“Informare prima che sia tardi”: a Villa Monguzzi gli ambientalisti spiegano i rischi di Pedemontana

Con Pedemontana oltre al tema della tutela del verde, adesso c’è in grande evidenza, dopo le dimissioni del sindaco Allievi, il tema della diossina a Seveso.
Il loro “no” a Pedemontana è netto. Da sempre. Si avvicina la data ultima, agosto, per trovare tra i privati uno sponsor per la realizzazione dell’autostrada voluta da Regione Lombardia e che da decenni attende di essere ultimata. Oltre al tema della tutela del verde, adesso c’è in grande evidenza dopo le dimissioni del sindaco Allievi, il tema della diossina a Seveso.
Saranno giorni caldi, di proteste e di manifestazioni. Pedemontana, arrivata a Lentate, dovrebbe proseguire sulla carta fino a Bergamo, ma la regione ha già annunciato che quello conta adesso è terminare la tratta B2 e la C. Il bando è stato assegnato al gruppo Webuild, ma perchè le ruspe inizino a scavare ci vogliono gli sponsor privati, che per due volte di fila non si sono presentati al bando. Regione ha prorogato e così il termine ultimo, salvo colpi di scena, ad agosto.
A dire “no” non solo solo gli ecologisti, riunitesi ieri a Biassono a Villa Monguzzi, sede del circolo ricreativo, ma anche migliaia di cittadini che hanno firmato le due petizioni ancora attive sul web.
Ieri, 4 luglio, è stata l’occasione durante un momento conviviale di fare informazione e illustrare lo stato dell’arte dell’opera. Sul tavolo anche i due maggiori problemi che affliggono gli ecologisti: l’impatto dell’autostrada a Seveso col timore che possa riaprire la ferita del 1976 legata alla diossina e la devastazione nell’ultimo lembo di verde rimasto tra Lissone e il nord di Arcore. Il tratto C dell’autostrada terminerà nella frazione di Velasca a Vimercate, innestandosi con la Tangenziale Est.
All’iniziativa di ieri hanno aderito le seguenti associazioni: Ass. Colli Briantei, Alternativa Verde Desio, Casa della Sinistra Seregno, Comitato Parco Groane Brughiera, Coordinamento No Pedemontana, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Legambiente Biassono, Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate, Legambiente circolo Laura Conti di Seveso, Legambiente Seregno, Legambiente Desio, Lista per Biassono, Lista Altra Bovisio, Lista Passione Civica Cesano M, Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda, Gruppo Valle Nava Casatenovo, ImmaginArcore, Meltingpot Arcore, Monza per un Buon Clima, Fridays For Future Brianza Vimercate e Bellusco,Seveso Futura, Sinistra per Desio, Un parco per Bernareggio.
Qui nel video l’intervento di Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente
Sulla questione della “buona salute” delle vasche della diossina di Seveso, proprio settimana scorsa il sindaco Luca Allievi si è dimesso, dicendo a chiare lettere che “ci sono delle zone d’ombra”. il sindaco ha presentato un esposto alla Direzione investigativa antimafia competente per i reati ambientali.
E così oggi il consigliere regionale Marco Fumagalli del M5S ha affermato in relazione ai futuri lavori di Pedemontana che “se non si farà chiarezza sullo stato delle vasche si rischia la dimissione di tutti i sindaci della Brianza.”
GLI AMBIENTALISTI DICONO NO: “TUTELIAMO IL VERDE”
LA REPLICA DELLA REGIONE
In realtà, già venerdì la regione Lombardia aveva dichiarato in una nota che “non c’è alcun rischio ambientale“.
“E’ opportuno specificare che fino alla fine del 2020 la gestione delle vasche è stata in capo al Comune di Seveso che, in base alle convenzioni sottoscritte con Regione Lombardia, ha effettuato il prelievo, il monitoraggio e le analisi del percolato delle discariche. Nel corso della gestione da parte del Comune di Seveso, i dati rilevati sulle analisi del percolato – spiega la Nota – non hanno evidenziato la presenza di concentrazioni rilevanti di contaminanti né sono mai state evidenziate criticità particolari. Non vi sono quindi evidenze di rischio per la popolazione o per l’ambiente derivanti da tali impianti. A seguito di richiesta esplicita del Comune di Seveso, Regione Lombardia, dal 2021 non ha più rinnovato la convenzione per la gestione delle vasche con il Comune, intendendola affidare poi ad ERSAF, Ente gestore del Bosco delle Querce”.
“Regione Lombardia, nel gennaio 2021 si è fatta carico di verificare se, dopo 45 anni, le discariche necessitino di opere di manutenzione straordinaria o se il loro stato garantisce ancora i criteri di sicurezza che erano stati previsti nel momento in cui erano state realizzate”.
A tale scopo, Regione Lombardia, tramite ERSAF ha ricontrollato i progetti di realizzazione della discarica, ha verificato i documenti relativi alle attività eseguite dal Comune negli anni ed ha eseguito sopralluoghi per verificare lo stato e l’efficienza degli impianti a servizio delle vasche.
Lo scorso 30 giugno, poi, si è svolta una riunione tra Regione Lombardia ed ERSAF per fare il punto della situazione e condividere le risultanze delle verifiche e dei sopralluoghi effettuati. In tale riunione è emerso che: “le caratteristiche costruttive delle vasche appaiono in generale rispondere a principi di buona pratica e ragionevolezza tecnica essendo presenti i principali presidi di contenimento e gestione degli impatti potenziali, tenendo in debita considerazione il periodo di realizzazione delle opere, nei primi anni ’80; le caratteristiche della maggior parte dei rifiuti abbancati non presentano rischi né strutturali né di rilasci di sostanze particolari; le caratteristiche del percolato prodotto non evidenziano presenza significativa di contaminanti”.