Liceo Statale Frisi di Monza: “Agire come una comunità dopo queste tragedie”

Questo è il momento della rielaborazione del dolore dove anche Monza, tutta, senza giudizi dovrebbe stringersi come comunità intorno a questa scuola piegata dal dolore.
Agire come una comunità. Questo l’invito della dirigente scolastica, Lucia Castellana, alle decine di genitori che ieri hanno partecipato alla riunione straordinaria indetta a seguito della tragica morte di due studenti.
Psicologi e terapeuti a disposizione degli alunni e dei genitori. Adeso è il momento di rielaborare il lutto. È stato anche fatto un accordo con il San Gerardo per cui chiunque chiami l’ospedale, dichiarando di essere uno studente del Frisi, avrà una visita psicologica con priorità rispetto ad altri e già da domani il numero del nosocomio sarà affisso nella bacheca della scuola.
I fatti. Nell’arco di poco più di due settimane, due studenti di questa scuola, il Liceo Statale Frisi di Monza, si sono suicidati. la dirigente scolastica ha allontanato ogni dubbio sul fatto che ci possano essere dei collegamenti. Otre a questo è stato detto che dietro a queste tragedie, non c’è nessun gioco di ruolo tra ragazzi, né alcun atto di violenza se non quella che si sono autoinflitti per dei motivi personali.
Tutto questo non aiuta lo stesso ad accettare la scomparsa dei due studenti. Un vero choc per tutti: studenti, insegnanti e genitori. “Dobbiamo reagire uniti, come una comunità, per rielaborare un dolore più grande di noi” – dice la preside.
La riunione di ieri sera è servita per dare ai genitori degli strumenti per comunicare meglio con i loro figli e per spiegargli che cosa sta facendo la scuola stessa per aiutare i ragazzi a rielaborare questi lutti e eventi traumatici. Non solo quindi la presenza della psicologa dottoressa Raffaella Rigamonti, che oramai da 4 anni lavora nell’istituto, cosa che dimostra una grande sensibilità alle problematiche adolescenziali e giovanili, ma anche l’intervento dell’EDMR psicologi specializzati proprio nel post evento traumatico da grande stress.
Nel frattempo, per due settimane saranno sospese verifiche e interrogazioni proprio per poter dare agli alunni il tempo per rielaborare il lutto. All’interno di queste due tragiche vicende ci sono studenti più coinvolti, perché conoscevano le vittime o erano in classe con loro, e altri quasi estranei che però potrebbero comunque porsi delle domande e avere anch’essi bisogno di un aiuto. La Preside ricorda inoltre come gli studenti non siano numeri, quindi il voto che lo studente prende non è un voto alla persona, ma ad un compito in classe e questo deve partire anche dalle famiglie nel senso che quel voto non rappresenta un giudizio nei confronti del ragazzo o dei genitori, ma solo su come è stato svolto un compito. È quindi il momento di ritrovarsi come comunità al Frisi.
La riunione si scioglie. Non è questo il momento di dare delle risposte, di cercare dei colpevoli per forza. Questo è il momento della rielaborazione del dolore dove anche Monza, tutta, senza giudizi dovrebbe stringersi come comunità intorno a questa scuola piegata dal dolore.