Monza, nel quartiere Sant’Albino nasce la biblioteca fai da te

28 marzo 2019 | 04:58
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Monza, nel quartiere Sant’Albino nasce la biblioteca fai da te

D’accordo col comune il comitato locale ha destinato una parte del centro civico allo scambio dei libri.

A Sant’Albino la cultura nasce dal basso. Stanchi di aspettare che l’amministrazione comunale rimedi alla mancanza di una biblioteca nel quartiere, i residenti del polposo rione monzese hanno deciso di crearsene una da soli.

Lo scorso gennaio il comitato locale ha infatti concluso col comune un patto per destinare una parte del centro civico di via Mameli a spazio per lo scambio libri. “Doveva essere un momento dedicato a chi voleva incontrarsi per scambiare un libro e qualche chiacchiera – spiega l’architetto Paola Sacconi, esponente del comitato -. Invece, l’idea è piaciuta così tanto che nel giro di poche settimane la gente ha cominciato a portare libri”. Così, un po’ alla volta, grazie a un semplice passaparola, il centro civico ha cominciato a riempirsi di volumi.

Prima una decina, poi qualche centinaio e adesso sono più di 500. Una vera e propria biblioteca fai da te alla quale hanno dato sostanza con degli scaffali recuperati di fortuna i membri del comitato.

“A un certo punto – spiega – l’architetto, non sapevamo più dove metterli”.Per il quartiere che storicamente soffre di una condizione di abbonando è un bel segnale di riscatto.

Le lamentele – La mancanza di una biblioteca di quartiere è solo una delle tante lacune: manca per esempio un ufficio postale, manca uno sportello bancario, la piazza centrale è peggio di un campo minato, la pensilina del bus è ridotta a uno scheletro annerito e solo da pochi mesi l’amministrazione comunale ha aperto un passaggio ciclo pedonale sicuro sopra viale delle Industrie, la strada teatro di numerosi incidenti anche mortali che separa Sant’Albino dal resto di Monza.

La risposta del quartiere sono quei due scaffali di fortuna dove alcuni volontari stanno sistemando in ordine alfabetico romanzi, gialli, saggi, libri di storia e di attualità. Pochi giorni fa sono state anche portare delle sedie e una macchinetta del caffè. “Non siamo ancora in grado di effettuare un preso vero e proprio – spiega Cristina Daniotti, anche lei componente del comitato -. Stiamo effettuando catalogazione. Chi vuole prendere un libro può passare di qua e lasciarne uno in deposito. Per il momento funziona così”.

La biblioteca è aperta ogni mercoledì dalle 16 alle 18, orario un po’ stiracchiato, ma i volontari assicurano che sono già in trattativa con l’amministrazione per ottenere un prolungamento durante il quale organizzare incontri culturali e letture comuni.

Foto d’archivio