Consiglio, ancora scontro sull’urbanistica. Sassoli: “Monza guarda finalmente al futuro”

Dopo più di 20 ore di consiglio comunale, il parlamentino cittadino ha votato ieri sera un importante oggetto in tema di urbanistica atto a individuare il patrimonio edilizio dismesso.
Dopo più di 20 ore di consiglio comunale, il parlamentino cittadino ha votato lunedì sera un importante oggetto in tema di urbanistica atto a individuare il patrimonio edilizio dismesso.
Un dibattito che, ora dopo ora, ha visto maggioranza e opposizione protagoniste di una accesa polemica. Se da una parte questo provvedimento “proietta Monza nel futuro”(maggioranza), dall’altra la” visione è meno rosea e all’insegna della cementificazione”(opposizione).
“Monza guarda finalmente al futuro – ha commentato dopo la votazione l’assessore Martina Sassoli – Per la giunta Allevi, il Comune deve essere il primo alleato del singolo cittadino e della singola realtà imprenditoriale che qui decide di investire le proprie risorse”.
Nove mesi di lavoro: tanto ci è voluto per stilare il documento che ridisegna i contorni cittadini. “Nove mesi di confronti tecnici e legali, con docenti e imprenditori, con associazioni di categoria e con piccoli risparmiatori. Quasi un centinaio di manifestazioni di interesse da parte dei proprietari privati decisi a investire sul nostro territorio. Privati che investono, sì, esatto. Proprio loro. Quelli che con spirito di iniziativa e con soldi propri e magari derivanti da risparmi di una vita, decidono che è il momento di investire e di credere nella nostra città. Monza, finalmente, ha deciso che non può più permettersi il lusso di vedere nel privato un antagonista. Monza non vuole più assecondare lo stantio pensiero del Comune che necessariamente deve essere contro l’iniziativa privata.” ha aggiunto Sassoli.
Tre commissioni consiliari, otto consigli comunali, 116 emendamenti, 10 ordini del giorno, non sono bastati per far cambiare idea alle forze di centro sinistra che hanno mantenuto fermo il loro punto di vista definendo il provvedimento quale preludio di un vero e proprio “disastro urbanistico”.
“Si nasconde dietro un presunto interesse pubblico a recuperare aree dismesse e degradate un atto che, in verità, favorisce e incentiva la cementificazione ulteriore della città in deroga al PGT e dunque comporterà pesanti conseguenze negative per tutti noi monzesi. Questo senza dimenticare che molte delle aree in questione non sono né dismesse né degradate. In sostanza si fa un favore a pochi proprietari a danno dell’intera città. Una porcheria” ha commento Egidio Riva, Pd.
Anche Civicamente di Paolo Piffer ha espresso voto contrario. Si sarebbe potuto trovare una sintesi tra Giunta, Consiglieri, Consulte, Comitati e Cittadini attivi, invece nulla, confrontarsi in modo civile e partecipato sul tema dell’urbanistica sembra impossibile a Monza, da sempre.