Monza, la Svizzera cerca lo sbocco al mare attraverso la Brianza

Maxi progetto ferroviario elvetico. L’associazione Monza Hq ha sollecitato Regione Lombardia a non trascurare la portata dell’opera. Chiesto l’interramento della tratta monzese
Nuovi problemi ferroviari all’orizzonte. Monza ha patito, e molto probabilmente sempre patirà la sfortuna di essere una città tagliata in due da una delle linee ferroviarie più trafficate della Lombardia. Una condizione urbanistica che in un prossimo futuro rischia di diventare un problema serio e spinoso visto e considerato che dalla Svizzera fanno sapere di volere aprire un corridoio ferroviario verso il mare proprio attraverso la Brianza. A segnalare questo maxi progetto, dal quale Regione Lombardia ne saprebbe poco o nulla, è l’associazione Hq Monza che ha diramato un comunicato.
“C’è un progetto svizzero per il potenziamento della ferrovia Milano-Chiasso e non solo – scrivono gli esponenti dell’associazione -. Si chiama LuMiMed (Lugano-Milano-Mediterraneo). L’obiettivo elvetico è di avere un collegamento importante per le merci con Milano e con il porto di Genova. La Svizzera sta dialogando da tempo con il Ministero Infrastrutture e con la Regione Liguria, ma sino ad oggi la Regione Lombardia ne è stata tenuta fuori. Eppure, il progetto riguarda in larga parte il territorio lombardo e coinvolgerebbe in modo rilevante la città di Monza”. Il progetto messo a punto in Svizzera è stato scovato dall’associazione.
“Dopo avere raccolto informazioni attendibili, in Italia e a Lugano, abbiamo incontrato l’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti Claudia Maria Terzi, per informarla su quanto sta avvenendo e chiederle un interessamento concreto – hanno aggiunto gli esponenti dell’associazione -. Abbiamo avuto conferma che la Regione Lombardia non è mai stata coinvolta, ma l’assessore ha ben compreso l’importanza e delicatezza della questione e si è impegnata a ottenere chiarimenti per tutelare gli interessi del nostro territorio”. All’incontro era presente anche il senatore Massimiliano Romeo, eletto a Monza, che a sua volta ha assicurato un interessamento sulla questione presso il Ministero. Com’è facile immaginare, il piano potrebbe creare non pochi problemi a Monza, già alla prese con un traffico ferroviario più che intenso, con la Tav merci e con una viabilità cittadina asfittica.
In particolare, secondo quanto sostiene l’associazione, il progetto, di lungo termine ma ben lungi dall’essere un sogno fantasioso, comporterebbe per Monza la creazione di una nuova linea ferroviaria in superficie nella zona ovest della città, dove ci sono terreni agricoli residuali, con effetti rilevanti dal punto di vista ambientale e dell’inquinamento acustico. La linea prevede a regime almeno 200 treni al giorno 24 ore su 24, e stiamo parlando dei nuovi “merci-serpente” lunghi sino a 800 metri l’uno. “All’assessore Terzi, come associazione monzese, abbiamo spiegato che in linea di principio non abbiamo nulla in contrario al progetto – hanno aggiunto gli esponenti dell’associazione -, a condizione però che la tratta monzese sia realizzata interamente sottoterra, in galleria profonda, ma assolutamente non in superficie”.