“Gestire la complessità”. Il Gruppo Giovani di Confimi alla scoperta della Knorr-Bremse

Venerdì un nutrito gruppo di giovani imprenditori è stato in visita al colosso che si occupa della produzione di impianti frenanti per camion e treni.
Rendere sicura la mobilità. È questo il compito quotidiano della Knorr-Bremse, multinazionale, con sede aziendale principale a Monaco di Baviera, e tre filiali italiane, tra le quali una ad Arcore, in Brianza. Dal 2005 la sede arcorese è in via Polini. Venerdì il Gruppo Giovani di Confimi Monza e Brianza si è recato in visita all’azienda che è il primo produttore mondiale di sistemi frenanti per veicoli commerciali e ferroviari. Fondata nel 1905 in Germania, il gruppo ha generato nel 2021 un fatturato di 6,7 miliardi di euro e ha impiegato circa 29.700 dipendenti nel mondo. In Italia vi lavorano 650 dipendenti.
Una visita altamente qualificante quella che si è svolta presso la Knorr-Bremse, a fare da Cicerone l’amministratore delegato Federico Manfredda, 61 anni. Oltre ad aver dato una chiara e ampia panoramica della realtà, che gestisce da 16 anni e che Appartiene ad un Gruppo industriale che nel 2022 raggiungerà un fatturato di quasi 8 miliardi, non ha nascosto le numerose sfide che la Knorr-Bremse deve affrontare quotidianamente per continuare a rimanere leader ne proprio settore.
“Nel corso della nostra storia abbiamo dovuto più volte convertire la nostra produzione in particolare nel 2014 c’è stata una vera e propria ristrutturazione del mondo della ricambistica, abbiamo così deciso di passare da una produzione che di fatto si basava sulla quantità ad una sul servizio: oggi facciamo meno volumi rispetto ad un tempo, ma abbiamo una più alta marginalità. Lavoriamo con 77 linee e vendiamo più di 1000 prodotti differenti. Ciò significa che dobbiamo gestire la complessità di numerosi ‘codici’ – ha spiegato il numero uno dell’azienda, che ha aggiunto – Da quattro anni siamo anche quotati in borsa, con tutto ciò che ne consegue. Non nascondo che a volte siamo più impegnati ad affrontare la complessità di gestione dei processi burocratici che a fare business.”
Una visita che ha svelato ai giovani soci di Confimi anche il cuore dell’azienda: le linee di produzione. “Se ci sia aspetta una realtà interamente automatizzata, ci si sbaglia – ha spiegato Giovanni Agosto, responsabile di produzione – Dobbiamo garantire degli standard di sicurezza altissimi, qui produciamo freni per treni e camion, e la nostra componentistica è composta da così tanti pezzi che un robot da solo non riuscirebbe. Naturalmente il discorso è molto ampio e ci sono delle linee che sono più automatizzate di altre, ma qui da noi il fattore umano è ancora determinante.”
Della complessità dell’azienda ha parlato anche Katia Totorelli, che da 16 anni segue la logistica. Oltre a lei, alla visita hanno partecipato Elena Molteni, responsabile della comunicazione, oltre che assistente della direzione, e Angelo Mores, l’ingegnere responsabile dei processi. Proprio quest’ultimo ha messo in luce l’impegno di questa realtà in ambito ambientale: “Stiamo facendo molto per rendere sempre meno impattante la nostra produzione a partire da una maggiore efficienza dei nostri compressori, passando da una flotta aziendale ibrida ed elettrica, fino alla prossima installazione dei pannelli fotovoltaici.”

Una visita che ha soddisfatto appieno il nutrito gruppo di giovani imprenditori associati a Confimi Monza e Brianza e che sarà per loro da stimolo per, come ha detto, Federico Manfredda, “le future sfide che inesorabilmente deve affrontare un imprenditore”. “Sono molto contento di questi incontri – ha confermato il direttore di Confimi, Edoardo Ranzini – si tratta di momenti di contaminazione durante i quali i giovani possono assorbire da chi ha esperienza informazioni utili per il loro business, mentre le aziende strutturate mettono in luce le proprie qualità.”