Monza dice addio a Franco Sar, il più grande decathleta italiano di tutti i tempi

I funerali si terranno dopodomani alle ore 10 nella chiesa parrocchiale San Giuseppe, in via Guerrazzi.
Si è spento stanotte nel sonno a Monza, dove abitava da oltre tre decenni, il più grande decathleta italiano di sempre: Franco Sar. Avrebbe compiuto 85 anni il prossimo 21 dicembre.
Originario di Arborea, Comune del Campidano che nel 2015 gli ha conferito la cittadinanza onoraria per i suoi prestigiosi meriti sportivi, ma figlio di friulani trasferitosi in Sardegna per lavoro, cominciò a praticare atletica quando aveva già 19 anni. La scintilla scoccò sulla spiaggia di Punta Corru Mannu in una garetta fra amici di salto in alto, che lui vinse saltando 1,65 metri. Si tesserò dunque per la Monteponi di Iglesias e, visti gli eccellenti risultati, si trasferì in Lombardia per proseguire la carriera da atleta. A 25 anni, in previsione delle Olimpiadi di Roma del 1960, fu affidato alle cure di Sandro Calvesi, che lo condusse al sesto posto nel decathlon in una delle gare più celebri della specialità (vinta dallo statunitense Rafer Johnson sul compagno di allenamento all’Università della California di Los Angeles, il taiwanese Yang Chuan-Kwang). Sar iniziò male, con un 11″4 nei 100 metri, un 6,69 metri nel salto in lungo e un 13,89 metri nel getto del peso, misure che erano al di sotto del suo standard. Poi però saltò 1,80 metri in alto e corse i 400 metri in 51”3, chiudendo il primo giorno al 12° posto. Strepitosa fu la sua seconda giornata: 14”7 nei 110 metri a ostacoli, 49,58 metri nel lancio del disco (e 4° posto provvisorio), 3,80 metri nel salto con l’asta (suo primato personale), 55,74 metri nel lancio del giavellotto e 4’49”2 nei 1500 metri. Chiuse a 7195 punti, sufficienti per il 6° posto e il record italiano”. Partecipò anche alle Olimpiadi di Tokyo del 1964, giungendo 13°.
Sar svolse buona parte del suo percorso di atleta (188 centimetri di altezza per 88 chilogrammi di peso) alla Snia Milano; collezionò in carriera 9 titoli nazionali, 8 nel decathlon (ininterrottamente dal 1958 al 1965, con un primato personale di 7368 punti) e 1 nel salto con l’asta (nel 1963), oltre a 15 presenze in Nazionale assoluta tra il 1959 e il 1966. Nel palmarès, anche 9 primati italiani assoluti nel decathlon e 1 nel salto con l’asta.
Conclusa la carriera di atleta, fu impegnato a lungo come allenatore e dirigente, prima alla Snia Milano (che contribuì a fondare da direttore dell’Ufficio tecnico e che divenne la dominatrice dell’atletica italiana negli anni ’70 e ’80 con 13 scudetti vinti), poi all’Atletica 2000 (sodalizio che aveva fondato e che portò ai vertici nazionali assoluti sul finire degli anni ’90) e infine all’ABC Progetto Azzurri (di cui era attualmente vicepresidente e tecnico). Come allenatore, tra i tanti atleti cresciuti si annovera il vimercatese Fausto Frigerio, campione italiano sui 110 metri a ostacoli e nel salto in lungo a cavallo tra gli anni ’80 e ‘90.
In un’intervista rilasciata 4 anni fa ad Atletika, il webmagazine della Fidal di Milano, Sar affermava: “L’atletica è cambiata molto. Una volta era uno sport più spontaneo, fatto con la gioia di partecipare alle gare e di vincerle se possibile; adesso è uno sport che fa crescere molto non solo fisicamente, ma anche culturalmente e mentalmente; aiuta tantissimo a formare l’uomo del domani. Una volta la gente faceva atletica per emergere, ora la fa per stare meglio di salute. I ragazzi che praticano l’atletica al giorno d’oggi si danno da fare, ma manca loro di essere seguiti sotto l’aspetto tecnico. Vedo giovani praticare la disciplina dell’atletica che piace anziché quella per cui sarebbero più portati”.
I funerali si terranno dopodomani alle ore 10 nella chiesa parrocchiale San Giuseppe, in via Guerrazzi.