Per gelosia aggredì e stuprò una ragazza, nove anni di condanna

Aggredita brutalmente per aver ricevuto il messaggino di un amico. Una vicenda allucinante.
La picchiò e la stupró per un’intera notte, perché si era convinto che lei, giovane di cui si era invaghito e con cui aveva una relazione, nonostante la convivenza con un’altra donna, di fatto frequentasse un altro uomo.
Il Tribunale di Monza lo ha condannato a nove anni di reclusione con accuse per violenza sessuale, sequestro di persona e minacce. Lui, 43 enne sudamericano, resterà ora in carcere a Monza.
La vicenda risale alla notte tra il 4 e il 5 marzo del 2018, quando al termine di una serata trascorsa insieme l’uomo trascinò la giovane con cui aveva una frequentazione, una ventenne italiana residente nel vimercatese, nella sua auto, preda di una crisi di gelosia scatenata da un messaggino arrivato sul telefono di lei da parte di un coetaneo. Dopo averla picchiata, minacciata con una bottiglia con il collo rotto e averle sequestrato il telefono, l’uomo la portó in un box a sua disposizione a Carugate, dove la stupró picchiandola violentemente, arrivando a strapparle intere ciocche di capelli. Ad un certo punto, apparentemente placatosi, il 40 enne la fece risalire in auto, dicendo di volerla riportare a casa, a patto che chiamasse il suo presunto amante ammettendo la loro “tresca”.
Al rifiuto della ventenne l’uomo fece marcia indietro, la riportò nel box e la stupró di nuovo. Solo dopo ore, persuaso dalle parole di lei che, nonostante il trauma e lo shock finse di promettere di non parlare a nessuno dell’accaduto, la riportò a casa.