Diossina, Corbetta (M5S) chiede più controlli sui prodotti agricoli

In seguito all’incontro di venerdì scorso Ats chiederà ai comuni una mappatura delle attività agricole. Il consiglio di Del Pero: «Da Meda a Desio evitare zucche, zucchine, cetrioli e uova di galline allevate a terra».
Se la contaminazione da diossina sui terreni da Meda a Desio è così grave da aver bloccato anche i cantieri di Pedemontana (che per procedere avrebbe bisogno prima di tutto di una bonifica), che dire della frutta e della verdura che vengono coltivati in quegli stessi terreni?
Dopo aver inviato una lettera ad Ats Brianza lo scorso luglio, proprio per sollecitare controlli più approfonditi in questo senso, il 29 novembre il senatore Gianmarco Corbetta, insieme al geologo Gianni Del Pero, presidente Wwf Insubria, e a due consiglieri comunali del M5S Antonio Cantore (Seveso) e Giulia Fumagalli (Cesano Maderno), ha presentato le sue istanze direttamente al direttore generale di Ats Brianza, Silvano Casazza, al suo staff di tecnici e al personale Arpa. Peccato che Ats non abbia potuto chiarire nessun dubbio: dato che sul territorio non risultano attività agricole con prodotti destinati all’alimentazione, infatti, l’Azienda Sanitaria non può fare nulla.
«La scorsa estate è entrato in vigore un regolamento del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che impone nuovi limiti all’inquinamento dei terreni agricoli e obbliga le Aziende Sanitarie Locali a tutelare concretamente la salute pubblica tramite accurati controlli dei prodotti agricoli e zootecnici provenienti da terreni inquinati – riepiloga Corbetta -. Si tratta di un problema importante per i comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio, dove è ancora depositata la diossina dell’incidente Icmesa del 1976. Siamo rimasti molto sorpresi dall’apprendere che all’Ats non risultano attività agricole e zootecniche nell’area interessata dalla contaminazione della diossina – continua – mentre in realtà chiunque viva in quella zona sa che esistono decine di coltivazioni». «Abbiamo portato il caso limite di un’area nel comune di Seveso dove si produce granoturco ed è presente un ampia zona orticola – fa notare Cantore -, in cui sono stati effettuati in anni recenti dei controlli che hanno certificato uno sforamento di ventisei volte il limite di concentrazione di diossine».
Per questo è fondamentale il supporto dei comuni. «Tale situazione preoccupa perché in tal modo non può essere garantito il controllo di qualità degli alimenti che, con tutta evidenza, vengono prodotti nei territori di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio» spiega infatti Del Pero. «Per questo abbiamo invitato l’Ats a mandare una comunicazione ai comuni affinché forniscano una mappa delle attività agricole presenti sul loro territorio, anche tramite rilevazioni dirette della polizia locale, di modo che si possano poi effettuare tutti gli accertamenti del caso – ha aggiunto Corbetta -. Non è il caso di creare allarmismo – conclude – ma è doveroso fare tutti gli sforzi necessari per rendere effettivo l’obbligo di controllo dei prodotti agricoli previsto dalla legge, per la tutela della salute dei cittadini brianzoli. L’incontro di oggi è stato importante per fare dei passi avanti concreti in questo senso».
Tra le azioni da effettuare, «si è ipotizzata la creazione di un orto sperimentale dove coltivare prodotti destinati alle analisi di laboratorio – ha spiegato Fumagalli – oltre ad un’azione di informazione e sensibilizzazione sulle buone praticate di coltivazione e taglio dei prodotti, al fine di evitare contaminazioni». «La disponibilità espressa e gli impegni presi ci soddisfano, ma continueremo comunque a prestare la massima attenzione sull’effettiva attuazione degli impegni assunti – aggiunge Del Pero. Che raccomanda -: Da Meda a Desio si può coltivare tutto a esclusione di zucche, zucchine e cetrioli. Meglio anche evitare uova di galline allevate a terra: in questo modo si previene il rischio di ingestione da alimenti, molto più grave del rischio di inalazione per polveri disperse da scavi».