Pedemontana, un centinaio di espropriandi in assemblea a Desio

Decine e decine di cittadini hanno intenzione di costituire una class action per chiedere a Pedemontana un risarcimento danni e lo stop agli espropri.
Quasi un centinaio di persone ha partecipato sabato mattina, 30 aprile, a Desio, presso la sala Pertini del comune, all’assemblea pubblica per illustrare la possibile class action di espropriandi di Pedemontana. Cittadini che nel 2009 hanno ricevuto una lettera di interesse all’esproprio da parte di Pedemontana e che da allora vivono con molta preoccupazione. A lanciare l’idea della class action è stato Dario Balotta, presidente di Onlit, l’osservatorio nazionale liberalizzazione e trasporti, intervenuto all’assemblea.
«Dobbiamo fare pressione, perchè gli espropriandi hanno il diritto di fare quello che vogliono con le loro proprietà. L’obiettivo è mettere insieme più persone possibili per intraprendere un’azione legale specifica. Ogni limite è ormai stato superato: gli espropri sono scaduti. E’ già stata fatta una doppia proroga e l’ultima non ha senso, perchè si appella alla situazione pandemica, che non ha nulla a che fare con Pedemontana». Balotta mette in dubbio anche la validità del progetto di Pedemontana. «Come può essere ancora valido un progetto nato 50 anni fa? Pedemontana finora ha realizzato le due tangenziali di Como e Varese, che sono sempre vuote». «La class action – ha specificato Balotta – ha delle prerogative che altri comitati non hanno, perchè ora si muove un soggetto interessato e coinvolto direttamente dall’opera.
L’avvocato
Sono circa 800 gli espropriandi desiani ( non ancora espropriati e quindi non indennizzati), le cui proprietà sono interessate dal percorso della futura autostrada. Oltre 20 mila quelli coinvolti in tutto il tragitto di Pedemontana. E’ a tutte queste persone che si rivolgono i promotori della class action.
A rispondere alle domande e ai dubbi ci ha pensato l’avvocato Massimo Giordano, in collegamento on line con l’assemblea: «La vostra è una situazione unica in Italia. La strada del ricorso non ha avuto esito positivo. Potete intraprendere la strada della class action, un’azione collettiva di risarcimento danni perchè per tutti questi anni non avete potuto usufruire dei vostri beni. Non è un’azione semplice, ma è da fare, perchè sono stati violati i vostri diritti primari. E’ tra l’altro un’iniziativa che potrebbe avere una grandissima risonanza politica e mediatica.

Il comitato
Decine e decine di cittadini hanno deciso di approfondire la questione e per questo, alla fine dell’assemblea, hanno lasciato i propri contatti al gruppo promotore. L’intenzione è quella di costituire un comitato specifico per formalizzare la class action e chiedere l’annullamento della proroga della procedura di esproprio, considerata illegittima, e un risarcimento danni.