Novavax, quando arriva il nuovo vaccino? Come funziona? Le differenze con gli altri sieri

Le prime dosi di Nuvaxovid (il nome commerciale del farmaco prodotto dalla Novavax) dovrebbero arrivare nei primi mesi del 2022.
È stato autorizzato dall’agenzia europea del Farmaco (Ema), il nuovo vaccino Novavax, che va ad aggiungersi agli altri attualmente in commercio in Europa, ovvero Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson. Si tratta di un vaccino proteico, sviluppato con una tecnica trentennale. “Le prime dosi di Nuvaxovid (il nome commerciale del farmaco prodotto dalla Novavax) dovrebbero arrivare nei primi mesi del 2022. Per questo primo trimestre, gli Stati membri hanno ordinato circa 27 milioni di dosi“, afferma la Commissione Europea.
“Novavax è il quinto vaccino sicuro ed efficace del nostro portafoglio, che offre una protezione aggiuntiva ai cittadini europei contro la pandemia, in un momento in cui la variante Omicron si sta rapidamente diffondendo ed è necessario intensificare la vaccinazione e la somministrazione di richiami”, ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen.
Ma cosa cambia con l’arrivo di Novavax e quali sono le differenze con i vaccini Pfizer e Moderna, Johnson&Johnson e Astra Zeneca? Vediamo i dettagli.
Come funziona Novavax
Il vaccino Novavax funziona secondo la tecnica delle proteine ricombinanti, già in uso da almeno tre decenni per lo sviluppo di altri vaccini, quali meningite, pertosse, epatite b e papilloma virus. A differenza dei vaccini mRNa Pfizer/Biontech e Moderna non manda un messaggio specifico alle cellule, affinché imparino a produrre la proteina Spike, la porta direttamente con sé. Creata in laboratorio purificata e miscelata con una sostanza che stimola il sistema immunitario (adiuvante).
Quando Nuvaxovid viene somministrato, il sistema immunitario identifica la proteina come estranea e produce la sua risposta immunitaria, scatenando la formazione di anticorpi.
Autorizzato dai 18 anni in su
È stato sperimentato su oltre 45.000 persone, dimostrando – secondo quanto documenta l’azienda farmaceutica – un’efficacia dell’89,7%. Il Chmp, il Comitato per i medicinali a uso umano, ha raccomandato di concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio, ma solo dai 18 anni in su.Viene somministrato, sempre tramite due iniezioni intramuscolo, nel deltoide, a distanza di 3 settimane l’una dall’altra, come annunciato dall’ente regolatorio dell’Unione Europea. Ha inoltre il vantaggio di poter essere conservato semplicemente in frigo. Ciò potrebbe agevolare la vaccinazione anche nei Paesi più poveri.
Le differenze con gli altri vaccini
Ma quali sono le principali caratteristiche di tutti e 5 i vaccini approvati in Europa? Ecco una breve sintesi:
Novavax, l’ultimo arrivato, come già detto in apertura, è un vaccino proteico, realizzato grazie all’impiego di una tecnica in uso da 30 anni. È stato sperimentato su oltre 45.000 persone, dimostrando, secondo i dati diffusi dall’azienda farmaceutica – un’efficacia dell’89,7%.
Pfizer Comirnaty, il vaccino di Pfizer-Biontech, è stato il primo a essere immesso sul mercato europeo, il 21 dicembre del 2020. Contiene una molecola denominata Rna messaggero (mRna) che istruisce le cellule a produrre la proteina Spike. Necessita di sue somministrazioni a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra. Deve essere conservato in congelatore a una temperatura compresa tra -90°C e -60°C. Ha un’efficacia stimata del 94,6% a partire da 7 giorni dopo la seconda dose.
Moderna Spikevax, è sempre un vaccino a Rna messaggero. E’ stato autorizzato dall’Ema il 6 Gennaio del 2021 e ha un’efficacia del 93,6% a partire da 14 giorni dopo la somministrazione della seconda dose, che viene effettuata dopo 28 giorni dalla prima. Viene conservato in congelatore a una temperatura compresa tra -25°C e -15°C.
Astrazeneca Vaxzevria, autorizzato il 30 gennaio del 2021, a differenza dei due precedenti, è un vaccino a vettore virale. Impiega una versione modificata dell’adenovirus dello scimpanzé, non più in grado di replicarsi, come vettore per fornire le istruzioni per la sintesi della “proteina spike” di Sars-CoV-2. Ha un’efficacia intorno all’80% 15 giorni dopo la seconda dose, che viene iniettata tra le 10 e le 12 settimane dopo la prima. Viene conservato in frigorifero a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C.
Johnson&Johnson Janssen utilizza come vettore virale un adenovirus umano (Ad26). Autorizzato in Italia il 12 marzo del 2021, viene somministrato, in unica dose, a partire dai 18 anni di età. Una successiva circolare del 21 aprile 2021 del ministero ha raccomandato un uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni. Ha un’efficacia del 77% nelle forme gravi, dopo 14 giorni dalla somministrazione e dell’85% dopo 28 giorni. Viene conservato in congelatore a una temperatura compresa tra -25 °C e -15 °C.