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Stop all’inquinamento, la sfida del manager monzese della 2G NanoTech

27 giugno 2022 | 09:50
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Stop all’inquinamento, la sfida del manager monzese della 2G NanoTech

In quest’intervista Claudio Gasperi ci racconta l’efficacia di una serie di prodotti che, attraverso il processo chimico della fotocatalisi, permettono di sanificare gli ambienti, pulire le facciate e degradare lo smog.

Monza. Immaginate un sistema completamente naturale che pulisca l’aria, distrugga gli inquinanti, i virus e i batteri e protegga i monumenti, le sculture, le facciate e gli interni degli edifici e delle abitazioni. Tutto questo non è fantascienza, ma una potenzialità offerta dalla fotocatalisi, un processo che, mediante l’ausilio di un catalizzatore irradiato con luce di opportuna lunghezza d’onda, genera reazioni fotochimiche in grado di sprigionare sostanze che attaccano gli agenti inquinanti.

La ricerca tecnologica in questo ambito non vede ancora l’Italia in prima fila. Ma Monza potrebbe fare, più o meno direttamente, la sua parte. Perché è la città in cui da 35 anni vive, con la sua famiglia, Claudio Gasperi, uno dei due fondatori della 2G NanoTech, società nata a fine 2020 che commercializza e distribuisce prodotti altamente innovativi. Come quelli della FN-NANO, azienda della Repubblica Ceca focalizzata sulle nanotecnologie, che ha sviluppato e brevettato una serie di prodotti con un’attività fotocatalitica eccezionalmente forte.

2G NanoTechClaudio Gasperi

“Il risultato ha effetti decisamente migliori rispetto a quello di altri prodotti che utilizzano lo stesso fenomeno fotocatalitico” spiega Gasperi in quest’intervista ad MBNews in cui ci parla anche delle difficoltà che sta riscontrando nel proporre questa innovazione alle istituzioni locali.

“Le superfici trattate con la tecnologia FN-NANO, che fa parte della multinazionale ADVANCED MATERIAL JTJ – continua – hanno un’alta capacità autopulente, prevenendo la formazione di microorganismi e una efficientissima capacità di purificare l’aria da sostanze nocive”.

L’INTERVISTA

Buongiorno, prima di scendere nel dettaglio dei prodotti fotocatalitici che commercializzate, ci spieghi: come è arrivato ad interessarsi a questo ambito così specifico?

Io sono di formazione un chimico industriale con specializzazione conciaria e da diversi anni sono in questo settore. Per necessità e per curiosità mi sono anche occupato, fra l’altro, di depurazione e sicurezza ambientale perché ho sempre avuto una sensibilità sui temi che riguardano l’ambiente in generale e l’ambiente lavorativo in particolare.

Un giorno ho sentito alla radio una pubblicità sulla Fiera “Agenti.it” ed ho deciso di andare a visitarla. Una ditta mi ha particolarmente colpito per la materia che trattava e i risultati che prometteva di raggiungere.

Cercavano una collaborazione e così ho chiamato l’attuale mio socio Franco Gianturco (la seconda G della 2G NanoTech, Ndr), che è laureato in chimica con una tesi sulla fotocatalisi ed insieme abbiamo accettato questa interessantissima sfida.

2G NanoTech

È stato allora che avete deciso di fondare la 2G NanoTech?

Solo dopo aver studiato a fondo l’efficacia della tecnologia che ci era stata proposta, io e il mio socio abbiamo fondato la 2G NanoTech, che è una newco nata a fine 2020, con sede a Milano.

Noi non produciamo, ma distribuiamo in Italia un prodotto brevettato nella Repubblica Ceca che, insieme al Giappone, sono gli Stati all’avanguardia nel campo della tecnologia fotocatalitica.

Veniamo, quindi, alla tecnologia FN-NANO. Di cosa si tratta più nello specifico?

Innanzi tutto il prodotto che proponiamo si presenta liquido, opalescente, bianco e contiene una nuova ed efficace tecnologia, applicabile indoor e outdoor come finitura finale. Una volta applicata e irradiata da luce UV-A, indoor artificiale, outdoor il sole, parte il processo di fotocatalisi che permette di avere una serie di vantaggi.

Permette di eliminare gli odori e ridurre gli allergeni, sanificare gli ambienti, mantenere le facciate pulite che, invece, col tempo e lo smog diventano grigie e nere. Ma soprattutto la tecnologia FN-NANO consente di degradare naturalmente i diversi componenti dello smog, il tutto senza manutenzione, senza emettere sostanze nocive e con costi del tutto sostenibili.

2G NanoTech

Quale è stata fino ad ora la diffusione di questi prodotti innovativi?

Il mercato che ha avuto il maggior sviluppo per FN-NANO sono gli Stai Uniti dove, fra gli altri, i lavori di punta sono stati l’Aeroporto di Las Vegas e l’ospedale “Martin Luther King” di New York.

E in Italia, invece, dove la 2G NanoTech ha l’esclusiva per la tecnologia FN-NANO, quale riscontro state avendo?

Sul mercato ci sono già da tempo diversi prodotti “fotocatalitici” come cemento, vernici, vetri, ceramiche. Tutti ottimi prodotti, ma nei quali la fotocatalisi è un “prodotto secondario” rispetto alla classe di prodotti a cui appartengono.

Al contrario noi non proponiamo una vernice o un intonaco, bensì la vera e propria fotocatalisi, dovuta proprio al brevetto sotto il quale è registrato il marchio. Per il momento non è facile farlo capire a tutti, così abbiamo investito molto tempo e soldi per raggiungere questo obiettivo.

In che modo?

Dapprima abbiamo costruito un box che simuli ambienti indoor. Così mostriamo quanti inquinanti degradiamo in poco tempo grazie a rilevatori elettronici, come possa venire degradata una molecola di colorante organico e anche come spariscano gli odori. Ma rimaneva il problema di come mostrare l’efficacia outdoor.

Così la casa madre di Praga ci ha preparato un metodo col quale recentemente, a Milano, abbiamo fatto fare da un’azienda accreditata delle misurazioni comparative, i cui risultati, molto soddisfacenti, verranno presentati durante l’evento “Milano Smart” il prossimo 14 Settembre.

Nel frattempo abbiamo sperimentato con successo l’applicazione in una scuola di Lozzo Atestino, comprensorio di Vò Euganeo dove il Covid è partito ad inizio pandemia, presso privati e in un palazzo d’epoca in via Pagano a Milano.

2G NanoTech

La sensibilità verso l’ambiente ha negli ultimi anni conquistato anche le istituzioni. Come hanno accettato l’innovativa tecnologia che proponete?

In questo periodo stiamo formulando alcuni progetti sia con Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) che col Comune di Milano, che si è dimostrato estremamente interessato.

La nostra tecnologia, che ha tutte le certificazioni di efficacia di valore europeo, è stata presentata in alcune occasioni pubbliche anche ad alcuni assessori della Regione Lombardia che ci hanno incoraggiati a proseguire la nostra campagna d’informazione per le vie istituzionali consuete.

Se Milano e la Regione Lombardia sembrano rispondere bene, non vale lo stesso, al momento, per Monza, la città in cui lei vive. Come mai?

Poco dopo la costituzione della 2G NanoTech avevo tentato un approccio col Comune di Monza perché orgoglioso di poter far conoscere e magari realizzare delle opere nel luogo in cui abito da tanti anni. Non conoscendo le vie istituzionali e la difficoltà della burocrazia comunale, avevo girato delle informazioni di massima ad un Assessore che conosco, ma di diversa competenza. È stato gentilissimo ed ha girato la mia e mail ai suoi colleghi.

Purtroppo la risposta è stata che i tecnici erano già attrezzati e quindi non hanno accettato di assistere ad una nostra presentazione. Ho capito, allora, che da una parte noi dovevamo ancora studiare le logiche e procedure istituzionali, ma dall’altra parte la burocrazia e una certa pigrizia di alcuni apparati sono di fatto un ostacolo alla crescita e innovazione.