Giallo di Villasanta, nuovo sopralluogo all’ecomostro

29 gennaio 2023 | 09:45
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Giallo di Villasanta, nuovo sopralluogo all’ecomostro
Ecomostro di Villasanta

Dopo un primo sopralluogo, ieri gli investigatori sono tornati sul cantiere dell’ecomostro. 

Si infittisce il mistero del giallo di Villasanta. Gli uomini della Questura di Monza e Brianza proseguono a ritmo serrato le indagini sul presunto omicidio confessato su una scheda elettoralelo scorso settembre. Dopo un primo sopralluogo, ieri gli investigatori sono tornati sul cantiere dell’ecomostro. 

“Per le forze dell’ordine. Ho ammazzato un uomo. È sepolto in un cantiere nell’area nord. Date lui sepoltura cristiana, vi prego” : ed è proprio a nord che gli uomini della Squadra Mobili, guidati da Francesco Garcea, stanno cercando.

L’area, da anni ormai, versa nel più totale abbandono. Avrebbe dovuto ospitare un albergo di lusso di 7 piani in occasione di Expo, ma il progetto non vide mai la sua realizzazione. E ora solo topi, serpenti e il palazzone fatiscente. Entrare nel cantiere non è impresa ardua, diversi i punti che lo rendono accessibile “ai non addetti ai lavori”.

Che si tratti di uno scherzo di pessimo gusto o della confessione di un killer, la Polizia è intenzionata a fare luce sul mistero. Si indaga infatti per omicidio e occultamento di cadavere.

IL SECONDO BIGLIETTO

Dopo il secondo biglietto (primo in ordine cronologico, perché risalirebbe ad agosto), “So che hai ucciso un uomo, ti prenderanno”, ora l‘appello a presentarsi in Questura si fa sempre più insistente. Non solo verso gli autori dei due biglietti (che pare siano diversi) ma anche nei confronti di chi può aver visto, o notato, qualche elemento significativo.

Nel cantiere al confine di Villasanta, verso Arcore, anche all’archeologo forense, Dominic Salsarola, del Dipartimento Labanof di Milano, nominato consulente dalla Procura di Monza, al fine di monitorare lo stato dei luoghi e individuare eventuali anomalie.

Salsarola è un vero pezzo da novanta dell’archeolgia forense, infatti, in veste di esperto, collabora con le Procure di tutt’Italia per dare un volto alle vittime degli omicidi più complicati. Il suo nome era balzato agli onori della cronaca come consulente, tra i tanti, nei casi delle Bestie di satana, ed è stato anche lo specialista che recuperò il corpo senza vita della giovanissima Yara Gambirasio.