Arcore, un terzo della popolazione entro luglio senza medico di base

Alberto Penati e Mario Acquati andranno in pensione mentre Stefano Campari, medico di base in servizio ad Arcore dal 2019, ha ottenuto il trasferimento in un altro comune del vimercatese.
Entro i primi di luglio circa 5mila arcoresi, salvo sorprese dell’ultimo minuto, saranno senza il proprio attuale medico di base. E la situazione, potenzialmente, potrebbe peggiorare entro fine anno con un totale di cinque medici che lasceranno per diversi motivi il territorio entro dicembre 2022.
Ma andiamo con ordine. Il problema della mancanza di medici ad Arcore è iniziato a inizio 2022 con il pensionamento della dott.ssa Maria Gabriella Villa. Nelle prossime settimane, altri due medici di base appenderanno lo stetoscopio al muro e lasceranno Arcore. Un addio dovuto, anche in questo caso, al naturale corso delle carriere. I due camici bianchi in questione hanno, infatti, raggiunto il pensionamento. A dare l’addio ai propri assistiti saranno Alberto Penati e Mario Acquati. Due medici di peso per il territorio.
A tutto questo si somma un altro addio, questa volta non per il pensionamento ma per motivazioni personali. Stefano Campari, medico di base in servizio ad Arcore dal 2019, il 25 giugno si trasferirà in un altro comune del vimercatese.
Non solo. A fine dicembre, secondo indiscrezioni, un altro medico di base potrebbe lasciare la città facendo arrivare a quota cinque il numero dei posti vuoti negli ambulatori di Arcore.
Circa un terzo della popolazione arcorese dovrà quindi, fare i conti con la mancanza di un medico di riferimento definitivo. Questo perché non sono in previsione, a stretto giro, gli arrivi dei nuovi medici che sostituiranno in tutto e per tutto i colleghi in pensione.
La risposta di ATS
“Al momento non ci sono medici disponibili ad assorbire assistiti– hanno fatto sapere da ATS Monza e Brianza-, ma stiamo lavorando a 360 gradi per garantire la continuità assistenziale (coinvolgimento polo formativo per incarichi ai medici corsisti, continuità assistenziale diurna, richiesta a medici disponibili ad incarichi) oltre che ovviamente la pubblicazione nel bando degli ambiti carenti”.
L’intervento del Sindaco Bono
Ad attivarsi per la risoluzione del problema anche il primo cittadino Maurizio Bono. “Sono stato contattato dai medici del territorio allarmati per la situazione che si sta venendo a creare ad Arcore– ha spiegato il sindaco Maurizio Bono-. Ho quindi immediatamente contattato ATS e ora sono in attesa che mi diano risposta circa un incontro da fare per la gestione di questa grave questione“.
La situazione in Brianza
Una panoramica sulla situazione dell’assistenza in Brianza riferita al personale è arrivata da Regione Lombardia in seguito a un’interpellanza del consigliere leghista Andrea Monti sul tema delle ipotesi di chiusure di alcuni reparti ospedalieri a Carate e a Desio. Ipotesi poi smentite dalla Giunta regionale.
“Il tema della carenza di personale investe tutto il territorio nazionale e Regione Lombardia è impegnata, come già riferito in occasione di precedenti interrogazioni, a trovare soluzioni concrete per garantire una efficace gestione del SSR. Alla base di questa situazione non vi è quindi una limitazione di investimento finanziario in tema di personale, né da parte della Regione, né della ASST Brianza. Anzi, al riguardo si evidenzia il trend positivo del numero dei dipendenti delle ATS, ASST, AREU e IRCCS pubblici di Regione Lombardia, che da 100.957 del 2019 è aumentato a 104.021 nel 2021“.