Un futuro per i bimbi indiani, serata di primavera della Onlus monzese Skychildren

Il 24 maggio allo Sporting Club saranno raccolte donazioni per sostenere i numerosi progetti che la realtà nata nel 2011 porta avanti in un Paese afflitto da povertà, lavoro minorile e abbandono scolastico.
Monza. Si può amare come la propria casa anche un posto lontano migliaia di chilometri da dove si abita. Per Allegra Viganotti, presidente della Onlus monzese Skychildren, di cui è fondatrice insieme a Federica Gironi, Katia Ambrosini e Anna Dossi, questo posto è l’India. In particolare Calcutta e alcune delle aree più povere di questo Paese che ha quasi un miliardo e mezzo di abitanti.
Tra marzo ed aprile Allegra, insieme alle amiche con cui nel 2011 ha dato vita ad una realtà che si occupa, grazie ad una serie di referenti sul territorio, di aiutare i bambini meno fortunati e le loro famiglie, per due settimane è tornata di persona in India dopo oltre 2 anni. Un buco temporale causato dal Covid-19. Che ha bloccato tutto, compreso gli spostamenti e, soprattutto, le scuole, uno dei pochi luoghi dove i bambini indiani, vittima della povertà e, a volte, di abusi e maltrattamenti, possono costruire un futuro dignitoso.
Ecco perché l’istruzione e il diritto allo studio sono uno dei punti fermi delle innumerevoli iniziative di volontariato e beneficenza di cui in e per l’India è stata protagonista nei suoi 11 anni di attività Skychildren,
il cui nome indica l’intenzione di aiutare bambini che vivono in strada, quindi sotto il cielo, ma che, allo stesso tempo, sono anche delle stelle che riescono a brillare, nonostante tutto, grazie alla loro capacità di rinascita e voglia di riscatto.

L’EVENTO
Anche di quello che Allegra, Federica, Katia e Anna hanno visto nel loro recente viaggio in India, dei tanti progetti avviati e di come vanno avanti nonostante le mille difficoltà e di quali sono le novità messe in campo da Skychildren, si parlerà dalle ore 19 in poi martedì 24 maggio in una serata benefica di primavera organizzata dalla Onlus presso lo Sporting Club di Monza.
Con una donazione minima di 30 euro, che permetterà anche di usufruire di una light dinner e di una prima consumazione, si darà il proprio contributo ai numerosi progetti sostenuti da Skychildren. La serata, intitolata “Calcutta, due anni “dopo”, sarà anche l’occasione per farsi ispirare dall’India per qualche idea regalo.

“Siamo tornate in India, dove prima del Covid eravamo abituate ad andare due volte all’anno, con tanta gioia, emozione, ma anche un po’ di paura per quello che avremmo potuto trovare dopo un’assenza così lunga – spiega Allegra Viganotti – c’è bastato poco per capire che la situazione superava ogni più rosea aspettativa”.
“I progetti della nostra Onlus, dalle scuole-spazi sicuri alle cliniche itineranti nei villaggi rurali, sono andati avanti – continua – i nostri operatori locali, nonostante la scarsità di mezzi tecnologici, si sono inventati di tutto, perfino programmi radiofonici, per permettere ai bambini di seguire le lezioni scolastiche a distanza e contemporaneamente”.
UN AIUTO NECESSARIO
A colpire la presidente di Skychildren e le sue amiche sulla strada del bene, sono state, però, anche le condizioni generali della popolazione in India, dove le scuole hanno riaperto solo il 16 febbraio di quest’anno.
“La malnutrizione, soprattutto quella dei bambini, è dilagante e il Paese è più povero di quando la nostra Onlus ci è arrivata nel 2011 per occuparsi inizialmente della casa rifugio a lungo termine di Keertika, dove ci sono bambine abusate sessualmente e psicologicamente” spiega Allegra.

“In tanti hanno perso il lavoro e anche la media borghesia è ormai in grossa difficoltà – continua – i dati che abbiamo a disposizione ci dicono che solo a Calcutta il 59% dei bambini ha sofferto la fame. C’è stato un aumento del 105% del lavoro minorile e del 10% dei matrimoni precoci”.
In questa fase di difficile ripartenza, l’attenzione di Skychildren è sul riportare i bambini di strada a scuola. Tanti i progetti su questo fronte: dalla “Classe a quattro ruote” per i bambini dello slum di Chitpur, a Calcutta ai “Bambini invisibili nelle stazioni”.
La tutela dei bambini indiani per la Onlus monzese è un benefico chiodo fisso 24 ore su 24. Come dimostrano anche il progetto Amader Bar e quello Hamara Ghar, che sono rifugi d’emergenza rispettivamente per bambine e bambini. Oppure l’attività dedicata al ricongiungimento dei bambini di strada con le loro famiglie.

LE NOVITA’
Il recente viaggio in India delle fondatrici di Skychildren ha permesso anche di inaugurare ulteriori iniziative e gettare le basi per implementare alcune di quelle esistenti. “Nelle campagna intorno a Calcutta, capitale del West Bengala, abbiamo realizzato, grazie ad una ditta tedesca specializzata, un pozzo a pannelli solari – afferma Allegra – è qualcosa di importante, oltre che ambientalmente sostenibile, in un Paese profondamente inquinato dove l’acqua è spesso contaminata dall’arsenico e l’erogazione idrica frequentemente è condizionata da blackout elettrici”.
“Inoltre all’interno dell’ospedale di Hope a Calcutta, che offre cure gratuite alle persone non in grado di pagare le spese mediche, abbiamo aperto una sezione di Medicina di Laboratorio per le analisi mediche, dotata di tutti gli strumenti diagnostici e dei macchinari specialistici di nuova generazione – continua – nei sei nuovi laboratori, che hanno aumentato in maniera significativa la qualità dei servizi di assistenza medico-sanitaria offerti dall’ospedale, si prevede di effettuare 100-110 test al giorno, indicativamente 40.000 test in un anno”.

Nei prossimi mesi potrebbero esserci sviluppi anche per il progetto “Bambini dei Quartieri a Luci Rosse”, che sono ben 27 solo a Calcutta in cui operano oltre 100mila prostitute. “Abbiamo individuato un altro quartiere a luci rosse in cui urge un nostro intervento e dove potremmo aprire un nuovo Centro rifugio” annuncia la presidente di Skychildren.
“Diamo speranza ai bambini di strada” è lo slogan della serata di primavera del 24 maggio organizzata dalla Onlus monzese allo Sporting Club. Perché la speranza diventi realtà, ognuno di noi può fare la propria parte.