No Pedemontana a Seveso, pericolo diossina. Garofalo: “si faccia un referendum”

17 dicembre 2022 | 15:11
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No Pedemontana a Seveso, pericolo diossina. Garofalo: “si faccia un referendum”

Obiettivo, ribadire la loro contrarietà al progetto e  spiegare alla cittadinanza le criticità ambientali e paesaggistiche che la Pedemontana causerà.

Seveso. Un secco no a Pedemontana è stato sottoscritto da molti cittadini, ma soprattutto da gruppi ambientalisti tra cui Legambiente, da associazioni e liste civiche dei comuni brianzoli ( 8 nel totale) interessati dal passaggio della tratta e che quest’oggi, sabato 17 dicembre, si sono dati appuntamento nelle rispettive piazze.

Obiettivo, ribadire la loro contrarietà al progetto e  spiegare alla cittadinanza le criticità ambientali e paesaggistiche che la Pedemontana causerà.

Generico dicembre 2022

IL FOCUS

Generico dicembre 2022

La  tratta  B2  della Pedemontana ha interessato il comune di Seveso. A partire dalle 8.30 del mattino, fino alle 13,30 l’area mercatale in via Redipuglia è stata interessata dalla presenza dei gazebo costituiti con la presenza di Sinistra e AmbienteMeda, Impulsi Meda, Legambiente Seveso, Meda e Seregno, Seveso Futura, Passione Civica Cesano Maderno.

Mario Radador di Legambiente Seregno parte da un presupposto: “La Pedemontana è un progetto vecchio di 30 anni e oggi non ha più senso di esistere”. L’attenzione di Radador pone quindi l’accento  sui servizi ecosistemi che vengono forniti gratuitamente dal suolo. “Il consumo di suolo – spiega – crea degli effetti devastanti sull’ambiente. Basti pensare che dati Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) certificano come il consumo di suolo insostenibile abbia comportato un mancato assorbimento di Co2 paragonabile all’immissione di un milione di autovetture, con una percorrenza media di 12 mila km all’anno. Inoltre – precisa – l’impermeabilizzazione del suolo ha causato la mancata immissione nelle falde di 360 milioni di metri cubi di acqua.

Numeri alla mano la media di consumo del suolo in Europa è pari al 4,2%. La Lombardia ha una media totale pari pari al 12,2%. La Brianza detiene il record: da sola ha un 41% circa di suolo consumato. “Un dato impressionante”, commenta in chiusura Radador.

Il problema della diossina:

A Seveso è prevista una bonifica afferente alla questione diossina. L’area interessata dalla bonifica ha un volume di  40mila. Saranno invece 71mila le tonnellate di terreno che verranno asportate finendo in apposite discariche (ad oggi le strutture adatte a recepire questa tipologia di terreno si trovano a Torino e a Brescia ndr).

“Il costo dell’operazione – spiega Alberto Colombo di Sinistra e Ambente – è stato quantificato intorno ai 12 milioni di euro. Una cifra non adeguata, secondo il nostro avviso, poiché la bonifica riguarderà solo aree definite a verde residenziale ossia dove c’ è un accesso di persone. Mi chiedo quale destino sarà riservato alle altre zone”.

Netta bocciatura da parte di Sinistra e Ambiente, la quale si dice preoccupata per la rimozione del terreno che rischia di far fuoriuscire la diossina. Inoltre –  conclude – grazie alla Pedemontana, il cui pedaggio costerà 23 centesimi al km, perderemo almeno 2 ettari del bosco delle querce, mentre quasi tutta l‘area verde di via della Roggia verrà distrutta“.

No a Pedemontana

Dal canto suo Giorgio Garofalo, presidente di Seveso Futura ribadisce come la Pedemontana sia un futuro pieno di incertezze dove il fantasma della diossina è un problema reale.

“La pedemontana – spiega Garofalo – porta con sé soprattutto grandi rischi, visto che Seveso è un territorio che in passato ha già subito il grave danno a seguito dell’incidente ICMESA. Un incidente che oggi rischia di tornare attuale, visto che movimentare il terreno contaminato rischia di riattualizzare il problema del ’76. Come Seveso Futura da anni stiamo cercando di sensibilizzare le persone, informandole sui rischi e cercando contestualmente di fare un’azione di forza nei confronti dell’amministrazione comunale affinché si decida a tutelare il territorio. la battaglia – chiosa- l’ho portata anche in Consiglio provinciale, ma purtroppo questa maggioranza di centro Destra sembra non voler né vedere né sentire ragioni, dichiarandosi favorevole a questa opera nonostante i dati confermino come il progetto sia non solo vecchio, ma soprattutto dannoso per l’ambiente”.

No a Pedemontana

Insomma, per Garofalo si tratta  di una politica che guarda al passato anziché alla sostenibilità. “Dal canto nostro – precisa – cercheremo in tutti i modi di far cambiare idea al centro Destra, anche se siamo al 90esimo minuto di questa partita. Il mio augurio è quello di vedere una Brianza fatta di più servizi per muoversi con il trasporto pubblico”. Garofalo si rivolge quindi alle forze politiche: “Non è ancora tardi: ripensateci perché le scelte politiche arrivano prime di quelle tecniche. Forse – conclude Garofalo – un’arma vincente sarebbe quella del referendum popolare: sono sicuro che se la questione andasse al voto, i cittadini voterebbero per il no”.

Dello stesso avviso è Gianpiero Bocca, sindaco di Cesano Maderno.“Il progetto della Pedemontana – spiega – presenta gravi criticità, a partire dalle ricadute ambientali e sulla viabilità. Anzitutto è un’opera sovraordinata rispetto alle valutazioni del territorio.

Questa è una critica che la nostra città e anche molti Sindaci hanno sempre rivolto a Regione Lombardia, per non essersi messa sufficientemente in ascolto delle Amministrazioni locali.

Oggi – chiosa Bocca – ci troviamo di fronte al fatto compiuto e appreso dai giornali: la firma di un contratto per la realizzazione delle tratte B2 e C, delle quali non sappiamo nulla. Parliamo per queste tratte di investimenti per 1,26 miliardi, per la cui realizzazione, a detta di Pedemontana e di Regione Lombardia, non si tornerà più indietro. A questo punto dobbiamo essere determinati, cercando di ottenere risultati possibili e concreti rispetto ai temi più rilevanti per il nostro territorio”.

Gianpiero Bocca sindaco Cesano Maderno mb

Per Bocca i principali punti sono tre: le tematiche ambientali, il pedaggio e la gestione del traffico, che rischia di riversarsi nei comuni e sulla Comasina, diventando del tutto ingestibile.

“Relativamente all’aspetto ambientale – precisa Bocca – ritengo che le compensazioni previste ad oggi siano gravemente insufficienti, non solo per Cesano ma per tutto il tratto della B2.

La realizzazione della Greenway, che doveva rappresentare il contrappeso ambientale della B2 e di tutta la tratta della Pedemontana, è stata posticipata alla fine dei lavori della tratta D, il che significa che probabilmente non la vedremo mai. Infine, mancano ancora delle certezze per ciò che concerne i terreni contaminati dalla diossina.

Milano Meda

La questione del pedaggio viene affrontata in modo pragmatico: “È impensabile  – chiarisce il sindaco di Cesano – che i cittadini dei comuni interessati alla tratta B2 paghino il tratto autostradale (l’arteria principale che collega Milano con Come e da sempre una strada Statale ndr) per recarsi quotidianamente a Milano: dovranno invece essere predisposte soluzioni e meccanismi di gratuità o agevolazione tariffaria, a seconda delle categorie degli utenti.

Sulle compensazioni viabilistiche, pensare di risolvere il problema con un’opera seppure importante come la “tangenzialina” Nord con Seveso, non è plausibile e non ci metterà al riparo dal traffico che quotidianamente si riverserà nella viabilità ordinaria”.

LE CONTESTAZIONE DA PALAZZO PIRELLI

Palazzo-Pirelli-Regione-Lombardia-Consiglio-mb

Marco Fumagalli, consigliere pentastellato di Regione Lombardia ribadisce il suo secco no a Pedemontana, ritenendo che si tratti di un’opera vecchia e inutile.

“Il nostro no a Pedemontana è netto e intransigente”, ribadisce il consigliere il quale poi spiega come sia un’opera  dannosa per il territorio. “Abbiamo piuttosto  bisogno – sottolinea –  di autostrade dell’informazione per uno sviluppo economico digitale e basato sui trasporti pubblici efficienti.

Le tratte B2 e C non devono essere realizzate. Piuttosto che Regione Lombardia pensi a degli interventi di riqualificazione della viabilità esistente, collegando così la Milano Meda tramite la Tangenziale Nord ed Est alla A4. La Pedemontana – conclude Fumagalli – è eccessivamente costosa e troppo impattante sul territorio. Abbiamo bisogno di ridurre il traffico veicolare e il relativo inquinamento con un miglioramento dei servizi di trasporto pubblico. Con i soldi di Pedemontana si pensi a realizzare il prolungamento della metropolitana fino a Monza e Vimercate e non l’ennesima autostrada in perdita pagata dai contribuenti.

Marco-Fumagalli-M5s-Lombardia-mb

Dello stesso avviso e Gigi Ponti dal Partito democratico il quale va dritto al punto spiegando come l’attuale progetto non risolverà nessun problema,  ne creerà di nuovi. “Ci attende un periodo delicatissimo per gli effetti di questa scelta. A mio avviso – afferma Ponti -ci  ritroveremo con un’infrastruttura che  sostanzialmente, oltre ai danni ambientali, aumenterà il traffico nei nostri comuni. Non è insomma un progetto ambientale accettabile, in quella che è un’area già fortemente urbanizzata.

gigi ponti vicepresidente del consiglio

Oltretutto – conclude – a lavori finiti la Milano Meda, che oggi è gratuita, diverrà a pagamento. Spacciare per benefici questi effetti è veramente preoccupante. Abbiamo più volte e ragionevolmente chiesto di correggere un progetto sbagliato: mi sarei aspettato una risposta diversa, ad una questione così seria, la Lega invece rimane ancorata al passato costringendo invece il territorio a logiche superate”.