Vimercate, piscina chiusa per almeno 12 mesi. PD: “Persi due anni”

Quali sono le problematiche del centro natatorio, cosa è stato fatto negli anni e cosa poteva essere fatto per evitare di arrivare al punto in cui si è arrivati?
La piscina comunale di Vimercate potrebbe restare chiusa per diversi mesi, anni, forse anche di più, sicuramente non meno di 12 mesi.
Dopo la doccia fredda giunta mercoledì 4 luglio, ovvero la notizia del parere contrario dei Vigili del Fuoco al rilascio del certificato di prevenzione incendi (CPI) e della diffida del sindaco Francesco Sartini che ne ha disposto la chiusura immediata, la notizia che vasche e corridoi rimarranno vuoti per un bel po’ non farà certo piacere alla cittadinanza. «Probabile un anno di attesa, ma credo che si andrà più verso i 18 mesi – ha commentato il Primo cittadino – Spero non di più».
A pesare sulle tempistiche, i lavori di messa a norma degli impianti richiesti dai Vigili del Fuoco, a cui si affiancheranno quelli di riqualificazione della struttura di via Degli Atleti. «L’idea che avevamo, ovvero quello di pubblicazione di un bando quadriennale per la gestione per poter poi ragionare sulla riqualificazione, non ha più senso – ha proseguito Sartini – Diventa ora prioritario un progetto di intervento complessivo. Ci stiamo muovendo il più in fretta possibile per accelerare questo percorso».
Da anni si è scongiurato il rischio di una chiusura, considerando il fatto che si parla di una struttura importantissima per la città, dove sono impiegate decine di persone e che, solo nello scorso fine settimana, ha registrato qualcosa come 1200 ingressi. La speranza che anche quest’anno, come lo scorso e come quelli prima ancora, si trovasse una soluzione non ha abbandonato i vimercatesi per un attimo, fino a quando la lettera dei Vigili del Fuoco ha messo tutti davanti all’evidenza dei fatti.
Tante, ora, le emergenze da affrontare nel breve periodo per il gestore: partendo dalla soluzione da trovare a camp estivi e ad abbonamenti (tra smistamenti e rimborsi) fino alla perdita economica dovuta all’interruzione improvvisa della stagione estiva, arrivando alla questione dei dipendenti: alcuni saranno smistati nella altre piscine di Concorezzo, Arcore o Cassano, ma qualcuno potrebbe anche perdere il posto?
L’ACCUSA DEL PD: «PERSI DUE ANNI DI TEMPO»
Ma, esattamente, cosa è successo? Quali sono le problematiche riscontrare dai Vigili del Fuoco, cosa è stato fatto negli anni e cosa poteva essere fatto per evitare di arrivare al punto in cui si è arrivati?
L’accusa che viene mossa alla Giunta guidata da Sartini, riguarda, in particolare, il fatto di “non aver fatto abbastanza, in questi due anni di Amministrazione della città”. Accusa che arriva, in particolare, dal PD cittadino, che incolpa i pentastellati di aver “accantonato” una delibera datata 17 maggio 2016 firmata dalla Giunta guidata dall’allora sindaco PD Paolo Brambilla, solo per ragioni politiche. Tale delibera era intitolata appunto “Approvazione relazione su obiettivo riqualificazione centro natatorio di via Degli Atleti e altre funzioni sportive in esso presenti” e dava mandato di “costituire un team di lavoro” che si occupasse di “redigere un piano di lavoro da usare come traccia”, che indicasse “obiettivi da perseguire” e “possibili soluzioni tecniche, gestionali, finanziarie e procedurali”.
«Era tutto predisposto – ha commentato il capogruppo del PD Mariasole Mascia – La giunta Sartini, pur di non dare seguito a una nostra iniziativa, ha preferito perdere due anni di tempo per arrivare ad oggi con una situazione sfuggita di mano e un danno enorme per Vimercate e i suoi cittadini».
IL RESOCONTO DEL SINDACO
Secondo il Primo cittadino, invece, è stato proprio raccogliendo quella delibera che i lavori sono proseguiti conducendo alla situazione odierna. «È sulla base di quella delibera che dopo il mio insediamento ho chieso all’ufficio tecnico di dare mandato esterno per effettuare una relazione che indicasse quali fossero le problematiche dell’impianto e che valutasse se tenerlo in funzione o meno – racconta Sartini – Non è vero che la delibera è stata abbandonata».
Ed ecco, quindi, cosa il sindaco racconta essere successo in seguito. «La relazione è arrivata a dicembre del 2016: si trattava di un documento copioso, così ho chiesto agli uffici di preparare un elaborato sintetico che mi spiegasse in modo semplice e puntuale la situazione. A febbraio 2017, con in mano la relazione, mi sono reso conto che la struttura presentava gravi difformità e ho immediatamente convocato la Commissione Provinciale di Viglianza. Qui la situazione si è complicata, perché la Commissione ha fatto presente che la relazione degli uffici faceva riferimento alla normativa del 2016, mentre, poiché gli ultimi documenti della struttura erano stati presentati nel 1998 e da allora non erano stati fatti nuovi interventi, il riferimento era alla normativa vigente in quell’anno. Ma (ed è qui che nascono le problematiche), siccome risultava che la pratica del 1998, che ha portato al rilascio con prescrizione dell’agibilità, non era mai stata formalmente chiusa, la Commissione ha chiesto una ricognizione di tutta la documentazione: in sostanza, era necessario verificare che tutti i documenti che dovevano essere presentati lo fossero effettivamente. E perché quella pratica non sia stat chiusa è un vero mistero».
Eccoci quindi arrivare alla SCIA presentata dal gestore nel luglio del 2017, che ha portato al sopralluogo dei Vigili del Fuoco nell’aprile del 2018 e poi a tutto quello che è successo negli ultimi mesi.
«Siamo troppo abituati in Italia a piangere il morto dopo, quando poi le tragedie potevano essere evitate – conclude –Ho sempre agito correttamente, per il bene della cittadinanza, facendo ciò che andava fatto. Aggiungendo a questo un elemento essenziale, ovvero che sono il responsabile di quanto succede nella struttura: dovesse succedere qualcosa, la responsabilità penale sarebbe del sottoscritto».
LA LETTERA DEI VIGILI DEL FUOCO
Al di là della caccia alle streghe, ora resta una grossa emergenza da risolvere. Secondo la lettera presentata dai Vigili del Fuoco il 3 luglio, i lavori prescritti e le certificazioni mancanti sono davvero numerosi. Per quanto riguarda i lavori, si parte dalla segnaletica fino alla modifica delle porte (da trasformare con apertura in direzione di un eventuale esodo) fino al potenziamento delle luci di emergenza, ma la vera problematica sta nei documenti mancanti: una lunga lista di dieci punti che comprende dichiarazioni di conformità, planimetrie e altro ancora.
«Alla luce di quanto emerso, non risultano ottemperate tutte le prescrizioni di sicurezza in precedenza disposte» scrivono nella lettera, prima di dichiarare quindi decaduta la SCIA.
Una sentenza che non ha lasciato scampo e che ha portato alla diffida del sindaco e a una Vimercate senza la sua piscina.