Vertice sicurezza a Monza, il presidente della Provincia vuole chiarimenti sui flussi migratori

L’incontro si è svolto in prefettura. Via Grigna e proprietarie i tre hub di accoglienza
“Serve un modello di conoscenza più approfondito dei flussi migratori”. E con queste parole che il presidente della provincia, Luca Santambrogio, ha commentato il summitche si è svolto settimana scorsa con la presenza del vice ministro degli Interni, Matteo Mauri.
Si è parlato di sicurezze in relazione ai 55 comuni che appartengono alla provincia di Monza. Soprattutto si è parlato della sicurezza percepita dai cittadini, in virtù del fatto che i reati sono diminuiti in questi ultimi anni. Infatti il numero di delitti si è rotto considerevolmente ma la gente continua a girare preoccupata di quanto gli può accadere.
Il presidente della Provincia ha posto l’accento sulla migrazione. In particolare ha voluto che venisse chiarito quale fosse il posizionamento del Governo in relazione ai profughi e ai flussi che si avranno nei prossimi mesi. “Il modello dell’accoglienza diffusa in Brianza è risultata la formula più utilizzata, ma nelle nostre strutture gravitano circa 200 ospiti che al momento non sono inseriti in progetti di integrazione – ha dichiarato Santambrogio – . Conoscere l’evoluzione dei flussi è fondamentale per mettere in campo una riorganizzazione più mirata degli spazi di proprietà provinciale, consapevoli di dover garantire l’equilibrio tra le esigenza di accoglienza e la percezione di sicurezza dei cittadini”.
Santambrogio ha chiesto delucidazioni per quanto riguarda gli sbarchi di profughi sulle coste italiane. Il Mediterraneo è un argomento che gli sta particolarmente a cuore. Vuole sapere in anticipo quali saranno le intenzioni di Roma in relazione agli arrivi e quanti ne sono previsti. Sapere in anticipo le intenzioni del Governo significa operare con maggiore criterio sulle strutture di cui via Grigna è proprietaria.
La gestione dei flussi è un tema che riguarda direttamente la Provincia proprietaria degli immobili (due case cantoniere di Agrate Brianza e Carate Brianza e gli ex uffici provinciali a Mombello – Limbiate) che rappresentano nel territorio tre hub di accoglienza.