Monza maglia nera per il PM2.5 e tra le 10 città più inquinate per PM10: tanta strada da fare (a piedi)

Il titolo del report di Legambiente dice tutto: “Mal’Aria di città 2023: cambio di passo cercasi”.
Monza maglia nera per il PM2.5 nell’aria: per uniformarsi agli standard sostenibili c’è da tagliare il 60% . Su questo fronte il capoluogo brianteo fa peggio di città come Milano, Cremona, Padova, Vicenza, Bergamo, Piacenza, Alessandria, Torino, Como, Brescia. Lo dice il report annuale di Legambiente “Mal’Aria di città 2023: cambio di passo cercasi” che rielabora i dati dello storico rapporto di Ecosistema Urbano sul 2022. Un lavoro che si può riassumere in una frase: la strada da fare è ancora tanta.
PM10
“Nel 2022 sono 29 le città, tra quelle di cui si hanno a disposizione i dati, che hanno superato il limite di 35 giorni di sforamento previsti per il PM10 -si legge nel report – su tutte Torino con 98 sforamenti, seguita da Milano con 84, Asti 79, Modena 75, Padova e Venezia con 70. Queste città hanno di fatto doppiato il numero di sforamenti tollerati dalla norma (35) e rappresentano per il 2022 la punta dell’iceberg dell’inquinamento atmosferico delle nostre città”. Monza resta comunque inserita tra le 10 città italiane più inquinate anche da PM10 nel 2022 con una media giornaliera di 33.
La relazione dice anche che il 76% delle città monitorate (ovvero 72 delle 95 di cui si avevano a disposizione i dati) superano i limiti previsti dalla futura direttiva sulla qualità dell’aria che, di fatto, ha dimezzato la concentrazione media annuale ammissibile (dagli attuali 40 µg/mc ai 20µg/mc previsti al 2030).
PM2.5
Restando sul PM2.5, tasto dolente per la città di Monza, la situazione è di generale criticità. Delle 85 città di cui si aveva a disposizione il dato, ben 71 (l’84% del campione) nel 2022 hanno registrato valori superiori a quelli previsti al 2030 dalla prossima direttiva. Monza in testa, appunto, con 25 µg/mc, seguita a stretto giro da Milano e Cremona con 23 µg/mc).
Nella relazione di Legambiente, un corposo documento che si può consultare sul sito web istituzionale, c’è anche una serie di proposte per intervenire. Anche perchè, a dispetto di numerose iniziative di contenimento delle emissioni, i livelli di inquinamento quasi in nessun luogo corrispondono a un effettivo e sistematico calo degli inquinanti. Diverse le strategie suggerite: abbonamenti al Trasporto Pubblico e Trasporto Rapido di Massa; Zone a zero Emissioni nelle aree metropolitane (sulla falsariga della zona B di Milano); tra le più interessanti, ridisegnare lo spazio pubblico urbano a misura d’uomo, con le “città a 15 minuti” in cui si concentrano tutti i servizi necessari i piccoli spazi per evitare l’uso dei veicoli e favorire camminate e biciclette. Senza contare gli incentivi dei mezzi elettrici.
FLAVIO GALBIATI

Il primo commento dei recenti dati di un esperto in materia, il meteorologo e ambientalista Flavio Galbiati, si concentra su questo tema: “In Germania – ha detto- a dicembre le auto elettriche hanno superato i mezzi a gasolio; in Italia invece abbiamo registrato una flessione per la mancanza di incentivi”, un fattore che pesa considerevolmente sull’inquinamento in Pianura Padana, “così come la forte siccità che abbiamo patito – ricorda Galbiati – che ha avuto un ingente impatto sulla situazione della nostra aria”.