Ritrovamento cadavere, Presidente di Libera: “Tra le ipotesi la lupara bianca”

21 gennaio 2019 | 12:11
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Ritrovamento cadavere, Presidente di Libera: “Tra le ipotesi la lupara bianca”

Una macabra scoperta in provincia di Milano e il possibile legame con la mafia in Brianza.

Nelle ultime ore è balzato agli onori della cronaca un ritrovamento tanto curioso quanto macabro ovvero quello del corpo di un uomo murato in una villa settecentesca di Senago.
Le indagini, coordinate dal pm di Monza Rosario Ferracane e condotte dai Carabinieri delle Compagnie di Monza e Desio, portano al nome di Astrit Lamaj, un operaio albanese scomparso nel 2013 da Genova e già noto alle forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti. A seguito della denuncia del fratello, 5 anni fa la squadra mobile avrebbe concentrato le ricerche nell’area intorno a Monza prima della sparizione definitiva, nessuna notizia fino al giorno della particolare scoperta. Per stabilire come ci sia arrivato fin qui è ancora presto ma tra le ipotesi degli investigatori c’è quella che possa essersi trattato di un episodio di lupara bianca avvenuto proprio in Brianza.

Lupara bianca è un termine utilizzato in gergo giornalistico per indicare un omicidio di mafia con conseguente occultamento di cadavere e a proposito di questo abbiamo contattato Valerio D’Ippolito, presidente della sezione provinciale dell’associazione Libera contro le mafie.

“La mafia non cambia, usa i metodi nuovi e tradizionali sempre, in ogni luogo e quando serve – tuona D’Ippolito – Nessuno dice che Monza è come Reggio Calabria ma pensare che la Brianza o il Nord Italia in generale siano indenni dal fenomeno o addirittura non accorgersi che il fenomeno mafioso è sempre più intensivo nel suo modo di diffondersi e di essere presente nei nostri territori, è una disattenzione che il Nord non si può permettere”.

D’Ippolito poi mette in guardia: “La politica deve tenere gli occhi aperti occupandosi del problema, capendo che questa è una priorità, insieme a tante altre, ma non è un tema marginale di cui occuparsi solo quando c’è qualche ricorrenza o un episodio di cronaca quindi non se ne può fare a meno. Questo vale per la politica, così come anche per l’informazione”.
È un tema infatti su cui prestare molta più attenzione e la ricetta suggerita dal Presidente di Libera sarebbe quella di “cominciare innanzitutto a conoscere bene il proprio territorio e organizzare l’informazione sullo stesso attraverso flussi d’informazione integrata e incrociata con le pubbliche amministrazioni: ci vuole una sorta di sistema che faccia in modo che le istituzioni locali possano possedere informazioni importanti su cosa accade nel proprio territorio in termini di reati, di movimenti di compravendita di imprese e aziende e di penetrazione di queste nel mondo dell’usura, specialmente in tempi dove se bussano alle banche si sentono chiedere tassi altissimi o dire che non ci sono soldi e quindi l’attenzione è massima: ogni amministrazione pubblica dovrebbe avere un suo progetto sulla prevenzione alla corruzione, che è la strada attraverso la quale la mafia poi penetra nei sistemi pubblici ma in questo momento non ce l’ha nessuno”.

Infine un invito a sviluppare eventi pubblici perché conoscere e far conoscere è il miglior metodo per combattere un illecito: “Gli amministratori che fanno iniziative su questi temi, fanno capire ai proprio amministrati che il problema c’è e non bisogna abbassare la guardia. Chi non se ne occupa e non fa mai iniziative su queste cose qui, vuol dire che si adagia sul motivetto che «Il fenomeno non c’è da noi, è al Sud»”.