Crystall Ball, il mito intramontabile che nacque in Brianza e vive ancora oggi

La casa del Signor Crystal Ball si trova a Burago Molgora, in via Delle Industrie. Abbiamo intervistato il figlio dell’inventore, Giovanni Pasini
Ci sono cose che i bimbi nati negli anni Ottanta non scorderanno mai. Il soldino Mulino Bianco, Holly e Benji, la gomma piatta a forma esagonale che avrebbe dovuto cancellare i segni della penna e si usava leccandola leggermente con la punta della lingua. Sono solo alcuni esempi, perché potremmo stilare un elenco lungo un libro. Impossibile, però, non nominare una delle canzoncine più ricordate di sempre: “Con Crystall Ball ci puoi giocare” e la vociona maschile fuori campo che faceva eco, “Crystal Ball”.
Chi non ha mai tirato la giacchetta di mamma e papà, indicando la scatolina bianca con all’interno la pasta colorata capace di realizzare delle bolle di “cristallo” più famose d’Italia? E chi non ricorda quella cannuccia azzurra in cui si soffiava nel tentativo di realizzare palloncini sempre più grandi? Che fossero rossi, gialli, verdi o blu, avevano tutti quell’odore tipico che solo Crystal Ball possiede, anche oggi.
Non molti sanno che la casa del Signor Crystal Ball si trova in Brianza, per l’esattezza a Burago Molgora. In via delle Industrie, varcando un cancello verde, oggi come 50 anni fa si entra nell’azienda che ha dato vita alle bolle con cui hanno giocato milioni e milioni di bambini in tutta Italia. Al lavoro oggi la seconda e terza generazione, Giovanni Pasini, figlio del dottor Claudio, inventore della formula ancora oggi segreta, e Lorenzo Pasini, il nipote, che crea lui stesso l’impasto, ma come e dove non si può dire.
«Già nel 1947 mio padre aveva inventato il prodotto nella cantina di casa sua, a Milano, e l’aveva chiamato LeBolle Fatate – racconta il signor Giovanni – Era molto avanti per i tempi. All’epoca però la gente aveva bisogno di cose concrete e non funzionò. Poi aprì l’azienda di Burago nel 1966 e nel 1968 provò a riproporre il prodotto, io avevo 13 anni, questa volta con il nome con cui lo conosciamo. Negli anni a venire fu un successo, nei momenti d’oro si vendevano uno/due milioni di pezzi l’anno». Complici le pubblicità su Topolino e quella televisiva, grazie anche al traino di Giochi Preziosi, Crystal Ball divenne così un mito intramontabile.
Oggi, dopo un periodo di calma, sembra che il giocattolo stia tornando a brillare. «La crisi e la concorrenza hanno creato momenti difficili – continua Pasini – Oggi, però, Giochi Preziosi sta pensando di rilanciare il prodotto, creando una nuova pubblicità, lasciando però il gingle che è oramai nella testa di tutti. Negli anni abbiamo combattuto contro le normative severe, controlli su controlli, qualcuno ha sostenuto che il nostro prodotto fosse tossico, ma non è così: mio padre era un chimico, io sono dottore in Chimica, mio figlio è Biologo, sappiamo bene quello che facciamo e ci teniamo che sia tutto fatto in sicurezza. Per esempio, Crystal Ball viene commercializzato nello stesso tubetto in cui si inseriscono le medicine e noi siamo stati tra i primi a eliminare gli ftalati, 25 anni prima che le normative arrivassero a dichiarare che sono cancerogeni”.
Crisi, concorrenza e normative non hanno potuto nulla contro la forza di un prodotto così amato da un’intera generazione. Oggi, nel laboratorio di via Delle Industrie, tutto è fatto a mano come un tempo, solo una macchina automatica introdotta nel 2009 aiuta la produzione. Ma serve sempre qualcuno che controlli i tubetti uno a uno, per inserirli in scatole alveare che vengono poi spedite in tutta Italia. Sembra poco, forse rapportato agli anni d’oro, ma si arrivano a vendere ancora oggi 900mila tubetti l’anno.
Un vero mito, che sui social raccoglie quasi 500mila fan e che ha reso celebre il signor Giovanni, al punto che i fan bramano per avere un selfie con lui. «Quando dico che sono il “Signor Crystal Ball” la gente non ci crede – conclude – Mi tratta come un personaggio famoso e vuole fare foto in mia compagnia. Una bella soddisfazione».