Allerta caldo record, come affrontarlo in sicurezza: il vademecum del cardiologo

29 giugno 2019 | 14:11
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Allerta caldo record, come affrontarlo in sicurezza: il vademecum del cardiologo

Il caldo infernale ha travolto anche Monza. Ecco i consigli del cardiologo dott. Corsi per affrontarlo in sicurezza.

L’ondata di caldo infernale di questi giorni ha fatto sentire i suoi effetti anche su Monza, dove nella serata di giovedì si sono registre aree di black out a macchia di leopardo. Le temperature anche sopra i 40 gradi persisteranno fino a domenica, poi dovrebbero subire una leggera attenuazione. Nel mentre cosa bisogna fare per evitare malori e corse al pronto soccorso? Quali maggiori riguardi devono avere gli anziani e le persone affette da patologie cardiache o respiratorie? Lo abbiamo domandato al Dott. Davide Corsi, UO. Cardiologia Clinica Ospedale San Gerardo e membro del comitato scientifico di Brianza per il Cuore Onlus.

Il caldo di questi giorni è da record. E’ sempre importante ricordare ai cittadini come affrontarlo al meglio. Cosa deve fare una persona affetta da patologie cardiache?

La persona con cardiopatia è più fragile per la ridotta funzione cardiaca (dipendente dal grado di danno occorso in caso di precedente infarto o di disfunzione non infartuale) e per il possibile effetto combinato dei farmaci assunti. In particolare molti farmaci cardiologici abbassano la pressione in diversi modi, e pertanto durante le fasi più calde della stagione possono richiedere aggiustamenti di dose se si verificano cali pressori eccessivi. Così anche per la cardiopatia stessa, che può essere associata a pressione bassa e quindi malori, svenimento o affaticamento eccessivo per l’esposizione a elevate temperature. Chi assume diuretici e suda molto in estate può poi disidratarsi molto, ed è pertanto da monitorare sentendo il medico curante.

E’ necessario quindi evitare l’esposizione alle ore più calde e mantenere un apporto di liquidi adeguato alla stagione. È importante anche modificare l’alimentazione, optando per cibi più leggeri, digeribili e ricchi di acqua, vitamine e sali minerali.

A che temperatura bisogna iniziare a prestare attenzione alle proprie abitudini?

Cominciamo a risentire degli effetti del caldo in base alle nostre riserve, che sono minori nelle fasi avanzate di età e se presenti sovrappeso o sottopeso. Anche la nostra tendenza pressoria (soprattutto se si è abitualmente ipotesi, ovvero con pressione arteriosa bassa) fa la differenza nello stare poco bene al caldo. Potremmo dire che dai 26-27 gradi in su il lavoro del nostro organismo diventa più pesante.

 Quali patologie cardiache risentono maggiormente delle alte temperature? Chi ha un pacemaker o ha avuto un infarto deve considerarsi ‘a rischio’?

Sono più fragili alle temperature elevate le persone affette da cardiopatie ipocinetiche o dilatative con riduzione della funzione contrattile, e chi ha sofferto di infarto e assume farmaci vasodilatatori. E’ sempre da valutare la pressione arteriosa all’arrivo del caldo, e confrontarsi con il medico per valutare eventuali aggiustamenti stagionali di terapia, se richiesto. Il portatore di pacemaker in sè, se non ha una cardiopatia strutturale, non ha rischi ulteriori.

La questione idratazione nella stagione calda è centrale: cosa accade se non si assume la corretta quantità di liquidi?

Succede che il nostro contenitore (arterie e vene) risulta più “vuoto” e come tale può determinare dei sintomi di malessere, nausea, tachicardia, sudorazione ulteriore, vertigine o svenimento (sincope).

Quali sono i sintomi ‘allarme’ per cui vale la pena recarsi rapidamente in ospedale?

La sincope nel cardiopatico merita una valutazione, così come improvvisi o progressivi cambiamenti della capacità di compiere sforzi o esercizi rispetto al consueto. Anche la dispnea (mancanza di fiato) notturna che richiede di mettersi seduti per respirare è un sintomo da segnalare, se presente.

Quando si può parlare realmente di colpo di calore?

Il colpo di calore è una condizione che si verifica quando l’organismo si trova ad elevate termperature e non riesce a disperdere il calore accumulato. Tale dipersione avviene prevalentemente con il sudore, che evaporando ci raffredda: in luoghi caldi e umidi questa dispersione può non essere sufficiente e pertanto dare sintomi di malessere marcato.

Come comportarsi in caso di ipotensione?

Nel caso di calo pressorio improvviso che produce i sintomi sopra riportati, consiglio di assumere una posizione sdraiata o seduta fino alla cessazione del disturbo, e di rialzarsi in modo progressivo. Su valori pressori ridotti è da rivedere la terapia eventualmente in corso con il medico, o se non si assume alcun farmaco è da considerare una maggiore idratazione o supplementazione di sali minerali, oltre (come già detto) all’attenzione a evitare di uscire nelle ore più calde.

Chi soffre di cuore dove dovrebbe trascorrere le vacanze? Meglio mare o montagna? E nel secondo caso, qual è l’altitudine massima per soggiornare in sicurezza?

L’ambiente fresco della montagna è da preferire, tuttavia la vacanza al mare non prevede necessariamente lo stare sotto il sole in spiaggia tutto il giorno. Pertanto con le dovute precauzioni più volte sottolineate si può trascorrere una vacanza sicura e piacevole in entrambi i luoghi. La permanenza ad altitudini superiori ai 1400-1500 metri può portare a un incremento pressorio che è opportuno valutare dopo alcuni giorni di permanenza per eventuali aggiustamenti di terapia. Per il cardiopatico è sconsigliabile l’escursione sopra i 2500 metri dove la concentrazione di ossigeno comincia a ridursi rispetto all’ambiente abituale.

Un ringraziamento al Dott. Corsi e a Brianza per il Cuore, per il loro costante impegno a sostegno delle persone affette da patologie cardiache.