Riforma rito abbreviato, legittima difesa e spazza-corrotti: avvocati in sciopero

Tre giorni astensione udienza per protesta contro la riforma voluta dal Governo.
Tre giorni di astensione dalle udienze sono stati proclamati dalla Giunta dell’Unione delle Camere Penali, previsti per l’8, 9 e 10 maggio 2019, a seguito “dell’ennesima riforma penale di matrice populista e giustizialista assunta dal Parlamento”.
Secondo la Camera Penale di Monza, “in questo senso deve leggersi la nuova legge che ha escluso l’applicazione del rito abbreviato per ‘i reati puniti con la pena dell’ergastolo’“, si legge in una nota, “varata nonostante si fossero espressi in termini radicalmente negativi non solo i Penalisti Italiani, ma altresì l’Associazione Nazionale Magistrati ed il Consiglio Superiore della Magistratura”. L’Unione Camere Penali Italiane ha denuncia che “una simile riforma, ispirata ad una vera e propria idolatria della pena detentiva perpetua e ad un sempre più manifesto disprezzo del principio della finalità rieducativa della pena sancita dall’art. 27 della Costituzione”, apparirebbe “irragionevole ed ingiustificata anche rispetto agli obiettivi che dichiara di voler perseguire”, posto che già con la normativa fino ad oggi vigente “è consentito al giudice, nei casi più gravi, di applicare la pena dell’ergastolo anche all’esito di giudizio abbreviato”, che in questo caso incide solo escludendo l’isolamento diurno nella espiazione della prima parte di quella pena perpetua.
Secondo la Camera Penale, la nuova disciplina avrà un impatto “devastante sulla durata di quei processi, e sulla concreta operatività delle Corti di Assise che saranno letteralmente paralizzate da un carico insostenibile di processi, per loro natura connotati da particolare complessità”. Anche per tale ragione, l’adozione di limitazioni per l’accesso al giudizio abbreviato appare, sempre secondo i penalisti, “in eclatante contrasto con il preannunciato intervento riformatore, di iniziativa governativa, finalizzato ad ottenere una riduzione della durata irragionevole dei processi penali”. Ma non è solo per la questione riti che gli avvocati protestano, lo fanno anche in conseguenza all’approvazione della nuova disciplina della legittima difesa “pure essa connotata da finalità esclusivamente propagandistiche”, considerata la diffusa valutazione, a quanto emerso ancora una volta condivisa da magistrati ed avvocati, perche condizionerebbe “laa discrezionalità valutativa da parte del giudice di circostanze del fatto del tutto prive di oggettività”. Infine, la Camera Penale critica anche la cosiddetta legge “spazzacorrotti”, definendola “altro fiore all’occhiello di questa nuova politica di marca giustizialista e populista” che, “con il suo corollario di inutili inasprimenti di pena, sta già producendo, come ampiamente prevedibile, eclatanti difformità applicative quanto alla fase esecutiva della pena”.