Vendita Monza 1912, beffato fondo americano. Lo compra Galliani e lo regala a Berlusconi

Adriano Galliani ha evitato involontariamente che il Monza 1912 finisse in mano a un fondo d’investimento americano.
Adriano Galliani ha evitato involontariamente che il Monza 1912 finisse in mano a un fondo d’investimento americano. Il presidente della società di calcio brianzola Nicola Colombo stava infatti trattando la cessione del 70% delle quote perché stanco di “tenere su la baracca” da solo.
È la clamorosa indiscrezione che abbiamo raccolto, e verificato nella giornata di oggi, trapelata da fonti vicine al management biancorosso. Lo scorso aprile, alla disperata ricerca di investitori sia per la società che per la realizzazione della riqualificazione dello stadio Brianteo, il numero 1 di via Ragazzi del ’99 aveva contattato un fondo d’investimento statunitense che già finanzia un club calcistico britannico. La trattativa era partita dal progetto sul Brianteo e successivamente si era estesa al sodalizio fondato nel 1912 e successivamente rifondato, l’ultima volta nel 2015 proprio da Colombo. Riguardo allo stadio, gli americani avevano elaborato un progetto importante, che prevedeva ampi spazi per l’intrattenimento dedicato alle famiglie. Ebbene, le cose si stavano mettendo bene per il “patron”, tanto che si era arrivati a completare la “due diligence”, ossia la verifica dei dati del bilancio, e pare anche all’invio di una lettera d’intenti da parte del fondo. Tutto questo a luglio. Ma il 31 agosto, appena tornato dalla ferie, a Colombo è arrivata la telefonata dell’ex amministratore delegato del Milan che ha sparigliato le carte. Di fronte alla possibilità di cedere la società a Silvio Berlusconi, il presidente del più grande Milan della storia, il figlio di Felice, altro ex numero 1 del club rossonero, non ha avuto dubbi. Si doveva puntare sul sicuro. Una scelta che però potrebbe comportare una richiesta di risarcimento da parte del fondo d’investimento americano.
Sull’argomento Colombo non ha potuto rilasciare dichiarazioni, avendo firmato col fondo un accordo di riservatezza. Ma ha risposto alle nostre domande riguardanti la trattativa con Galliani.
È vero che ad acquistare il Monza non sarà Berlusconi ma Galliani assieme ad alcuni dei figli dell’ex presidente del Consiglio perché l’idea sarebbe quella di regalare il “giocattolo” all’ex “Cavaliere” il giorno del suo 82° compleanno, cioè il prossimo 29 settembre? “Sì, ho sentito anch’io che sarà così. Ma non so ancora il nome della società che rileverà le quote di maggioranza del Monza”.
Ci risulta che prima il vicepresidente Roberto Mazzo le lascerà il suo 5% e che in un secondo momento lei venderà il 95% del club al “gruppo” Berlusconi-Galliani… “Esatto. Il tutto sarà fatto nel giro di pochi giorni. Ho deciso di cedere il 95% anziché il 70% una decina di giorni fa parlando con la controparte. Premesso che era già stato stabilito che al termine della stagione non sarò più socio nemmeno di minoranza, mi è stato fatto notare che se la maggioranza dovesse decidere di investire pesantemente già a gennaio, per me sarebbe risultato oneroso mettere sul piatto la mia quota. Non è un grosso problema farmi da parte come socio, mentre ci tengo a rimanere presidente fino al termine della stagione perché il progetto attuale è mio. Dalla prossima estate il progetto passerà totalmente nelle mani della nuova proprietà e i meriti o i demeriti per lo stesso saranno esclusivamente suoi”.
Mazzo resterà vicepresidente? “Sì, fino alla fine della stagione. Nel Consiglio di Amministrazione al posto di Matteo Sala entreranno Galliani come amministratore delegato e altri due consiglieri della nuova maggioranza”.
Ma la prossima stagione Colombo e Mazzo faranno ancora parte del Monza? “Posso parlare solo per me. Io resterò nel Monza solo se mi sarà proposto un ruolo di responsabilità, come quelli di presidente, vicepresidente, consigliere delegato a certe funzioni”.
E gli altri dirigenti e collaboratori che fine faranno? “Non c’è intenzione di fare rivoluzioni fino a fine stagione”.
La nuova proprietà ha intenzione di ingaggiare giocatori svincolati? “No. Interverrà al mercato di gennaio nella misura che sarà necessaria in base ai risultati ottenuti”.
Ora che la “task force” dell’avvocato Leandro Cantamessa ha terminato la “due diligence”, si può sapere quanto è stato valutato il Monza? “La cifra esatta non la dico, ma è intorno ai 3 milioni di euro. Al momento del passaggio di consegne dovrò coprire i debiti, che comunque sono pochissime centinaia di migliaia di euro”. Dunque Colombo non recupererà quanto investito nel Monza, dato che in 3 anni ha iniettato, assieme a suo padre, circa 4-5 milioni di euro. Come ha dichiarato in occasione della partita amichevole di sabato 8 settembre col Brescia, “con tutto quello che io e mio padre abbiamo messo dentro nel Monza dal 2015 a oggi è certo che con la cessione a Berlusconi non diventerò ricco… Al massimo sarò meno povero”. I beninformati affermano che a inizio 2018 si sia spaventato facendo qualche conto: budget sportivo 2018/19 + manutenzione ordinaria dello stadio + manutenzione straordinaria dello stadio come da obblighi della nuova concessione = 5 milioni di euro. Troppi senza un partner munito di un ricco portafogli.
E Mazzo come sta prendendo questa “rivoluzione”? Lo abbiamo chiesto direttamente a lui… “Dato che ho ottimi rapporti con Colombo, farò quello che mi dice di fare. Del resto arrivano Berlusconi e Galliani: per il Monza, ma anche per la città di Monza, cosa si poteva desiderare di più? Quei due hanno fatto la storia del calcio. Se resterò vicepresidente mi farà comunque piacere perché il Monza è la squadra per cui tifo da sempre”.
Allora il Monza sarà un regalo di Galliani e di alcuni dei figli di Berlusconi all’ex presidente del Milan? “Ho sentito che dovrebbe essere così”.
C’è qualcosa che la preoccupa? “Il futuro di dipendenti e collaboratori. Al centro sportivo Monzello sono tutti grandi lavoratori e gente perbene. Ritengo doveroso valutare quello che faranno prima di decidere il loro destino”.