Coronavirus, la strana settimana del Calcio Monza. Brighenti: “Pronti a tornare in campo”

L’attaccante ha concesso un’intervista al nostro giornale per parlare del suo momento.
“E’ stata una settimana particolare, ma ci siamo allenati benissimo e non vediamo l’ora di tornare in campo”. Così Cristian Brocchi al termine della partitella che si è giocata sabato mattina a Monzello. Il coronavirus ha fermato il Calcio Monza e tutte le attività del settore giovanile (allenamenti compresi). La prima squadra, invece, ha proseguito a lavorare, con la lieta notizia di apparire sul prestigioso New York Times e con una sgambata in famiglia che ha visto ancora tra i protagonisti Andrea Brighenti, è andato a segno, ma anche in campionato contro l’Arezzo dopo un periodo in naftalina. L’attaccante ha concesso un’intervista al nostro giornale per parlare del suo momento.
– Andrea, visto il momento che stavi vivendo ha un sapore o anche un valore diverso il gol che hai fatto sabato scorso?
“Fare gol è sempre un piacere per noi attaccanti, il sapore della mia rete sabato scorso è stato diverso perchè purtroppo non siamo riusciti a vincere. Quindi il piacere è stato relativo”.
– Due punti in tre partite per una squadra che è andata sempre a mille: è solo un caso o c’è stato un calo di condizione?
“Capitano dei momenti così durante la stagione. Fino ad un mese fa avevamo dei numeri pazzeschi, sicuramente c’è stato un piccolo calo. Secondo me contro Siena e Arezzo si meritava di vincere, ma non è il caso di fare drammi. Anzi, non vediamo l’ora di tornare in campo per ritornare a vincere”.
– Capitolo Coronavirus: come avete vissuto questi giorni di stop?
“Ne abbiamo parlato poco tra noi, non c’è particolare preoccupazione, ma sicuramente stiamo molto attenti negli spogliatoi a certi comportamenti e a seguire le regole che ci hanno consigliato”.
– Dai problemi del Coronavirus a quello, ben più lieve, della concorrenza là in avanti: ti crea problemi?
“Assolutamente no, non mi turba anche perchè giocare in questo Monza dev’essere una gratificazione per tutti. Per me è una crescita importante a livello caratteriale. Qui gioca chi sta bene mentalmente e fisicamente. Si passa con più facilità dall’essere titolari a quello di riserve, c’è tanta competizione e quindi significa che il livello è alto”.
– Si è scritto a gennaio che alla fine eri tra i partenti?
“Ho letto anch’io, ma con la società sono stato chiaro: ho sempre manifestato il desiderio di restare per portare a termine quello che ci eravamo prefissati la scorsa estate (la promozione in serie B, ndr), non mi sarebbe piaciuto andare via a metà dell’opera”.
– La tua opera è anche fare gol: a chi va la dedica per l’ultima rete?
“Alla famiglia, ero un po’ scuro nell’ultimo periodo visto che ho giocato poco, loro mi sono sempre stati vicini”.