Ciclone Berlusconi a Milano. “I giocatori del Monza saranno italiani senza tatuaggi”

Il neoproprietario del Monza si è fatto regalare una maglia biancorossa da Adriano Galliani e Mariastella Gelmini.
Un vero ciclone il Silvio Berlusconi in formato proprietario del Monza 1912 che ha concluso stasera l’intervista del direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, a #Idee Italia – La voce del Paese, la convention organizzata da Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, all’Hotel Gallia di Milano.
L’ex presidente del Consiglio aveva dato appuntamento ai giornalisti sportivi per questo evento e non ha tradito le aspettative. Alla domanda finale di Sallusti riguardante l’eventuale arrivo del brasiliano Kakà in riva al Lambro l’ex presidente del Milan si è smarcato e si è fatto regalare dal senatore Adriano Galliani, ex amministratore delegato del club rossonero e ora a.d. del Monza, e dalla stessa Gelmini una maglia da numero 1 biancorosso, dopodiché ha lanciato, tra l’entusiasmo dei suoi fedelissimi in politica, una sorta di “manifesto” del Monza che sarà.
“Come portiere non ci saprei fare – ha esordito Berlusconi con riferimento al numero 1 della maglia, che però era da giocatore di movimento – ma con il Monza noi abbiamo in mente un progetto particolare, vero Adriano?”. Il fido Galliani ha risposto “assolutamente sì” e il neoproprietario del club di via Ragazzi del ’99 si è lanciato a descriverlo: “Pensiamo a una squadra molto giovane, pensiamo a una squadra tutta di italiani, pensiamo a una squadra di ragazzi che avranno i capelli molto in ordine – c’è già il primo parrucchiere di Monza che ha detto che taglierà loro i capelli gratis -, che non dovranno avere la barba – non si confà a un giocatore di calcio -, che assolutamente non dovranno avere nessun tatuaggio; e non dovranno portare orgogliosamente orecchini vari”.
Dopo la parte prevalentemente estetica Berlusconi ha tratteggiato come dovranno essere i giocatori del Monza dal punto di vista morale: “Pensiamo a dei giocatori che saranno degli esempi di correttezza in campo, che si scuseranno con gli avversari se gli avranno fatto un fallo che magari gli ha fatto male, che tratteranno l’arbitro rivolgendosi a lui con davanti un ‘ signor’, dunque ‘signor arbitro’, che stringeranno la mano agli avversari alla fine della partita, che se richiesti per un autografo non faranno uno schizzo incomprensibile ma scriveranno bene il loro nome e cognome, che andranno sempre in giro vestiti con sobrietà e a modo. Insomma – ha concluso – nel nostro Monza i giocatori saranno qualcosa di diverso da quelli del calcio attuale”.
Infatti con tutte queste prescrizioni ci viene difficile pensare chi rimane candidabile… Però siamo certi che nei prossimi mesi centinaia di giovani calciatori italiani cambieranno completamente “look” e qualcuno proverà pure a farsi cancellare in qualche modo gli ancora freschi tatuaggi…