Una bellissima gita alla scoperta della sorgente del fiume Lambro. Ecco dove nasce e come arrivarci

Alla scoperta della sorgente del Lambro, tra camminate, suggestive sorprese e buon cibo
Il fiume Lambro attraversa il cuore di Monza. Passa sotto uno dei suoi simboli: il ponte dei Leoni. Dalla Brianza attraversa poi Milano, scorre verso Pavia e Lodi per affluire infine nel fiume Po. Nel totale ha un letto lungo 130 km, ma esattamente dove nasce il Lambro? Si tratta di una meta turistica piena di suggestive sorprese una bellissima meta per una gita di un giorno.
ALCUNE CURIOSITÀ SUL LAMBRO
“A piè del colle scorre il Lambro, limpidissimo fiume“. A dirlo fu Francesco Petrarca in una lettera indirizzata a Guido Settimo, arcidiacono di Genova, nell’ottobre del 1353 durante una vacanza nell’allora campagna lombarda. Il fiume Lambro ha origine infatti nel cosidetto Triangolo Lariano. Più precisamente nel comune di Magreglio, nel cuore delle Prealpi racchiuse tra i due rami del lago di Como.
Le origini del nome del fiume Lambro sono discusse: c’è chi sostiene che siano da ricercare nella parola greca “lampròs“, che significa limpido e lucente. Non a caso un vecchio detto in dialetto milanese recita “ciar com’el Làmber“, cioè limpido come il Lambro.
C’è chi invece sostiene che il nome del Lambro derivi dalla parola latina “Lambrus“, che a sua volta deriva da un antico lemma gallico: “lam”, palude. In tal senso un indizio a sostegno di questa tesi è che nella parte Transalpina dell’attuale Francia ci sono fiumi con nomi simili al nostro Lambro: “Le Lambres”, affluente del fiume Drome. Ancora, “le Ruisseau de Lambre”, affluente del Reno e “le Lambre”, affluente del Dolon.
MA DOVE NASCE ESATTAMENTE?
Il fiume Lambro sorge a quota 944 metri nel Pian Rancio. A questa altezza il fiume è solo un esile filo d’acqua che sgorga tra due lastroni rocciosi. Ma pian piano scende a valle, attraverso la marmitta dei Giganti, la prima cascata a cui il Lambro dà vita, diventando sempre più grande.
Il corso del fiume si è definito solo dopo la fusione dei grandi ghiacciai i quali, scendendo dalle valli alpine hanno depositato nella pianura Padana apparati morenici. Di fatto il nostro fiume nasce poco più in su: a mille metri di altitudine, nel sottosuolo dell’alpedi Magreglio.
Il “timido” letto del Lambro prende forma all’interno di un suggestivo bosco di abeti rossi e larici. Qui è possibile fare delle belle passeggiate in famiglia oppure, per i biker più esperti, è possibile “andare a caccia di divertenti trail tecnici“.
COSA C’È DA VEDERE
Arrivati alla sorgente, è possibile seguire il sentiero tracciato. Negli immediati pressi ci sono tre cose da visitare, per una passeggiata che richiede 15 minuti circa di cammino. Partendo con ordine, la prima cosa è iil “Bus di pegur”, il buco delle pecore.
La grotta denominata “Buco delle pecore“, si è formata alla base di una parete rocciosa. Dal suo interno è possibile accedere a differenti ambienti sotterranei in cui è possibile ammirare colonnari, stalattiti e varie forme di deposizione, alcune delle quali ricordano il dorso lanoso delle pecore. Ecco svelato il perché del nome della grotta.
Procedendo con il cammino, si arriva diritti dritti alla “Marmitta dei giganti“.
Qui il fiume Lambro, scendendo verso il comune di Magreglio, affronta alcuni ripidi salti di roccia. Da questa prima cascata l’acqua cade in modo “violento” al suolo, verso le rocce di origine calcarea. L’erosione ha quindi scavato delle ampie pozze a forma circolare che, con un po’ di fantasia, ricordano delle grosse marmitte.
Infine, scendendo più a Sud, la visita alla fonte del Lambro termina con il grande masso erratico.
Tutta la zona del Triangolo Lariano è caratterizzata dalla presenza dei cosiddetti massi erratici o trovanti. La loro origine o meglio la loro formazione, deriva dal fatto che le grandi colate glaciali hanno trasportato con sé grandi detriti rocciosi, dalle Alpi fino all’alta pianura. Si tratta di grandi massi isolati, costituiti per lo più da graniti o serpentini provenienti dallaValtellina o dalla Valchiavenna.
COSA VEDERE NEI PARAGGI
Per i più appassionati, ma anche per i curiosi, una tappa imperdibile è sicuramente quella del Ghisallo o meglio, del Santuario del Ghisallo.
Salendo dal comune di Canzo, verso il comune di Magreglio (la direzione per arrivare alla sorgente del Lambro), inizia la “salita del Ghisallo”. Una famosa tappa ciclistica inserita nel giro della Lombardia e anche in alcune edizioni del Giro d’Italia. All’apice della salita si dipana il Santuario della Madonna del Ghisallo.
Questa fu voluta da Papa Pio XI che proclamò la Madonna del Ghisallo come patrona universale dei ciclisti. Per l’inaugurazione, era il 1949, fu organizzata una fiaccolata in bici da Roma. Gli ultimi due tedofori, passati alla storia tramite la successiva scultura a loro dedicata, furono Coppi e Bartali.
Qui l’effigie recita: “Poi Dio creò la bicicletta perché l’uomo ne facesse strumento di fatica e di esaltazione nell’arduo itinerario della vita”…
All’interno della chiesa c’è un vero e proprio tripudio al ciclismo. All’esaltazione della fatica e delle dedizione: c’è la bici di Coppi durante tour del 1948. C’è quella di Casartelli morto nel Tour del 1992 e poi c’è quella usata da Moser per realizzare il record dell’ora. Ancora, ci sono maglie di campioni come Pantani e le foto di tanti, troppi ciclisti anonimi venuti a mancare sull’irta strada.
Infine c’è anche il museo del ciclismo con uno shop annesso al suo interno.
DOVE MANGIARE
Per mangiare, negli immediati pressi della sorgente del Lambro, ci sono essenzialmente tre posti.
Per ognuno di loro, soprattutto il sabato e la domenica, è assolutamente consigliato prenotare almeno un giorno prima. Il rischio sarebbe quello di rimanere a bocca asciutta. Dal Rifugio Anna Maria, al ristorante rifugio Martina anziché allo Chalet – Polentoteca Gabriele la scelta è vasta e variegata per ogni gusto ed ogni tasca. A voi la scelta.
COME ARRIVARE
Dal paese di Magreglio in provincia di Como (744m) si arriva con una strada carrozzabile alla località Pian Rancio (973m) dove c’è la possibilità di parcheggio. Qui si seguono le indicazioni per la sorgente del Lambro, al fondo di una strada sterrata denominata via Menaresta. Tempo di percorrenza 10 minuti circa.