Asfalti Brianza, la carica dei consiglieri comunali: chiesto l’intervento della Prefettura

Sono 47 i consiglieri che hanno co-firmato la lettera al Prefetto. La richiesta è quella di prendere una posizione netta sull’operato dell’azienda.
Sono ad oggi 47 i consiglieri comunali che hanno chiesto un intervento incisivo relativamente al caso Asfalti Brianza, l’azienda concorezzese da anni al centro di numerose polemiche. Gli amministratori locali provenienti dai comuni maggiormente coinvolti dall’attività dello stabilimento, hanno sottoscritto una lettera indirizzata al Prefetto della provincia di Monza e Brianza, Patrizia Palmisani, invocando un’azione decisa per “porre un fermo alla produzione“.
“La documentazione disponibile – si legge nel testo della lettera – dimostra, in modo inequivocabile, il sussistere di un ampio spettro di gravissime inadempienze, riconducibili in primo luogo alla condotta dell’azienda, strutturali e non risolvibili in tempi brevi, in violazione di quanto previsto dalla normativa e dalle autorizzazioni in essere”.
Il punto su Asfalti Brianza
Dopo che Asfalti Brianza ha riaperto i battenti post lockdown, sono ritornate a galla tutte le problematiche relative alla salubrità dell’aria che i cittadini di Concorezzo, Agrate, Brugherio e Monza conoscono bene. Il tema è inevitabilmente tornato a scaldare il dibattito politico nei comuni e ad alimentare i gruppi social locali, in cui i residenti, stremati dalla situazione, hanno ricominciato a postare foto con brevi testimonianze. La richiesta è quasi sempre la medesima: fermare Asfalti Brianza e bloccarne immediatamente l’attività. A rafforzare questa posizione anche una perizia, voluta dal Comune di Concorezzo, che ha classificato l’azienda come insalubre di prima classe.
Dopo uno stop di 15 giorni, reso possibile grazie ad un’ordinanza comunale firmata dal Primo Cittadino di Concorezzo, Mauro Capitanio, l’azienda adesso è sotto la lente di ingrandimento di Provincia e Procura. La lettera indirizzata al Prefetto è arrivata anche dopo la dura presa di posizione dei sindaci di Agrate, Brugherio e Monza, che dopo la Conferenza dei sevizi in Provincia dello scorso 8 luglio, avevano chiesto uno stop dello stabilimento almeno fino alla fine dei lavori di verifica dell’ente.