Il Monza 1912 è della famiglia Berlusconi. Galliani: “Sogno la Serie A nel 2020”

28 settembre 2018 | 17:09
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Il Monza 1912 è della famiglia Berlusconi. Galliani: “Sogno la Serie A nel 2020”

Nicola Colombo resta come presidente. La settimana prossima l’ex presidente del Milan convocherà un’altra conferenza stampa.

Abbiamo preso il Monza per una questione di romanticismo. Il mio sogno è di portarlo in Serie A in due anni”. Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan e da stamattina del Monza, ha confermato che i tifosi non hanno nulla da temere riguardo all’acquisizione della totalità della società biancorossa da parte di Fininvest di Silvio Berlusconi e dei suoi cinque figli. Non c’è dunque alcuna intenzione di trasformare il “1912” in un allevamento di calciatori rossoneri.

La conferenza stampa di presentazione della nuova proprietà, tenutasi alle 13.30 (con un’ora di ritardo) al presidio territoriale di Assolombarda, è stata sdoppiata a causa dell’assenza dell’ex presidente del Milan, attualmente in Sardegna. Oggi si è dunque parlato di passato e di presente “perché del futuro del Monza – ha più volte precisato Galliani – ne parlerà Berlusconi in un’altra conferenza stampa, che si terrà probabilmente venerdì prossimo”.

A fare gli onori di casa, davanti a un centinaio di persone tra giornalisti e Vip, è stato Andrea Dell’Orto, vicepresidente di Assolombarda e tra l’altro anche sponsor, con la sua azienda di carburatori, della prima squadra. “Siamo felici che questa conferenza stampa si tenga qui – ha esordito – perché noi imprenditori del territorio siamo sempre vicini alle eccellenze del territorio e dunque anche al Monza da quando è arrivato alla presidenza Nicola Colombo, che è uno di noi. Adesso speriamo che anche il Monza si iscriva ad Assolombarda visto che abbiamo già Inter e Milan”.

Dario Allevi ha dichiarato di essere “il sindaco più felice d’Italia. Quello che sta succedendo è qualcosa di straordinario per la nostra città. Una squadra di calcio non è solo una società sportiva, ma un punto di riferimento per il territorio. Accresce in modo esponenziale il senso di comunità, un obiettivo che è in cima alla nostra Amministrazione da quando 14 mesi fa siamo stati eletti. Io ho fatto parte di quella generazione che ha vissuto le imprese del Monza di fine anni ‘70; nei bar non si parlava d’altro, tantissimi balconi e finestre avevano le bandiere appese fuori. Io c’ero il 1° luglio 1979 quando a Bologna si perse lo spareggio col Pescara per la promozione in Serie A. Ora mi piacerebbe prendersi una rivincita perché la ferita è ancora aperta. E mi piacerebbe che i giovani di oggi rivivessero le emozioni vissute da noi. Gran parte del merito di quello che sta succedendo va a Nicola Colombo che ha avviato questo percorso, riprendendo la società dal fallimento, ricreando entusiasmo, riportando in due anni la società nel calcio professionistico, circondandosi di validi collaboratori. Ha inoltre intavolato un ottimo rapporto con l’Amministrazione comunale, rispondendo a un bando per la gestione per 44 anni dello stadio Brianteo e del centro sportivo Monzello. Tutto questo ha contribuito non poco a catturare l’interesse del duo più vincente nella storia del calcio, che è del nostro territorio. Berlusconi è brianzolo perché da decenni vive ad Arcore e Galliani è nato a Monza e ha vissuto qui per tanti anni. Sono certo che assisteremo a un effetto ‘contagio’ anche se abbiamo già sport da Serie A, come l’automobilismo grazie al ‘tempio della velocità’ che è il nostro autodromo, e la pallavolo, con due squadre nella massima categoria. Nel giorno del suo compleanno Berlusconi invece di ricevere un dono ha deciso di fare un dono alla città di Monza. Come avevamo scritto sulle magliette di quel giorno a Bologna, ‘Forza vecchio cuore biancorosso’”.

Colombo ha ricordato “come è cambiato lo scenario dal 2 luglio 2015, quando al Tribunale fallimentare di Monza c’ero io e non penso più di 8 tifosi. L’unica alternativa a me di cui si parlava era di un presunto imprenditore pakistano… Ora che si è arrivati a questo epilogo (Colombo resta presidente affiancato da Roberto Mazzo e dai nuovi consiglieri Paolo Berlusconi, Adriano Galliani e Danilo Pellegrino, ndr), la prima persona che ringrazio è mio padre Felice (ex presidente del Milan, ndr) perché mi ha sostenuto in questo progetto sotto ogni punto di vista. All’inizio non sembrava molto logico e molto ragionevole, perché nel calcio si rischiano soldi e immagine. Io in questi tre anni ho tenuto lontane tante persone che per me non avevano niente a che fare con Monza e con lo sport. Certo non potevo lontanamente immaginare che finisse così: mi dispiace perché sono un grande tifoso del Monza. Ma il finale è straordinario perché il club va nelle mani delle persone giuste, con risorse e competenze eccezionali. Io e Galliani abbiamo la stessa passione, perché siamo entrambi malati di calcio. Il Monza sarà portato molto più lontano di quanto portato da noi in tre anni”.

Per Galliani “oggi è una giornata di gioia, emozioni, commozione. Grazie a Silvio ritorno nella squadra del mio cuore. Ero entrato nel settembre 1975. Io ero un giovane imprenditore, che non conosceva ancora Berlusconi. Mi aveva fatto entrare Aurelio Cazzaniga quando il presidente era Giovanni Cappelletti e il suo vice proprio Felice Colombo. Facemmo molo bene in quegli anni. Ho tanti ricordi del Monza perché il Monza è nella mia vita. Io conosco Silvio dal 1° novembre 1979. Mi invitò a cena per chiedermi se fossi in grado di costruire tre reti in Italia con la mia azienda, l’Elettronica industriale. Io, che già portavo nel nostro Paese il segnale di TeleMontecarlo, Tv Capodistria e Tv Svizzera italiana, risposi di sì. A quella cena, in cui parteciparono anche Cazzaniga e Fedele Confalonieri, posi una condizione, di poter seguire il Monza in casa e in trasferta. Berlusconi mi guardò come un pazzo però mi disse ‘Va bene’. Io non perdevo mai una partita. Quando il Monza giocò contro il Milan in Serie B lo invitai due volte allo stadio Sada. Rimasi al Monza fino al 31 dicembre 1985, poi seguii Silvio al Milan. Daniele Massaro (ex giocatore del Monza e del Milan, ndr), che è qui presente, sa che io nello spogliatoio rossonero chiedevo sempre cosa aveva fatto il mio Monza. L’anno scorso ho visto tutte le partite su Eleven Sports. Anche mia sorella lo ama tantissimo perché mia madre era parente e lavorava nell’azienda del presidente Gaetano Ciceri. Io a 5 anni già andavo a vedere il Monza. Ho trovato bello lo striscione esposto l’altroieri allo stadio con scritto ‘Sarà romantico’ perché è proprio una questione di romanticismo l’aver preso il Monza. Io e Silvio abbiamo detto di no a un sacco di società estere e ad alcune qui vicine. Ma io da giovane ho preso le botte a Varese, a Como e a Lecco! Non mi interessano le altre squadre. Ho sempre detto che dopo il Milan al massimo sarei tornato al Monza. E Monza sarà il mio ultimo atto nello sport, spero per molti anni”.

Galliani ha raccontato quello che è successo nell’ultimo mese: “La trattativa è nata con una telefonata lo scorso 31 agosto dopodiché non ci siamo scritti niente. Non ci siamo mai scritti nemmeno una e-mail. Tutto è andato avanti solo con la parola perché noi in Brianza siamo abituati a mantenerla. Quel 31 agosto a Nicola ho detto: ‘Sei in piedi o sei seduto? Tieniti forte’. Poi si è andati avanti fino a stamattina, con la firma dell’acquisizione totale. Siamo ben felici che Colombo rimanga presidente, perché ci ha lasciato la squadra al primo posto. Ora basta star lì per altre 35 partite”.

L’“ad” ha poi risposto alle domande dei giornalisti. “Perché Berlusconi ha comprato il Monza? Non l’ho stressato io. Ha voluto fare qualcosa per questo territorio, perché lui vive ad Arcore dagli anni ‘70. Quando accendono le luci del Brianteo, a Villa San Martino si vedono: per un appassionato di calcio come lui è un forte richiamo, lui è tutto animato dalla passione per lo sport. L’altroieri mi ha chiamato dalla Sardegna un secondo dopo la fine della partita, che aveva visto in televisione, ed era contento. Gli sta tornando l’entusiasmo per il calcio. Quanto ci è costato il Monza? I numeri che avete scritto sono molto vicini alla realtà (tra i 2,5 e i 3 milioni di euro, ndr). Perché non l’ho mai acquistato io? Io sono legato indissolubilmente con Fininvest da 39 anni. Che cosa faremo per riportare i tifosi allo stadio? Non c’è niente di meglio dei risultati sportivi. Se il Monza farà bene credo che aumenteranno anche i tifosi. La concorrenza della televisione è terribile, dunque bisogna salire di categoria. Se interverremo nello staff tecnico e nella rosa? Il Monza ha un buon allenatore, un buon direttore sportivo, un buon responsabile del settore giovanile. E mi sembra anche un buon centravanti e un buon portiere. Del ‘mister’ Marco Zaffaroni e del d.s. Filippo Antonelli Agomeri tutti mi parlano molto bene. Abbiamo totale fiducia in questo staff tecnico. Dopo 31 anni di Milan e 10 di Monza so che non bisogna alterare gli equilibri nello spogliatoio. Più tardi andremo al Monzello a salutare giocatori e allenatore. Farò loro i complimenti perché in virtù della differenza reti siamo primi. E domenica prossima andrò alla trasferta di Ravenna (inizio gara alle 18.30, ndr). Se sogno il derby col Milan? Certo, già nel 2020… A proposito, noi siamo favorevoli alle seconde squadre, ma sbaglia chi si preoccupa che il Monza diventi la seconda squadra del Milan perché io e Berlusconi non siamo più dentro nel Milan. Cosa penso del caos nei campionati di quest’anno? Da osservatore esterno noto seri problemi nella giustizia sportiva. Poi secondo me il format del campionato di Serie C è complesso: per essere promossi bisogna arrivare primi tra le 20 di ciascuno dei 3 gironi oppure vincere i play-off tra 28 squadre. Credo che sia più facile salire dalla Serie B alla A… Comunque quando entrai nel Monza, nel 1975/76, arrivammo primi nel girone, che era l’unico modo per salire. Chissà se dopo 43 anni… Se ho visto in che condizioni è lo stadio? No, ma faremo quello che andrà fatto. Abbiamo preso il Monza per una questione romantica. Punto e basta”.

Galliani ha dedicato una parte della conferenza stampa a Massaro: “È stato il giocatore più importante nella storia del Monza. Lo prendemmo dalla Juvenilia, guarda caso proprio la società presieduta da Mazzo, e al Milan fu il mio primo acquisto da dirigente. Se farà parte del nostro team? Lui è bravissimo in tutto, ma soprattutto negli aspetti commerciali. Collabora un po’ col Milan, ma lui ha il Monza nel cuore… Tra l’altro nel Monza prese una squalifica a causa mia. Dopo che il Como segnò la rete del pareggio per 3-3 all’ultimo minuto grazie a un rigore inesistente concesso da Luigi Agnolin, negli spogliatoi io e il giocatore Maurizio Ronco menammo l’arbitro e Massaro, intervenuto per dividerci, fu poi a sua volta squalificato. Io da ragazzo facevo molto casino col Monza. Ricordo di aver preso botte persino a Forlì”. Massaro lo ha ringraziato mostrando la sua maglia numero 10 di quando giocava nel Monza: “Devo tutto a Galliani. Mi scovò sul campo dell’oratorio di Regina Pacis”.

A proposito di nuovi nomi nell’organigramma societario, secondo indiscrezioni il sindaco sarà Francesco Vittadini, ex presidente del Collegio sindacale del Milan.

Foto di Alessio Morgese e Luca Rossini