Anziano imprenditore raggirato per migliaia di euro da missionari

La missionaria diceva di “vedere la madonna” e di donare i soldi dell’anziano direttamente per il paradiso.
Professavano benevolenza, promettevano indulgenza divina, e del bene al prossimo professavano agli altri raccontando delle loro dure esperienze in missione. Peccato che i soldi ricevuti in donazione li versavano su conti correnti a loro beneficio. Cosi sono finiti indagati per truffa aggravata in Tribunale a Monzaun’operatricesanitaria, M.S., 60 anni e un sacerdotecongolese di 44 anni, R.K., i quali avrebbero persuaso un ex imprenditore brianzolo ultranovantenne a consegnare loro svariate somme di denaro per finanziare operazioni di beneficenza in Africa. Persuaso di avere davanti a sé una vita nell’aldilà piena di riconoscenza, l’anziano avrebbe quindi dato loro diverse trance da migliaia di euro, convinto di fare del bene ai bambini delle missioni in Africa presso cui missionaria e sacerdote gli avevano detto di lavorare. A denunciare tutto alla Guardia di Finanza di Monza sono stati i figli del novantenne, una volta che si sono resi conto del raggiro. Il loro papà, spaventato al pensiero di finire all’inferno, aveva spiegato loro di voler vendere proprietà e beni per donare tutto in beneficenza, perché cosi avrebbe voluto la Madonna, su suggerimento della missionaria. I tre discendenti dell’imprenditore allora, sono risaliti a dieci anni fa circa, quando il padre aveva circa 82 anni. È stato in quel periodo che l’uomo, dopo aver incontrato l’operatrice sanitaria in ospedale a Monza, ingannato dalla donna che gli ha detto di parlare con la Madonna, avrebbe iniziato a darle i primi soldi, finiti prima sui conti personali suoi e del sacerdote, poi in parte confluito in un conto corrente di una Onlus aperta dal padre congolese. A seguito delle indagini, iniziate nel 2015, il Tribunale di Monza ha stabilito per lui la nomina di un amministratore di sostegno. Presto i due saranno in aula a rispondere delle accuse.