra cui la domanda, lo sviluppo urbanistico, insediamenti scolastici e lavorativi, eventuali hub pubblici e privati di interconnessione. Tutto questo valutando la situazione attuale, ma anche le prospettive future e le tendenze territoriali».

Al termine di questa fase, che dovrebbe essere completata verso la fine del 2018, seguirà a inizio 2019 la valutazione delle proposte da parte degli enti coinvolti, ovvero Regione, Provincia e Comuni interessati. Ne verrà scelta una, sulla quale verrà redatto un progetto da presentare a un Bando per ottenere il finanziamento, a cui seguiranno i tempi burocratici e tecnici per la realizzazione dei progetti esecutivi e definitivi e poi, ovviamente, della realizzazione dell’opera. In altre parole, ci vorranno ancora parecchi anni prima che si possa vedere la luce in fondo alla galleria. Sperando che la politica (e la polemica) non ci metta ancora lo zampino.

«Il tema vero, ora è superare le bandiere, e lo dico in casa PD. Basta polemiche di parte, quella della metropolitana è una necessità avvertita da tutti, è ora di collaborare insieme verso l’obiettivo», ha chiosato Rampi, salvo poi, far notare che «sono stati i governi PD a invertire la rotta, prevedendo per la prima volta un piano nazionale delle infrastrutture leggere».

Non resta che aspettare e vedere come si evolveranno le cose, nella speranza che questa volta non siano solo parole, consapevoli che ai cittadini poco importerà di sapere con quale bandiera di partito sfreccerà il primo mezzo pubblico di questo atteso progetto.