Tribunale di Monza: due maxi processi slittano in autunno

Le udienze delle inchieste “Domus Aurea” e su presunti giri di corruzione connessi all’uso di protesi ortopediche e per presunti illeciti nel comune di Seregno, tutte rinviate.
Scioperi degli avvocati e la fitta agenda giudiziaria, hanno fatto slittare di vari mesi alcuni dei processi “eccellenti” del Tribunale di Monza, alla base maxi inchieste in cornice brianzola, al prossimo autunno. In primis stata rinviata al 29 novembre l’udienza preliminare per Fabio Bestetti, Marco Valadè e Claudio Manzini, chirurghi ortopedici accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione con due rappresentanti dell’azienda di protesi «Ceraver». Indagati nello stesso procedimento anche altri sei medici le cui posizioni sono distribuite per competenze a vari uffici giudiziari. La nuova data è stata stabilita a seguito dell’astensione dalle aule da parte della Camera Penale, dall’8 al 10 maggio scorsi, giornata in cui era stata fissata l’udienza.
Stando all’inchiesta relativa l’impiego delle protesi della società francese in strutture sanitarie lombarde svolta dalla Guardia di Finanza, coordinata dal Procuratore aggiunto di Monza Manuela Massenz, il placet dei tre dirigenti francesi a loro volta indagati, i rappresentanti Ceraver avrebbero reclutato medici disposti scegliere le loro protesi, in cambio di denaro e altre utilità. Rispetto alle accuse originarie, risulta alleggerita la posizione di Claudio Manzini, accusato di “corruzione per l’esercizio della funzione”. Ai medici di base coinvolti nell’indagine, sono confermate le accuse di aver percepito un compenso fisso mensile e di una percentuale sulle visite effettuate, a fronte del reclutamento di pazienti da indirizzare ai chirurghi ortopedici.
L’indagine che scosso dalle fondamenta il Comune di Seregno portandolo al commissariamento, con l’arresto dell’ex sindaco di Seregno Edoardo Mazza, rinviato a giudizio con altre undici persone, tra cui l’ex assessore di Regione Lombardia Massimo Ponzoni, l’ex vicesindaco Giacinto Mariani e il costruttore Antonino Lugarà, con accuse a vario titolo per corruzione, usura, abuso d’ufficio e ricettazione, procede su due binari paralleli tra chi ha optato per il rito abbreviato e chi per l’ordinario. La sentenza per chi ha optato per il rito alternativo, dopo le repliche fissare per l’8 di ottobre, sarà prevedibile sempre in autunno.