Staffette di cani dal Sud al Nord. L’Enpa di Monza denuncia il problema

21 ottobre 2021 | 07:04
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Staffette di cani dal Sud al Nord. L’Enpa di Monza denuncia il problema

Sono i volontari di alcune associazioni del Sud che pur di salvare la vita a qualche cane, organizzano delle staffette che terminano in Brianza.

Da un canile lager a uno, quello di Monza, a cinque stelle. Questo il destino di sempre più cani del sud Italia che, a partire dalla fine del lockdown, sono trasportati, mediante staffette di volontari,  fino a Monza per essere poi abbandonati nelle aree cani in attesa dell’arrivo dell’accalappiacani e quindi dell’ingresso al canile di via San Damiano. A denunciare questa nuova tendenza è l’Enpa di Monza.

“Solo nell’ultimo weekend sono stati quattro i cani che abbiamo accolto nel nostro canile provenienti dalle regioni del sud Italia- ha spiegato Giorgio Riva, presidente dell’Enpa di Monza e Brianza- . I volontari di alcune associazioni, pur di salvare la vita a qualche cane, organizzano delle staffette che terminano a Monza. Una volta arrivati qui i cani non vengono dati in adozione ma vengono liberati in aree cani. Gli stessi volontari poi chiamano, in forma anonima, la Polizia Locale per avvisare della presenza di questi animali così da far intervenire l’accalappiacani che li trasporta al canile. Il nostro è uno dei canili con i più alti standard qualitativi e questi volontari sanno che da noi i cani andranno a stare bene, saranno seguiti, educati e con tutta probabilità troveranno una famiglia. Per questo compiono questo genere di attività”.

Un metodo ideato per salvare i casi più disperati dai canili lager ormai tristemente famosi. “Questa tendenza a fare staffette finalizzate all’abbandono controllato in aree cani sembrava essersi fermata con la pandemia – ha continuato Riva- invece dalla fine del lockdown ha ripreso. I cani che hanno questa provenienza hanno delle caratteristiche ben precise tra cui l’assenza di microchip e sono facilmente riconoscibili. C’è poi da dire che a Monza il fenomeno del randagismo è pari a zero. Ci sono episodi di cani scappati ma anche quelli stanno diminuendo e hanno tutti il microchip“.

Se fino a qualche anno fa, ogni mese, erano in media 30 i cani accalappiati dai servizi di ATS perché scappati, ora il dato è calato del 50% e si registrano circa 15 cani scappati al mese. Cani vengono riconsegnati nel giro di qualche ora al proprietario grazie al tracciamento tramite microchip. Ai padroni, oltre alla felicità di aver ritrovato il proprio cane, arriva però anche una multa di 120 euro per il servizio di accalappiamento.

Un fenomeno, quello dell’abbandono controllato e programmato dei cani provenienti dal sud Italia, che va tristemente a braccetto con la tendenza a portare, questa volta in modo legale, il proprio cane al canile perché ingestibile. Anche in questo caso i numeri sono in aumento. Dalla fine del lockdown a Monza Enpa ha registrato un più 30% di cani consegnati al canile, la maggior parte di loro molossi adottati o comprati in piena pandemia.