Ancora disagi in mensa, la protesta degli agenti della Polizia Penitenziaria

Gli agenti della Polizia Penitenziaria protestano contro la mensa del carcere
Pietanze assenti, piatti riscaldati e cibo non proprio invitante. La Polizia Penitenziaria manifesta – ancora una volta – il proprio dissenso circa il servizio proposto presso la “Mensa Agenti” del carcere di Monza. “Ci duole segnalare per l’ennesima volta le inefficienze di un servizio che quasi sempre è al di sotto della sufficienza” spiega in una nota l’O.S.A.P.P., Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, Segreteria Regionale. “Il personale ci ha rappresentato la volontà di disertare tali locali se le condizioni non dovessero migliorare in tempi celeri, e sarà nostro preciso onere segnalare le questioni di igiene e salubrità all’attenzione degli organi esterni preposti”.
Il tallone d’Achille, secondo il sindacato, sarebbe il turno serale, dove sarebbe una costante il verificarsi della mancanza di pietanze, comportando una scelta limitata, aggravata per lo più delle volte da pietanze del mezzogiorno “riscaldate”, le quali vengono alterate sia nella qualità che nel sapore. “Addirittura per coloro che arrivano in mensa alle ore 20:00 circa, si può anche verificare l’indisponibilità di gran parte delle pietanze, mettendo in seria difficoltà o rendendo impossibile sia la scelta che la fruizione del servizio M.O.S.” prosegue la nota.
“A tale problematica bisogna aggiungere la misteriosa “apparizione” di pietanze che fino a un secondo prima della richiesta erano terminate, per poi essere servite ad alcune persone che in precedenza le avevano “ordinate” telefonicamente alle addette della mensa. Altra problematica da non trascurare oltre alle porzioni striminzite, di qualità scadente e spesso non disponibili, è la carenza di igiene e di pulizia per quanto riguarda le posate e i bicchieri. Poi come se non bastasse troviamo addette che non hanno i guanti mentre svolgono il lavoro, o li hanno deteriorati o in altre circostanze effettuano con gli stessi guanti, più mansioni, come ad esempio chiudere i sacchi della spazzatura, per poi ritornare a impiattare senza cambiarli. Non possiamo non menzionare anche una non corretta gestione della fila dovuta alla mancanza di vassoi già apparecchiati, presenza di un solo addetto all’impiattamento che nonostante si adoperi per essere quanto più veloce possibile, non riesce a far defluire la fila che si viene a creare. Questa dinamica porta noi operatori a consumare il pasto in tempi record per poter dare il cambio in tempo utile all’altro collega che deve usufruire della M.O.S.”
Gli agenti chiedono che la loro richiesta per un servizio migliore non resti inascoltata, in alternativa annunciano che intraprenderanno l’astensione dalla mensa.