“Preoccupati per Monza”, dopo il report Codacons e associazioni sul piede di guerra

L’ecosistema urbano di Monza e Brianza è peggiorato. A dirlo è la classifica del 28esimo rapporto di Legambiente con il Sole24Ore che analizza ogni anno le performance ambientali dei capoluoghi italiani. Ecco i commenti a caldo.
“Se il problema della qualità dell’aria è qualcosa che investe tutta la Pianura Padana, l’unica spiegazione razionale del fatto che solo Monza è così indietro sui temi del green è che gli altri comuni lombardi hanno agito e corretto le loro politiche dove potevano, e noi no”. Così Maddalena Viola, Presidente del Circolo Legambiente “Alexander Langer” di Monza dà la sua lettura del rapporto Ecosistema Urbano 2021, realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che analizza ogni anno le performance ambientali dei capoluoghi italiani. Da tre anni il trend per la Brianza è in discesa: quest’anno Monza è al 93esimo posto (su 105) della classifica.
Le cose vanno male però da anni: da almeno 5, infatti, la città di Teodolinda è fanalino di coda in Lombardia. Anni in cui troppo poco è cambiato, sostiene Viola. “Qualcosa si è mosso, ma a quanto pare non basta – racconta a MBNews – e l’impressione che si ha è che non si voglia veramente invertire questa tendenza. Si parla ancora, anche in questi giorni, di costruire su aree dismesse: queste classifiche dovrebbero dirci viceversa che dovremmo investire su aree verdi e pedonali”.

I dati del report Legambiente.
Rapporto Ecosistema Urbano, il caso monzese: critiche dalle associazioni ambientaliste
Sono diverse le città della Lombardia che negli ultimi anni hanno migliorato le proprie performance sui temi ambientali e della sostenibilità. A dirlo è il rapporto Ecosistema Urbano: Pavia, Brescia, Varese i casi più emblematici. Monza resta indietro, anzi nell’ultimo triennio le cose sono peggiorate complessivamente: dalla 79esima posizione del 2019, all’85 dell’anno scorso, alla 93esima del 2021. “Abbiamo poche ciclabili, mentre continua ad essere forte il trasporto su gomma – continua Maddalena Viola. – Questo vuol dire concretamente macchine, traffico, e quindi smog. Da tempo tante associazioni ambientaliste, tra cui il nostro Circolo Legambiente, si battono chiedendo più ciclabili in città e maggiori aree pedonali”.
Serve un cambio di rotta anche per gli attivisti di Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato nata con l’obiettivo di sensibilizzare più persone possibili sul tema della sostenibilità. “Esiste una città al di fuori del Parco di Monza – spiega Andrea Barcellesi, tra i referenti monzesi di Plastic Free Onlus. – Non è più possibile continuare a consumare suolo quando ci sono aree dismesse, alcune delle quali in zone centrali della città. Con la scusa del “polmone verde” abbiamo perso quasi del tutto, negli anni, il sistema verde cittadino. Dopo la fase più critica della pandemia c’è stata una ri-territorializzazione del tempo libero ma senza un reale ripensamento delle aree frequentate che nel tempo sono diventate il luogo di abbandono di rifiuti, aree che vivono un imbruttimento, un impoverimento. Manca una visione sistemica, in linea con i tempi e studiata a misura di Monza perché la città non può più essere solo Parco e centro storico”.

Degli attivisti durante la Critical Mass di Monza. Foto di repertorio MBNews.
Duro attacco dal Codacons: “Responsabilità degli amministratori”
Esprime preoccupazione dopo i dati di Legambiente e Sole 24 Ore anche il Codacons, che attacca la governance della città. “Gli effettivi responsabili di questa situazione devono essere individuati nei vertici politico-amministrativi” tuona l’associazione. “Questi dati, purtroppo, non fanno che confermare una tendenza in atto da anni. Sebbene infatti si registri un lieve miglioramento rispetto agli anni scorsi la situazione è ancora allarmante. Chiediamo a gran voce che la Magistratura, come già avvenuto in altri capoluoghi di provincia, apra un’indagine che coinvolga i vertici amministrativi e politici che negli ultimi decenni hanno causato con le loro omissioni questa situazione dalla quale, obiettivamente, non si riesce a intravedere una realistica via d’uscita.”